Politica

Abuso d'ufficio, assolto De Luca

05/02/2016 18:42

Napoli - Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e' stato assolto dall'accusa di abuso di ufficio in Appello, "perche' il fatto non sussiste", dopo due ore di camera di consiglio. Con la formula piena, la corte d'Appello di Salerno ha riformato la sentenza di primo grado per De Luca, condannato lo scorso anno, insieme con due tecnici comunali, a un anno di reclusione, con la sospensione della pena, ma sottoposto per questo agli effetti della legge Severino al momento della sua entrata in carica come presidente della giunta campana.

Cade dunque la contestazione di abuso in atti d'ufficio in ordine alla nomina di un project manager per la progettazione e la realizzazione del termovalorizzatore di Salerno. La corte ha accolto la tesi difensiva espressa dagli avvocati Andrea Castaldo e Paolo Carbone, secondo i quali l'abuso d'ufficio in tre diverse contestazioni non aveva ragione d'essere perche' manca la dimostrazione che la nomina fosse espressamente vietata dal procedimento amministrativo. E la requisitoria del procuratore generale Antonella Giannelli non ha mantenuto l'impianto scaturito dalla sentenza di primo grado, contro la quale la procura della Repubblica di Salerno aveva proposto appello rinnovando la contestazione del reato di peculato per De Luca e i due tecnici comunali. Il procuratore generale ha infatti chiesto l'assoluzione dal reato piu' grave e la riduzione della pena da un anno a 11 mesi. La vicenda risale al 2008 e ad agosto prossimo i reati cadranno in prescrizione. Tutti e tre gli imputati non erano presenti in aula al momento della lettura della sentenza. "Il collegio difensivo e' soddisfatto. E ho sentito il presidente De Luca - dice il difensore Paolo Carbone - che ha espresso soddisfazione anche per il lavoro svolto dalla Corte e dalla Procura Generale".

"Finalmente!" è stato il commento che il presidente della Regione Campania si è lasciato sfuggire al telefono con il suo difensore, Paolo Carbone, dopo aver appreso della sentenza. (AGI)


05 febbraio 2016 ©