Politica

Banca Etruria: M5s all'attacco di Boschi

Roma - "Le odierne novita' giudiziarie su BancaEtruria sono un ulteriore schiaffo nei confronti dei cittadini truffati che rendono la posizione del governo, e in particolare del ministro Boschi, sempre piu' indifendibile": così i parlamentari del Movimento 5 Stelle sono andati all'attacco del ministro delle Riforme, dopo la notizia pubblicata da alcuni quotidiani che tutti i 15 membri del cda della vecchia Banca Etruria sarebbero indagati per bancarotta fraudolenta e nel registro degli indagati ci sarebbe anche Pier Luigi Boschi, il padre di Maria Elena Boschi. Boschi padre dal maggio 2014 al febbraio 2015 è stato vicepresidente senza deleghe della Popolare aretina. "Mentre era in atto la truffa dei risparmiatori e la banca stava per cadere in ginocchio, i vertici dell'Istituto, compreso dunque il padre del ministro, Pierluigi, - proseguono i M5S - hanno ben pensato di assegnare 1,2 milioni di euro di indennizzo all'ex direttore generale Luca Bronchi". "Rispetto a quanto accaduto la Procura di Arezzo ha iscritto l'ex vice presidente della Banca e tutto il Cda nel registro degli indagati per bancarotta fraudolenta", hanno affermato i parlamentari pentastellati, dicendosi "certi che anche su questa nuova, ulteriore, vicenda il ministro Boschi non avra' nulla da dichiarare o, al massimo, si nascondera' dietro a parole di circostanza che non cambiano la realta' dei fatti: il ministro si trova in una posizione di enorme conflitto di interessi". "Mentre le banche e gli uomini che le guidano trovano sempre un fedele alleato nel governo, i risparmiatori vengono abbandonati alloro destino. Questo schema indegno va spezzato e per questa ragione", hanno annunciato i parlamentari, "mercoledi' mattina, 23 marzo, saremo in piazza Montecitorio a manifestare contro la volonta' di Renzi e compagnia di smantellare anche il settore del credito cooperativo. I partiti voteranno il decreto che distrugge l'ultima fortezza del credito di territorio, che sostiene l'economia reale. Noi ci opporremo con tutte le nostre forze a questo scempio e invitiamo i cittadini a lottare con noi: questa battaglia di civilta' puo' essere ancora vinta". (AGI)


20 marzo 2016 ©