Politica

Consiglio d'Europa, "Italia riconosca diritti a coppie gay"

26/01/2016 17:30

Roma - Il segretario generale del Consiglio d'Europa, il norvegese Thorbjorn Jagland, "incoraggia" l'Italia "a garantire il riconoscimento legale delle coppie dello stesso sesso così come stabilito dalla Corte Europea dei Diritti Umani e come accade nella maggior parte degli Stati membri del Consiglio d'Europa". Lo ha scritto lui stesso su Twitter  pubblicando il link su una sentenza della Corte di Strasburgo di ottobre 2015. 

 

 

L'OK DEL PD - Intanto arriva il via libera all'unanimità dei senatori Pd all'impianto del ddl Cirinnà ma le unioni civili torneranno a impegnare il partito martedì prossimo, quando è stata convocata una nuova assemblea dei senatori per decidere sugli emendamenti 'spinosi', adozioni in primis.

ALFANO, "REFERENDUM" - "Un referendum abrogativo nel caso passasse la legge Cirinna'? L'ho messo in conto". Lo afferma, in un'intervista a Radio Capital, il Ministro dell'Interno Angelino Alfano. "Penso che a fronte di una cosi' difficile decisione parlamentare, se davvero la legge fosse precepita come un punto di eccesso, in una direzione o nell'altra, potrebbe essere una scelta razionale affidarsi al popolo. Ma e' un fatto di domani: per l'oggi c'e' una partita parlamentare che puo' condurre a una direzione di buon senso, che non prevede l'equiparazione al matrimonio e l'apertura alle adozioni".

IL PD E LA LIBERTA' DI VOTO - Il 2 febbraio il Pd comunicherà "su quali emendamenti ci sarà libertà di voto". Il rinvio, spiega Luigi Zanda, è stato deciso perchè "ancora non conosciamo tutti gli emendamenti" ma il capogruppo Dem a Palazzo Madama assicura che "i senatori del Pd non hanno alcun interesse per i voti segreti. Esprimeremo le nostre posizioni in modo pubblico e trasparente, come l'abbiamo espresse nelle nostre assemblee".

A chi gli domanda se sul punto, critico, delle adozioni, il Pd finirà per andare in ordine sparso, Zanda ribatte asciutto: "Ordine sparso è la pessima traduzione della libertà di voto su questioni su cui qualsiasi partito, che si dica democratico, deve lasciare liberi i suoi parlamentari".

Contemporaneamente, resta l'auspicio che "sia possibile una drastica riduzione del numero degli emendamenti, perchè questo consentirebbe un dibattito sul merito adeguato alla delicatezza del tema che stiamo trattando". Comunque, "non è all'ordine del giorno", dice ancora, la possibilità di riaprire il termine per la presentazione degli emendamenti al ddl Cirinnà.

Arriva invece dal senatore Dem Collina, il richiamo al fatto che l'articolo 3 del ddl, di fatto, autorizza la stepchild adoption, rendendo quindi inutile il 5: "Per questo - ha detto l'esponente dei cattolici Pd - chiediamo di emendare anche l'art. 3".

E' il senatore Carlo Pegorer a rilevare che l'assemblea di oggi "non poteva essere diversamente poichè i senatori di questa legislatura sono stati eletti anche in ragione di un programma estremamente preciso su questo specifico punto. E' vero, peraltro, che nelle prossime giornate si discuterà di eventuali emendamenti, che non potranno che migliorare quell'impianto e quindi non prevedere compromessi che ne alterino e ne modifichino la sostanza. Non è possibile infatti - avverte - fare passi indietro che sarebbero incomprensibili a milioni di persone che chiedono al Pd di operare per una buona legge sulle unioni civili".