ENERGIA & BILANCIO: L'AUSTRALIA LANCIA LA SUA CARBON TAX
12:26 13 LUG 2011
di Geminello Alvi
"L'Australia tagliera' le sue emissioni di anidride carbonica
nell'atmosfera di 159 milioni di tonnellate da qui al 2020,
ovvero di una quantita' che equivale a un taglio di piu' di 45
milioni di automobili dalle strade". Lo ha dichiarato con
soddisfazione la primo ministro Julia Gillard di quella
Australia che e' la massima esportatrice al mondo di carbone,
spiegando che il taglio richiedera' pero' una tassa di 23
dollari australiani, circa 24,7 dollari statunitensi, per
tonnellata di anidride carbonica emessa dalle sue 500 maggiori
industrie. La tassa, che sara' approvata dal parlamento, avra'
comunque corso soltanto dal luglio 2012, e in un triennio
dovrebbe ammontare a 27, 8 miliardi di dollari australiani,
circa 30 miliardi di dollari statunitensi. Si applichera' per
2,5 punti di incremento all'anno prima di evolvere in un
sistema di commercio delle emissioni nel 2015. Per evitare che
il suo costo ricada sulle famiglie la Gillard ha avvertito poi
che ai redditi di circa il 90% delle famiglie australiane
saranno diminuite le tasse o garantiti benefici per le coppie
coi figli o accresciute le pensioni. Ma il suo governo
promette di garantire sostegni economici e permessi pure ai
maggiori produttori di emissioni, compresi quelli di alluminio
o di acciaio.
La Gillard che e', secondo tutti i sondaggi, il primo ministro
meno popolare degli ultimi tredici anni, si proporrebbe di
riportare le emissioni del 2020 al livello del 2000. La sua
carbon tax dovrebbe pertanto ridurre le emissioni di carbonio
del 5% entro il 2020, ed inoltre elevare al 20% la quota delle
energie rinnovabili nella produzione di energia elettrica. Per
quanto l'Australia generi in fondo soltanto l'1.5% delle
emissioni totali di carbonio, ne resta comunque la massima
produttrice mondiale procapite. Il che spiega il sostegno dei
verdi alla proposta che resta tuttavia assai delicata, essendo
in precedenza costata il posto al primo minstro che ha
preceduto la Gillard, La tassa dovrebbe costare all'indice dei
prezzi al consumo 0,7 punti in piu' all'anno. E Anglo American
Plc ha anche dichiarato che la proposta mette a rischio 40 mila
posti di lavoro e gli investimenti nella industria
carbonifera. A loro volta i produttori di alluminio stimano
extracosti per 120 milioni di dollari australiani, solo nel
primo anno. Al contrario la misura compiace le industrie
dell'eolico e delle energie rinnovabili.
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