Politica

Primarie Pd: Bersani, grave intervento vertici

Roma - Il rischio è quello di "disorientare la nostra gente". Così Pierluigi Bersani, commentando con i cronisti in Transatlantico, il caso Napoli sulle primarie del Pd. "E' irrituale che ci siano stati pronunciamenti di esponenti del partito prima della commissione di garanzia", sottolinea l'ex segretario dem. "Non ci dovrebbero essere queste sgrammaticature", premette. "Spero che prevalga il buon senso", sottolinea ancora Bersani che poi aggiunge: "c'è un problema politico gravissimo, il disagio dei nostri elettori".

"Non è consigliabile fermarsi ai formalismi", ha sottolineato Bersani, rimarcando che è "stato irrituale il pronunciamento dei vertici del partito sulle primarie di Napoli prima delle istituzioni di garanzia" e che c'è "un turbamento serio" negli elettori. (AGI) 


09 marzo 2016 ©
09/03/2016 15:44

Napoli - La Commissione di garanzia delle primarie di centrosinistra, presieduta da Giovanni Iacone, chiamata a decidere sul ricorso presentato nel tardo pomeriggio di ieri da Antonio Bassolino sul voto in cinque dei 78 seggi aperti domenica scorsa, da lui giudicato irregolare, anche sulla base di immagini registrate dai reporter del sito Fanpage ha giudicato "irricevibile" a maggioranza il ricorso presentato dall'ex sindaco di Napoli. Una decisione che, in mattinata, Bassolino aveva anticipato e criticato su Facebook: "Qualcuno ha già emesso il verdetto, prima che gli organi competenti abbiano esaminato i fatti. E' una sentenza preconfezionata", ha scritto Antonio Bassolino. 

Caos primarie a Napoli, Antonio Bassolino "sono disgustato"

Il ricorso è stato giudicato inammissibile da otto componenti della commissione, mentre solo uno, Fabio Benincasa, rappresentante di Centro democratico, ha votato a favore di Bassolino. In precedenza, si erano allontanati dai lavori per protesta, sottolineando come "già scritto" l'esito, due dei componenti della commissione, Vincenzo Serio, che il ricorso lo aveva presentato e firmato, e Antonio Guadagno, anche lui considerato in quota Bassolino.

Bersani, grave intervento vertici. Elettori disorientati

Il ricorso, inviato da Vincenzo Serio, che è componente della Commissione, avrebbe potuto capovolgere l'esito della consultazione del 6 marzo, dato che lo scarto di voti tra il vincitore, il deputato Valeria Valente, e l'ex sindaco di Napoli, Bassolino era di 450 preferenze. Un altro componente della Commissione, Antonio Giordano, aveva proposto una diretta streaming della riunione, proposta respinta dal partito.

La Commissione del Pd chiude il caso-Napoli, ma la ferita resta apeta e rischia di compromettere la credibilità di un'istituzione democratica e popolare come le primarie. Malgrado il caos a Napoli e le critiche per il flop di affluenza a Roma, Roberto Speranza, esponente della minoranza interna Pd, difende le primarie "che sono un fatto identitario del partito democratico. Se le primarie hanno un ruolo nel nostro Paese penso sia arrivato il momento di una legge ad hoc, con albi di iscritti. C'è già una proposta normativa. Rinunciare alle primarie significherebbe buttare il bambino con l'acqua sporca". Ciò detto, il caos di Napoli è un autogol e, in attesa di sapere la decisione sull'esito delle votazioni, ha detto: "Serve il massimo rigore su quanto accaduto a Napoli. Spero che la commissione di garanzia faccia la massima chiarezza su quanto avvenuto con grande rigore". (AGI)

09/03/2016 09:31

Roma - "Lo stadio della Roma si può fare a patto di rispettare due paletti che sono legalità e trasparenza". Il candidato del Pd al Campidoglio, Roberto Giachetti, a Rai Radio 1 risponde agli ascoltatori. "Si tratta di investimenti di cui questa città ha bisogno", spiega. "La nuova dirigenza di Atac sta facendo piazza pulita. Io non ho alcun furore ideologico, ma solo un ebete potrebbe pensare oggi di privatizzare un'azienda piena di debiti", aggiunge poi parlando dell'Ama. 

Primarie Pd: vincono i candidati renziani

A Rai Radio 1 interviene anche Roberto Speranza. Il parlamentare del Pd, esponente della minoranza interna al partito, ribadisce che le primarie sono necessarie, "sono uno strumento di partecipazione dal basso. Ora bisogna sostenere tutti insieme i candidati del Pd che hanno vinto - aggiunge -. Però non bisogna sottovalutare l'astensionismo. Roma e Napoli le città più importanti e quando a Roma c'è un crollo del cinquanta per cento e a Napoli si passa da 55 mila persone ai gazebo a 40 mila significa che c'è un disagio nell'elettorato rispetto al quale occorre riavvicinare le persone al nostro partito". Per Speranza "Se togli la tassa della casa anche ai miliardari un pezzo del nostro mondo non lo capisce, se alzi il tetto al contante un pezzo del nostro elettorato non capisce. Io che voglio bene al Pd dico: lavoriamo per riavvicinare un pezzo del nostro elettorato che ha dato un segnale di disagio in queste primarie". Anche il continuo "amoreggiare con Verdini non ha aiutato il nostro popolo a sentirsi un pezzo di Pd. Oggi siamo tutti a sostegno dei candidati scelti domenica".

Caos primarie a Napoli, Bassolino presenta ricorso "sono disgustato"

Speranza difende le primarie "che sono un fatto identitario del partito democratico. Se le primarie hanno un ruolo nel nostro Paese penso sia arrivato il momento di una legge ad hoc, con albi di iscritti. C'è già una proposta normativa. Rinunciare alle primarie significherebbe buttare il bambino con l'acqua sporca". Ciò detto, sottolinea l caos di Napoli. "Serve il massimo rigore su quanto accaduto a Napoli. Spero che la commissione di garanzia faccia la massima chiarezza su quanto avvenuto con grande rigore". (AGI)

08/03/2016 19:31

Napoli - Ancora tensioni nel Pd due giorni dopo le primarie. Ad infiammare ancora di più il dibattito, e' il sospetto brogli a Napoli dopo la pubblicazione di un video di Fanpage che mostra degli attivisti che invitano a votare, in cambio di soldi (da 1 a 10 euro), per la candidata dem Valeria Valente, che poi ha vinto le primarie nel capoluogo campano.

Orfini, "risultato non è in discussione, ma si faccia chiarezza" 

Sul caso la Procura di Napoli ha aperto un fascicolo di indagine, senza al momento alcuna ipotesi di reato. Intanto Antonio Bassolino ha presentato ricorso "sui gravi episodi" delle primarie: "Rispettare la libertà e la dignità delle persone". L'ex sindaco di Napoli ed ex governatore della Campania sceglie ancora una volta i social network per un annuncio importante: "rispettare la liberatà e la dignità delle persone è un requisito irrinunciabile della democrazia. Per questo ho presentato un ricorso sui gravi episodi avvenuti alle primarie di domenica", si legge nel post della sua pagina di Facebook. 

Quarantotto ore per sciogliere i nodi

Bassolino si diceo "disgustato dalle immagini del video e anche dalle ridicoli interpretazioni che ne sono state date". "Questo mercimonio - attacca l'ex sindaco partenopeo - e' una ferita profonda per tutti quelli che hanno creduto nelle primarie come libera partecipazione democratica".
Difende invece le primarie del centrosinistra a Napoli, Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania: "A Pagani c'e' un'espressione bellissima, 'babbarie'. Queste sono babbarie. Sono sciocchezze un po' piu' rafforzate. Al di la' di qualche sbavatura che puo' sempre esserci, non mi pare che ci siano fatti clamorosi" sostiene. Le primarie secondo De Luca, sono state un "evento democratico che si e' svolto in un clima di ordine e di tranquillita'".

Anche M5S attacca il Pd. Beppe Grillo scrive su twitter: "Perche' il Pd non parla sui brogli e la compravendita voti di Napoli? Tacere significa essere e rimanere complici". Roberto Fico dal blog chiede a Valeria Valente se "sta gia' andando in Procura a denunciare le irregolarita' fuori ai
seggi?" e se "puo' fare chiarezza immediatamente su cio' che accaduto ieri a Napoli durante le primarie del Pd che l'hanno vista vincitrice?". 'Stuzzica' Matteo Orfini definendolo "il presidenteminkia". E ancora, lancia una bordata quando dice che a Napoli "il Pd e' da commissariare e per decenza e per rispetto dei cittadini non dovrebbe proprio presentarsi alle elezioni. Sarebbe ora di una bella pausa di riflessione, magari su Marte". 

Ma la polemica si riverbera sugli equilibri interni al Pd e allora Matteo Orfini scioglie gli indugi e convoca una direzione il 21 marzo. Il presidente del Pd spiega che "a fronte della discussione sviluppatasi in queste ore all'interno del Partito, ritengo sia necessario che il tema venga affrontato senza indugio e in maniera esplicita nelle sedi opportune. Per questo motivo, in accordo con il segretario nazionale, Matteo Renzi, ho deciso di convocare la Direzione del Pd il prossimo 21 marzo". (AGI)

07/03/2016 20:45

Roma - Alta tensione dentro il Pd a 24 ore dalla chiusura dei gazebo. Al di là del risultato che ha visto vincere Roberto Giachetti, è sull'affluenza che si concentra lo scambio di 'cortesie' tra minoranza e maggioranza del partito. A Roma, infatti, il numero dei votanti non ha toccato le 50 mila unità, meno della metà rispetto al 2013 quando a trionfare fu Ignazio Marino. Ad appiccare il fuoco della polemica sono state le parole del presidente dell'assemblea dem, Matteo Orfini che, a chi gli faceva rilevare il crollo dei partecipanti, ha risposto: "allora c'erano le truppe cammellate dei capibastone e file di Roma ai gazebo". Parole non esattamente distensive, anche perchè allora la mozione Marin era sostenuta dalla gran parte dell'attuale minoranza dem. Per Roberto Speranza, in predicato di diventare il campione della sinistra Pd contro Renzi al prossimo congresso, Orfini ha "offeso buona parte del mondo del Pd e dei cittadini romani".

I candidati legati al premier vincono a Roma e Napoli. Polemiche per la scarsa affluenza nella Capitale

Alle dure parole di Speranza hanno risposto via via tutta la prima linea renziana, a partire dal deputato Ernesto Carbone - per il quale Speranza "denigra il lavoro dei tanti volontari che hanno reso possibili le primarie e il voto di decine di migliaia di cittadini in tutta Italia" - al senatore Andrea Marcucci: "A Speranza non importa nulla di Roma e di Napoli, ogni occasione è buona per attaccare Renzi ed il Pd. Anche a costo di calpestare elettori, militanti e buon senso". Dal canto suo, l'esponente della minoranza ribadisce la necessità di ritrovarsi uniti per sostenere Roberto Giachetti e vincere le amministrative a Roma. Ma quella sulle primarie è una polemica alimentata in gran parte dalla sempre maggiore distanza tra i vertici del partito, e la maggioranza che sostiene l'attuale segreteria, e la sinistra dem. In una conferenza stampa convocata per presentare la tre giorni di Perugia - appuntamento che dovrebbe segnare per la sinistra Pd l'inizio della corsa al congresso 2017 - Speranza è tornato s ul tema del doppio incarico premier-segretario: "Il doppio incarico di premier e segretario del Pd di Matteo Renzi non sta funzionando. è una questione che sta mettendo a rischio la tenuta del partito e del Paese".

Partito sul quale, a dire di Speranza, si allunga sempre di più l'ombra del Partito Nazione, ovvero quel soggetto 'onnivoro' capace di cooptare centristi, neo centristi e verdiniani a tutto svantaggio della sinistra. Con il risultato di determinare uno scostamento del Pd dalla sua "vocazioen originaria", ovvero essere un partito maggioritario all'interno di uno schieramento di centro sinistra. Anche di questo si discuterà nella tre giorni di lavori a Perugia: alla Posta dei Donini, dove Romano Prodi tenne incontri che furono seminali nella stagione ulivista, la sinistra dem si interrogherà proprio sul futuro e sulla forma che si vuole dare al partito. Non arriverà, salvo sorprese, l'investitura ufficiale di Roberto Speranza come competitor di Renzi al prossimo congresso. Ma, di sicuro, la minoranza del partito getterà le basi dela prossima mozione. (AGI)