Politica

Scontro nel governo su abolizione reato clandestinità

08/01/2016 21:37

Roma - Il reato di clandestinita' fa discutere nel governo e nella maggioranza, dopo aver suscitato le critiche della Lega e di tutto il centrodestra. Il ministro dell'Interno Angelino Alfano e' contrario alla depenalizzazione, una parte del Pd e' favorevole e per la prossima settimana palazzo Chigi intende esaminare con attenzione la materia per evitare guerre ideologiche su un nodo che riguarda un tema caldo come l'immigrazione. L'intenzione e' di evitare guerre ideologiche avendo come faro la sicurezza dei cittadini. Il prossimo consiglio dei ministri, a meta' gennaio, dovrebbe esaminare il decreto legislativo in materia di depenalizzazioni che dovrebbe contenere anche l'abrogazione del reato di immigrazione clandestina, stando almeno all'indicazione dalle Camere. Il governo a novembre decise infatti di soprassedere su tale decisione lasciando aperta la discussione alle commissioni parlamentari che, a dicembre, hanno dato il loro ok alla depenalizzazione. La notizia di tale decisione ha fatto infuriare la Lega: "Renzi cancella per decreto il reato di immigrazione clandestina: prepariamoci all'invasione #cosedamatti" ha scritto il governatore della Lombardia Roberto Maroni. E Matteo Salvini ha annunciato che "La Lega fara' le barricate, in Parlamento e poi nelle piazze con un referendum, contro questa vergogna". Ma perplessita' sono state espresse anche da Ncd. E il ministro Alfano e' chiaro: "La vicenda del reato di immigrazioneclandestina non e' materia di un singolo partito. Sonoconsapevole che si sono levate voci molto autorevoli erispettabili che affermano ragioni tecnicamente valide asostegno di una abrogazione, ma motivi di opportunita' fintroppo evidenti mi inducono a ribadire che e' meglio nonattuare la delega ed evitare di trasmettere all'opinionepubblica dei messaggi che sarebbero negativi per la percezionedi sicurezza in un momento particolarissimo per l'Italia el'Europa". "Niente di ideologico - spiega il ministro - ma unasemplice valutazione di opportunita' politica".

"C'e' un decreto legislativo da esercitare, qualsiasi aspetto sara' approfondito" afferma il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega agli Affari Europei, Sandro Gozi, per raffreddare gli animi. Per Gozi, pero', il reato di immigrazione clandestina, ad oggi, "non ha funzionato" e "se il governo vuole rispettare la delega del Parlamento, deve intervenire adesso". Anche l'Anm spezza una lancia a favore della depenalizzazione. Il reato di immigrazione clandestina"non ha avuto nessun effetto riguardo al fenomenodell'immigrazione" e, soprattutto, e' stato un ostacoloprocessuale per l'individuazione degli scafisti, che e'l'obiettivo primario delle immagini" rileva ilsegretario generale dell'Associazione nazionale magistrati,Maurizio Carbone, che definisce il reato di clandestinita' "unanorma simbolo, senza ricadute efficaci per le indagini, anzicon effetti che sono stati dannosi". Questo perche' il reato di immigrazione clandestina "costringe i pm a iscrivere nel registro degli indagati l'immigrato, il quale, quindi, deve essere sentito in qualita' di indagato, assistito da un difensore: in questo modo, potra' avvalersi della facolta' di non rispondere e le sue dichiarazioni, proprio perche' provenienti da un indagato, saranno considerate di minore attendibilita'. Cio' crea ostacolo all'individuazione degli scafisti". (AGI)

(8 gennaio 2016)