In primo piano

"I CAPOLAVORI DEL '59"
ALLA CASA DEL JAZZ

  • Condividi:
I CAPOLAVORI DEL 59ALLA CASA DEL JAZZ

12:58 08 FEB 2007

Prende il via lunedi 20 aprile alla Casa del Jazz "Kind of jazz: i capolavori del'59", un ciclo di sei incontri condotti da Marco Molendini per presentare i grandi capolavori discografici realizzati nel 1959, cinquanta anni fa. Si tratta di "Kind of blue" di Miles Davis, "Giant steps" di John Coltrane, "The shape of jazz to come" di Ornette Coleman, "Mingus ah um" di Charles Mingus, "Time out" di Dave Brubeck e "Last recording" di Billie Holiday. Evidentemente non e' solo una semplice concomitanza cronologica: il 1959 e' stato un anno di grandi capolavori discografici nel jazz. Insieme fotografia e testimonianza concreta di una fase di efferverscenza di idee e aspirazioni e della fine di un'epoca. Quella parabola che aveva portato il linguaggio del be bop all'esaurimento della sua carica propulsiva e prodotto la necessita', per i musicisti piu' sensibili e avvertiti, di cercare nuovi territori, nuove frontiere creative. Insomma non e' un caso se in quell'anno sono usciti capolavori come Kind of blue, la meraviglia realizzata da Miles Davis alla testa di una formazione che comprendeva almeno altri due maestri fra i piu' grandi del jazz come John Coltrane e Bill Evans. E proprio Coltrane quello stesso anno realizzo' Giant steps. Contemporaneamente Charles Mingus registrava Mingus ah um (e nello stesso anno Blues & Roots e Mingus Dynasty).

Il piu' radicale di tutti era pero' Ornette Coleman sbarcato all'Atlantic con il suo quartetto realizzando The shape of jazz to come che rivoluzionava ogni regola grammaticale esistente. In quegli anni le grandi case discografiche, in piena espansione commerciale, avevano messo sotto contratto molti artisti di jazz e alcuni perfino con ottimi risultati di vendita. Per esempio Kind of blue fu un best seller assoluto. E anche sul fronte del jazz meno corrosivo arrivavano risultati come con il celebre Time out di Dave Brubeck che conteneva quello che divenne un vero e proprio hit commerciale, Take 5. Quello stesso anno, intanto, si chiudeva la parabola di una grande protagonista della vocalita' come Billie Holiday (le sue ultime registrazioni Last recording con l'orchestra di Ray Ellis per la Mgm precedono di pochi giorni il ricovero finale in ospedale), segno di un epoca che stava chiudedosi lasciando pero' una profonda impronta sull'arte di interpretare una canzone che avrebbe profondamente influenzato tutti i generi musicali.