Politica

Renzi e Grasso alla Cei, sul voto segreto non decidono i vescovi

Roma -  "Voto segreto o no lo decide il Parlamento e non la Cei". Il presidente del Consiglio Matteo Renzi replica così al presidente dei Vescovi, cardinale Angelo Bagnasco, che ieri era intervenuto nel merito dei lavori parlamentari sulle unioni civili chiedendo il voto segreto.

"E' sacrosanto fare la legge sulle unioni civili", ha aggiunto il premier, ma sul principio dell'utero in affitto "sono molto contrario, si deve fare di più per metterlo al bando".

Anche il presidente del Senato, Pietro Grasso,  difende le prerogative e l'autonomia del Parlamento: "Io ho rispetto per tutte le opinioni nel merito, è giusto che ognuno le possa esprimere. C'è la libertà di espressione. Però sulle procedure penso che ci sia la prerogativa delle istituzioni della Repubblica di decidere".

Renzi ha poi commentato anche il difficile momento dei mercati finanziari: "Dobbiamo stare molto attenti a come spendiamo i soldi, anche perchè sono soldi degli italiani. Aver messo in questi primi mesi di lavori i tetti agli stipendi e le centrali uniche di acquisto è un principio di buon senso. Ma la logica della politica europea di questi anni di pensare che si possa fare a meno della crescita è profondamente sbagliato. La situazione a livello internazionale è difficile", ha aggiunto Renzi: "Ma l'Italia ha messo a posto la casa, dal tetto non piove più".

"La flessibilità è importante, per noi vale 16 miliardi", ha spiegato il capo del governo. "Senza la flessibilità non avremmo potuto fare tutto quello che abbiamo fatto", ha aggiunto.

"L'Europa non ha funzionato negli ultimi anni, dobbiamo rimetterla in moto e faremo la nostra parte per cambiare la politica economica in questo nostro continente. Dire che hanno sempre ragione le istituzioni europee è un atteggiamento subalterno. Perchè mi dice che chiedo lo 0,2 quando chiedo una politica dell'immigrazione dove non si faccia come lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia. Zero due è un prefisso per chiamare Milano. Se si chiude Schengen si chiude un modello di integrazione europea".

"Non credo che siamo in presenza di una immigrazione incontrollata. Noi immaginiamo che dobbiamo fare più investimenti nei paesi di provenienza. Quando vado in Africa non vado a fare dei viaggi, ma a cercare di dare occasioni di lavoro lì così che le persone non debbano partire", ha poi sottolineato Renzi. "Se questa cosa la fecesse, non solo l'Italia, ma l'Europa saremmo più forti. Chi sbaglia paga e chi sta qui deve lavorare e non bighellonare".

Infine il caso Regeni, lo studente italiano ucciso al cairo: "Agli egiziani abbiamo detto che l'amicizia è un bene prezioso e che l'amicizia è possibile solo nella verità. Per questo ho chiesto che i nostri investigatori potessero fare tutte le verifiche e che il team italiano fosse presente nel gruppo che sta verificando cosa è accaduto. Per rispetto a Giulio Regeni abbiamo bisogno che i colpevoli veri siano puniti". (AGI) 


12 febbraio 2016 ©