Politica

Lavoro e migranti: Mattarella 'chiama' la politica, Renzi plaude

01/01/2016 14:31

Roma - Accoglienza per i migranti e lavoro per i giovani. In due messaggi, uno agli italiani e l'altro al Papa, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si sofferma su "difficolta'" e "speranze" presenti nella "vita quotidiana" del Paese. Inevitabile, quindi, un passaggio sui temi dell'ambiente (la prima volta in un messaggio di fine anno) e della guerra al terrorismo. Un discorso molto apprezzato, salvo qualche distinguo, dalle forze politiche. In particolare, il capo dello Stato ha fatto riferimento a molti dei temi che sono al centro dell'anno giubilare appena aperto. E non e' un caso che subito dopo il messaggio al Paese, abbia voluto scrivere al Sommo Pontefice impegnato, a sua volta, durante la prima omelia del 2016, a richiamare tutti alla fede, unica alternativa quando la politica fallisce davanti alla sfida "della globalizzazione dell'indifferenza". Primo, l'accoglienza: "Le migliaia di donne e uomini annegati nel Mediterraneo, i 700 bambini morti nella speranza diraggiungere un'esistenza serena, lontano dalla guerra e dallamiseria, sono muti e sofferenti testimoni di un fallimentodrammatico", scrive il Capo dello Stato dopo aver sottolineato la necessita' di accogliere i bisognosi pur mantenendosi rigorosi con chi delinque. A questo proposito, Mattarella non ha esitato a richiamare l'Europa ai suoi doveri: l'Ue puo' governare "con efficacia" il fenomeno migratorio "e la stiamo sollecitando con insistenza. Occorrono regole comuni per distinguere chi fugge da guerre o persecuzioni e ha, quindi, diritto all'asilo, e altri migranti che vanno invece rimpatriati, sempre assicurando loro un trattamento dignitoso". L'Italia, in questo, ha mostrato un impegno "intenso e coerente, come hanno dimostrato i numerosissimi salvataggi di vite umane in mare, la generosa accoglienza di profughi e migranti nel nostro Paese, il pressante invito alla famiglia europea per rendere piu' forti ed efficaci i meccanismi di solidarieta' dell'Unione", ha aggiunto nel messaggio al Papa. Un richiamo alla solidarieta' che si dispiega anche in investimenti alla cooperazione internazionale, che e' alla base anche di una politica efficace contro "il terrorismo fondamentalista" che "cerca di portare la sua violenza nelle citta' d'Europa, dopo aver insanguinato le terre medio-orientali e quelle africane. Realizzare condizioni di pace e stabilita' per i popoli di quei Paesi e' la prima risposta necessaria, anche per difendere l'Europa e noi stessi".

Un concetto ripreso nel messaggio di oggi al Papa: "In quest'epoca angosciosa, vi sono segnali di speranza che abbiamo il dovere di accogliere e di incoraggiare: penso alla conclusione dell'accordo con l'Iran sulla questione nucleare, all'intesa finalmente raggiunta nei giorni scorsi per restituire alla Libia un governo unitario ed inclusivo e al crescente impegno diplomatico per interrompere la spirale di violenza in Siria". Una linea, quella del Presidente della Repubblica, che e' stata particolarmente apprezzata dal presidente del consiglio Matteo Renzi. Da tempo il premier e' impegnato per rivedere le regole europee sull'immigrazione e, in particolare, l'aspetto che riguarda la redistribuzione dei migranti tra i vari Paesi europeo, cosi' da alleggerire la pressione su quelli in 'prima linea' come Italia e Grecia. Non solo: il governo italiano e' stato protagonista, con la conferenza che ha portato all'accordo di Roma sulla Libia, nel lavoro per la costruzione di un governo di unita' nazionale in Libia, quello che Mattarella ha citato come un messaggio di speranza. Guardando dentro i confini nazionali, il Presidente Mattarella non ha potuto fare a meno di rilevare che, nonostante i "dati positivi" sull'occupazione, "l'uscita dalla recessione economica e la ripresa non pongono ancora termine alle difficolta' quotidiane di tante persone e di tante famiglie". Infine, la cura per l'ambiente. Le cronache degli ultimi giorni stanno li' a ricordare quanto questo tema sia "concreto e centrale". L'appello e' allo spirito di collaborazione che riguarda tutti, a partire dalle istituzioni. L'invito, invece, e' ad adoperarsi per un "trasporto pubblico efficiente" perche' non basta "chiedere ai cittadini di limitare l'uso delle auto private". Parole apprezzate dalle forze politiche, quelle del Capo dello Stato, con qualche eccezione. I primi a complimentarsi con Matteralla sono il suo 'predecessore', il presidente emerito Giorgio Napolitano, e il premier Matteo Renzi. Ed e' proprio dal governo che arriva il maggior plauso alle parole del Capo dello Stato: "Un discorso bello e diretto al cuore degli italiani", afferma Renzi, "pieno in ogni sua parte di amore per il nostro Paese. Mi ha colpito, in particolare, la sottolineatura della lotta contro il pregiudizio e la diffidenza nella vita quotidiana dei nostri bambini, con un occhio partecipe sul tema delle migrazioni e della necessaria integrazione, in chiave italiana ed europea".

Il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, commenta il discorso di Mattarella ricordando che "il 2016 sara' un anno ricco di sfide e di impegno". Il titolare del Viminale, Angelino Alfano, 'promuove', da parte sua, Mattarella a pieni voti, per un "discorso di alta statura morale". Anche i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, si congratulano con il Capo dello Stato. Dal Pd piena condivisione delle parole del presidente della Repubblica: "Un discorso che ha a cuore la vita dei cittadini e che, invitando ad affrontare difficolta' e problemi, con parole come speranza, fiducia e responsabilita', indica un Paese che sta gia' cambiando. Una riflessione che dice a tutti quanto l'Italia sia piena di risorse e qualita' ineguagliabili", afferma il vicesegretario Lorenzo Guerini. Plauso anche dalle opposizioni: "Quello del Presidente Mattarella e' il discorso del 'Bene Comune'. Ed e' un discorso nel quale ci riconosciamo pienamente", dice Nicola Fratoianni, di Sinistra Italiana. Dal centrodestra non giungono critiche 'pesanti', ma qualche annotazione: se il segretario della Lega Matteo Salvini e la leader di FdI, Giorgia Meloni, rivendicano il fatto che Mattarella sull'immigrazione appoggia la loro linea, entrambi sottolineano due 'mancanze'. Per Meloni Mattarella ha dimenticato i Maro', mentre Salvini non gli perdona di aver "difeso" la legge Fornero. Per Forza Italia, il capogruppo Renato Brunetta riconosce al Capo dello Stato di aver svolto un discorso di "buon senso", ma 'punzecchia' il presidente della Repubblica per "non aver affrontato i veri problemi e i veri nodi irrisolti dell'Italia". Un discorso "ottimista", per Maurizio Gasparri che sottolinea come "le qualita' storiche del nostro Paese "sono cancellano la crisi economica, , che e' ben piu' pesante di quanto si ammette nel messaggio". Silenzio, invece, dal Movimento Cinque Stelle. Beppe Grillo ha tenuto l'ormai tradizionale contro-discorso in contemporanea con quello di Mattarella, ma non si e' soffermato sul merito di quanto contenuto nel messaggio, limitandosi a definire Mattarella "un ologramma". (AGI)