Politica

Berlusconi spiato, convocato l'ambasciatore Usa

Roma - Diventa un caso diplomatico lo spionaggio ai danni di Silvio Berlusconi compiuto dalla Nsa. La Farnesina ha convocato l'ambasciatore americano a Roma, John Phillips, per avere chiarimenti sulla vicenda. E' stato lo stesso Matteo Renzi ad annunciare il "passo formale" e iniziative "in tutte le sedi". 

Ma a cosa interessava all'intelligence Usa? Dalla disponibilita' a mediare tra Washington e Israele alla notte di tensione con Angela Merkel e Nicolas Sarkozy: le orecchie americane era no molto attente alle mosse dell'Italia negli ultimi mesi del governo Berlusconi. Due resoconti di intercettazioni delle telefonate dell'ex premier diffusi da Wikileaks rivelano particolari come lo stretto legame tra il leader di Forza Italia e il premier israeliano e i timori di Roma per un 'asse' tra Parigi e Berlino pronto a mettere nell'angolo le istituzioni finanziarie italiane. "Israele ha cercato in Europa interlocutori, tra cui l'Italia, per aiutare ad appianare la spaccatura nelle relazioni con gli Stati Uniti" e' il contesto in cui si inserisce una intercettazione del 2010. In una telefonata con Berlusconi, Benjamin Netanyahu lamentava l'assenza di un contatto diretto con il presidente degli Stati Uniti. In risposta, Berlusconi prometteva di mettere l'Italia a disposizione di Israele nel contribuire a riparare i legami tra Israele e Washington.

Nella seconda intercettazione, del 2011, il consigliere per le relazioni internazionali, Valentino Valentini, parla con Berlusconi dell'incontro del 22 ottobre con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy, e descritto come teso e molto duro nei confronti del governo di Roma. Merkel e Sarkozy avevano messo sotto pressione il presidente del Consiglio perche' annunciasse e attuasse iniziative concrete a riprova della serieta' delle intenzioni nei confronti della riduzione del debito. Sarkozy si era spinto al punto di dire che le istituzioni finanziarie sarebbero presto "saltate come il tappo di una bottiglia di champagne" e che "le parole non bastavano piu' e Berlusconi doveva subito prendere delle decisioni".

"Rammarico, ma non stupore" esprime Deborah Bergamini, responsabile Comunicazione di Forza Italia. "Nulla di nuovo, purtroppo. Ma un'ulteriore conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che l'ultimo governo scelto dagli italiani e' stato abbattuto senza rispettare le regole della democrazia ne' della sovranita' nazionale italiana. Da anni denunciamo una vera e propria sospensione della sovranita' popolare nel nostro Paese, che ha avuto inizio con la caduta del governo Berlusconi", aggiunge. "Rimane il forte disappunto per comportamenti non compatibili con un corretto rapporto fra paesi amici e alleati".

Grida al complotto Maurizio Gasparri che denuncia la "grave, intollerabile e criminale la pressione internazionale sul governo di centrodestra". "Ci fu un complotto, lo abbiamo detto e lo ribadiamo, in Europa e evidentemente anche con complicita' d'oltreoceano" dice, "pretendiamo tutta la verita' e che si difenda la dignita' nazionale senza esitazioni ne' ipocrisia" rimarca il vicepresidente FI del Senato.

Il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, chiede anche che "il governo venga in Parlamento a riferire su queste gravi notizie e si attivi sin da subito per l'ormai irrinunciabile istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti del 2011 e sulla crisi borsistica-bancaria del 2015-2016". (AGI)


23 febbraio 2016 ©