Politica

M5S, espulso il sindaco di Gela

Palermo - Il sindaco di Gela, Domenico Messinese, "e' venuto meno agli obblighi assunti con l'accettazione della candidatura" e si e' dimostrato "totalmente fuori asse rispetto ai principi di comportamento degli eletti nel MoVimento 5 Stelle e anche alle politiche ambientali energetiche e occupazionali piu' accreditate in ambito europeo". Pertanto "si pone fuori dal Movimento, di cui, da oggi, non fa piu' parte". Ne da' notizia il M5S Sicilia. "Messinese - prosegue il M5S Sicilia - non ha provveduto al taglio del proprio stipendio, nonostante il consiglio comunale di Gela abbia votato anche un atto d'impegno in questo senso, col fine ulteriore di generare un effetto domino normativo che avrebbe portato automaticamente alla riduzione delle indennita' degli assessori e dei consiglieri".

"Contro di me fango e pressioni, ma non lascio", aveva annunciato il sindaco, intervistato dall'AGI. "Non c'e' nessuna ragione per cui dovrei essere espulso o per la quale dovrei dimettermi. E' scattata una caccia alle streghe, vorrei sapere quali sono i motivi di questi attacchi e cosa c'e' dietro. Non ho assunto nessun atto non conforme alla trasparenza. Non posso certamente andare dietro a delle illazioni. Qualcuno voleva governare in completa autonomia, ma gli assessori sono espressione della fiducia che un sindaco ripone sui propri collaboratori e questa fiducia e' venuta meno". Messinese è stato messo sotto accusa dal Movimento 5 stelle, due giorni dopo la sua decisione di rimuovere dalla giunta tre assessori perche' "inefficienti e inadeguati", decisione che ha indotto attivisti, gli assessori silurati e consiglieri comunali a chiedere la sua espulsione e il ritiro del simbolo. "Ci sono state in questi sei mesi molte strane pressioni per la gestione di alcuni settori. La politica gelese e' diventata puro gossip, accanimento, e l'obiettivo forse e' quello di distrarre chi di dovere dalla soluzione dei veri problemi della citta'. Invece di pensare al licenziamento di tre persone, bisognerebbe preoccuparsi dei tremila licenziamenti registrati negli ultimi anni". Questi attacchi, ha replicato Messinese, "sono degli slogan vuoti. Sono affermazioni non supportate ne' da documenti ne' tantomeno da fatti ma solo da dicerie che viaggiano sul web. Attacchi del nulla. Mi meraviglio - aggiunge - il motivo di tanto sdegno e di tanto accanimento per un atto formale che e' quello di decidere chi sono i collaboratori del sindaco. Per governare bisogna essere un gruppo coeso e invece negli ultimi sei mesi e' stato buttato troppo fango un po' su tutti e determinati assessori, che prima si sono messi da parte, ora sono diventati inquirenti, i primi accusatori. Hanno deciso di allontanarsi dal gruppo e un gruppo spezzato non va da nessuna parte. Ho dovuto allontanarli per tutelare la citta'". Messinese sottolinea anche che "gli assessori appena nominati sono espressione del Movimento 5 stelle. Forse qualcuno fa differenza fra attivisti di serie A e attivisti di serie B. Devo dare risposte alla citta' e non a correnti, schieramenti o fantomatici meetup che fanno riferimento a 20-30 persone che vogliono dettare legge". A proposito invece della mancata decurtazione del suo stipendio, Messinese spiega che guadagna all'incirca 30 mila euro l'anno, esattamente quanto guadagnava prima: "Dovrei delinquere?" chiede. "Preferisco essere onesto. Non e' scritto da nessuna parte che io debba tagliarmi lo stipendio. Non era scritto neanche nel mio programma elettorale. Come mai gli assessori che ora mi attaccano, non hanno operato un taglio nei loro stipendi?". (AGI)