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La Polonia degli europei

La Polonia degli europei
21:42 12 GIU 2012

di Geminello Alvi

L'economia della Polonia seguita a trarre un bel vantaggio dai campionati europei. Il prodotto lordo polacco deve infatti agli investimenti in infrastrutture anche quest'anno una crescita superiore a quella media europea. Puo' dirsi che le partite di pallone assieme ad una ripresa dei consumi delle famiglie abbiano concesso ai polacchi di resistere meglio alla crisi. E infatti le previsioni, per quanto ribassate dalle difficolta' dei principali partner europei, stimano pur sempre una crescita del 2,6% per il 2012, che segue ad una del 4,3% nel 2011. La maggioranza di centri di ricerca prevede tuttavia un qualche rallentamento dell'attivita' economica nel 2013, a seguito del declino degli investimenti pubblici. Tuttavia si tratta per lo piu' di stime che lo delimitano pur sempre tra il 2% e il 2,5%, anche tenendo in conto la crisi dell'euro. Intanto un mercato del lavoro meno in tensione e la minor crescita del credito hanno indotto gia' ad aprile un calo su base annuale dello 0,6% dei salari. Il debole livello al quale viene mantenuta la valuta polacca tuttavia permettera' al tasso di crescita delle esportazioni di superare quello delle esportazioni. Inoltre le esportazioni verso la Germania che ammontano a circa un quarto di quelle totali della Polonia consistono anzitutto di bei di consumo e beneficeranno della forte domanda interna tedesca. Certo, la decisione della banca centrale polacca di diminuire a maggio di 25 punti base al 4,75% il suo tasso d'interesse di riferimento a sette giorni, ha certo generato qualche sorpresa. Ma considerate le tensioni dell'euro e il verosimile diminuire dell'inflazione dopo i campionati europei e' ragionevole un ulteriore calo, al 4,5% entro l'anno. Anche le misure di austerita', ovvero la riforma delle pensioni e il congelamento degli aumenti nel settore pubblico, avranno il loro effetto. Ed e' palese come la situazione dei conti pubblici resti piu' che soddisfacente nei confronti dei paesi europei piu' in difficolta'. L'obiettivo di ridurre il debito pubblico al 53,7% del Prodotto lordo quest'anno resta tuttavia dubitabile. Ma la soglia del 55% di debito e' stata finora ben presidiata dalla banca centrale. .

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