LA GRECIA E LA CLAUSOLA DI USCITA
12:11 30 GEN 2012
di Geminello Alvi
Svariati sono stati i commenti alla notizia riportata la scorsa
settimana il 27 gennaio dal Financial Times. E quasi da tutti
si e' biasimato che la Germania abbia posto come condizione al
salvataggio di 130 miliardi della Grecia la cessione della sua
sovranita' fiscale e di spesa a un commissario europeo. Da
parte italiana soprattutto si e' considerata questa pretesa
come un gesto di arroganza, di prepotente inclusione negli
schemi tedeschi. Paventando quindi un euro vincolato nelle
nazioni latine e della periferia europea dall'estero, e tenuto
insieme da dei commissari ligi alla ortodossia tedesca. E
invece il senso della notizia viene commentato dal sito Roubini
Global economics proprio all'incontrario: come il primo passo
per escludere la Grecia dall'euro. A giustificare questa
interpretazione c'e' del resto la risoluzione con cui la
Merkel, e il suo partito hanno impostato la posizione tedesca
nella crisi dell'euro.
La ammissione della Grecia nell'euro era stata descritta
senza molti preamboli come un grave errore nella risoluzione
del direttivo della CDU tedesca, tenuta a Leipzig il 14
novembre del 2011. Vinte tutte le varie reticenze che avevano
fino ad allora moderato la sue posizioni, lo stesso direttivo
aveva poi aggiunto alle clausole contro gli eurobonds e alle
altre anche la clausola numero 11. Essa implicava la
possibilita' di uscita volontaria dall'euro nel caso in cui una
nazione non volesse o non potesse aderire alle regole
dell'Unione Monetaria. In tal caso, letteralmente: "potrebbe
lasciare l'Unione Monetaria Europea senza lasciare la Unione
Europea".
Pertanto il dissenso espresso dal commissario economico
della Unione Europea o lo sdegno della Grecia, possono dirsi e
riconoscersi come del tutto coerenti al disegno della Cdu
tedesca e della Merkel. La Grecia infatti dichiara di non
volere, dopo che si e' accertato il suo non potere osservare i
vincoli di bilancio a cui si era impegnata per quest'anno.
Insomma di fatto secondo Roubini rifiutando il commissario, la
Grecia certifica nella risoluzione della Cdu la sua uscita
dall'euro. Si avvia l'esclusione dall'euro per via di una
procedura volontaria.
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