Politica

Unioni civili, l'Udc minaccia di uscire dalla maggioranza

Roma - La settimana, quella della vigilia dell'inizio del voto al Senato sulle pregiudiziali al ddl Cirinna', si chiude con un riaccendersi della tensione tra centristi e Pd sul fronte delle unioni civili.

"Se ci sara' un asse tra Pd e M5S sulle unioni civili, l'Udc ne prendera' atto. Non ci restera' altro da fare che uscire dalla maggioranza", avverte il segretario nazionale Udc, Lorenzo Cesa, a margine dei lavori della Direzione nazionale del partito, in corso a Roma.

"Mi auguro che i gruppi parlamentari di Alleanza popolare, che fanno parte della maggioranza di governo, non vogliano arroccarsi in posizioni di rifiuto del confronto e non facciano mancare la disponibilita' ad assumere comportamenti responsabili", risponde dal Pd Vannino Chiti.

"Noi chiediamo senza se e senza ma al Pd che venga tolta dalla legge sulle unioni civili la parte relativa alle adozioni. Non si ascolta solo chi urla ma bisogna dare voce anche a chi, come i bambini, non riesce a urlare ma ha comunque il diritto di essere tutelato", rivendica allora Cesa ammonendo che "se quella norma resta nel testo ci saranno conseguenze molto pesanti, per quello che ci riguarda". 

"Dai tempi della schiavitu' - spiegano i senatori Ap Sacconi e D'Ascola - le persone possono essere oggetto di desideri o di doveri, mai di diritti per cui non ha senso parlare di 'riduzione dei diritti' quando si ipotizza lo stralcio dell'argomento e la prevenzione di derive giurisprudenziali. Piu' correttamente si deve parlare di diritti dei minori a crescere nella complementarieta' genitoriale o ad avere continuita' affettiva quando vengono meno i genitori. E la sede piu' appropriata deve quindi essere una legge su affido e adozioni dedicata al bene dei minori".

Il senatore del gruppo Grandi Autonomie e Liberta' Mario Mauro, presidente dei Popolari per l'Italia, inquadra cosi' la situazione: "Che fatica fare emergere la verita'! E' incredibile il tentativo perpetrato non solo dal Partito democratico ma anche dal presidente del Senato, Pietro Grasso, di confondere le acque per far credere all'opinione pubblica che il ddl Cirinna' sia stato vagliato in commissione, secondo i dettami costituzionali". 

Dal Pd e' allora Chiti a ricordare che "dietro queste impostazioni non si lavora certamente per ricercare soluzioni coerenti con l'affermato bene comune ma piu' semplicemente, e vorrei dire illusoriamente, per inseguire modeste speranze elettorali. Le piazze, sia quella delle famiglie arcobaleno che del family day, non vanno ignorate ma neppure strumentalizzate con letture oltretutto acritiche". (AGI)


05 febbraio 2016 ©