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LA FED DI NEW YORK E GEITHNER
di Geminello Alvi
Non e' difficile prevedere che molte delle domande al
segretario del Tesoro americano, Timothy Geithner, dei membri
di un comitato governativo oggi, e domani di un panel del
Senato americano, si concentreranno sulla Federal Reserve di
New York, sulle perdite della JPMorgan Chase, sulle
manipolazioni del Libor. E non v'e' alcun dubbio che con la sua
sede a lower Manhattan, la Fed di New York dovrebbe avere
perlomeno una continua percezione di come stia funzionando la
finanza americana. Eppure va pure ricordato che la Fed di New
York puo' solo riportare quanto non va per il suo verso, alle
altre agenzie o alla Fed di Washington, alla quale spetterebbe
l'eventuale azione conseguente. Insomma le funzioni della banca
della riserva di New York si concentrerebbero in altri termini
solo sulla salute del sistema finanziario e non sulle
manipolazioni di mercato, hanno gia' dichiarato alcuni ex alti
funzionari. E per certo Geithner inoltre rammentera' i suoi
sforzi per riformare la procedura di determinazione dei tassi
d'interesse. Ma resta pur sempre da chiarire perche' a queste
procedure non sia stato posto termine. Come nota il New York
Times: "Nel caso del Libor la Federal Reserve Bank di New York
ha assunto un approccio alquanto passivo. Malgrado l'evidenza
crescente dei problemi, l'Agenzia si concentrava sulle
soluzioni di policy piuttosto che sull'infrazione"
Si potrebbe forse da alcuni replicare che le enforcement
actions della Federal Reserve di Washington sono aumentate
rispetto agli anni prima della crisi. Ma il problema della
Federal di New York resta tutt'intero, come i consistenti dubbi
di quanti sostengono che esiste una contiguita' eccessiva, o
meglio quasi nessuna separatezza, tra questa istituzione e le
banche di Wall Street che dovrebbe monitorare. Per esempio,
Dudley, il suo presidente e' stato in passato chief domestic
economist della Goldmann Sachs, e sua moglie in rapporti di
lavoro con la JPMorgan. Certo la Fed di New York limita in
qualche misura l'influenza inversa dei suoi impiegati che la
lasciano per lavorare a Wall Street. Ma il problema culturale
resta ed e' antico, almeno da che esiste la Federal Reserve
americana, che per l'appunto ai tempi di Morgan e Warburg venne
creata su ispirazione proprio dei grandi banchieri di New York.
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