GIAPPONE: LA TRISTE PROFEZIA NEI "SOGNI" DI KUROSAWA
11:16 16 MAR 2011
(di Geminello Alvi)
Una folla in fuga e un trentenne giapponese col cappellino, che
non si capacita di quella nebbia che li avvolge, e del panico
di tutti, proprio sotto il monte Fujiama, rigato ancora per
poco dalla neve. Giacche' le esplosioni che lo contornano poco
alla volta lo fanno evolvere a lampadario di alabastro diafano,
e malaugurante, come l'aria, che si tinge di rosa maligno.
Densificato nelle stesse nebbie che poco dopo l'uomo incontra
sullo spiazzo verde di un abisso dove si ritrova con una donna
e il suo figlioletto, e un rassegnato signore. Attorno valige e
masserizie, abbandonate dagli altri, che sempre nei ritmi di un
sogno viene a sapere si sono tutti buttati a mare. Come ci si
buttera' l'altro signore, costruttore dei sei reattori esplosi
che emanano mortiferi vapori di plutonio, cesio radioattivi.
Vanamente il giovane uomo cerca di scansare l'aria rosa, con la
sua giacca e allontanarla dalla donna col bambino, mentre il
sogno svanisce.
E' uno degli otto episodi di Yume, Sogni, film girato nel
1990 da Akira Kurosawa col finanziamento di Spielberg e Lucas.
Film senza gran fortuna eppure impressionante in delicatezza e
orrore. Perche' libero e stanco, come forse non mai, Kurosawa,
vi diede forma ai demoni inspiegabili che animano sempre le
fiabe, come quelle del matrimonio delle volpi sotto
l'arcobaleno; o alle magie per cui entra in un quadro di Van
Gogh, Corvi e ci parla; o alle allucinazione del cane rosso che
tormenta il reduce di guerra. Per arrivare quindi al contagio
atomico, all'apocalisse di Fuji in rosso. Riaffioramento
apocalittico di quel male che il progresso ha finto rimosso ma
cosi' nutrendolo, densificandolo in incubo. Com'e' oggi la
centrale di Fukuyama, fuori controllo. Evento pertanto non solo
profetato da Kurosawa, ma argomentato nelle sue forme: di male
che si incarna e che evolve in orrore, se possibile, ancora
ulteriore nell'episodio seguente: il Demone che Piange. Qui in
delle pozze rosse, tra dei fiori divenuti alberi per effetto
della radioattivita' s'agitano dei demoni che per vivere,
mancando il cibo divorano o sono divorati: uomini evoluti a
demoni piangenti. Rare volte s'e' data nell'arte corrispondenza
cosi' precisa e orrenda cogli eventi. E piu' che la profezia
importa ripeto il suo argomento: l'irrompere dei demoni
dell'anima, in un incubo, di cui il progresso si rivela
l'espressione complice. E senz'altra alternativa che il sogno
finale, Il villaggio dei Mulini: incontro con un centenario,
che tra i mulini ad acqua che irrigano i campi, vive con altri
ritirati dalla modernita': sereno ne va al funerale del primo
amore che aveva sposato un altro.
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