MATERIE PRIME: PERCHE' SALE IL PREZZO DEL RAME
11:17 08 FEB 2011
(di Geminello Alvi)
- Che tanti titoli fittizi, o tossici come
si e' in uso ora chiamarli, siano finiti negli attivi delle
banche centrali, e che per conseguenza ne sia derivata la
maggiore immissione di liquidita' della storia monetaria,
lascia prevedere prima o poi qualche inevitabile effetto sui
prezzi. Soprattutto sui prezzi delle materie prime, gia' in
tensione per via della domanda inesausta dell'Oriente, ed
investimento inevitabile in tempi nei quali gli altri attivi,
persino quelli delle banche centrali sono divenuti piu'
precari. Ovvio allora che il rialzo dei prezzi del rame a 10
dollari la scorsa settimana abbia impressionato molti analisti.
Il rame e' prevedibile gia' di per se' al rialzo quest'anno, e
dunque puo' prestarsi a una verifica importante dello scenario
speculativo.
Il rialzo dei prezzi lo scorso 3 febbraio e' stato
provocato dal ciclone Yasi e dai danni che si sono temuti per
la produzione di rame del Queensland, in Australia. Ma gia'
prima potevano individuarsi delle cause non occasionali,
tuttavia non meno potenti, per giustificare una tendenza alla
crescita dei prezzi. Va infatti rilevato che il rialzo e' in
linea, e conferma, le previsioni di RGE strategy del 24 gennaio
scorso per i prezzi del rame. Da questi analisti li si fissava
in un range tra 8,900 dollari/Usa e 9,450 dlr/MT, sulla base
dell'assunzione che nel 2011 tutte le cause di tensione che
avevano lo scorso hanno apprezzato il rame, sarebbero
proseguite. Va ricordato che nel 2010 il rame era gia'
cresciuto del 31%, a 7,543 dlr. L'incremento si e' giustificato
dal lato della domanda con i consumi in crescita della Cina e
del Giappone ma anche della Germania, una discesa delle scorte,
e un dollaro debole. Dal lato dell'offerta Freeport-McMoRan
Copper & Gold, ha riportato un calo della produzione del 5%
nel 2010, per via dell'invecchiarsi delle miniere e degli
scioperi dei minatori in America Latina.
Un qualche indice della situazione puo' ricavarsi a questo
punto da due circostanze La prima e' il concludersi nel
dicembre scorso di uno sciopero nella miniera di Collahuasi,
una delle maggiori al mondo, seguito pero' da un incidente che
ritardera' le spedizioni nei prossimi tre mesi. La seconda,
ancora piu' rivelatrice, e' l'acquisto a dicembre da parte di
un singolo trader di un ammontare pari al 40/45% dell'offerta
di rame. Si e' pensato che l'acquirente sia stata un'importante
banca americana, che avrebbe accumulato rame prima di lanciare
un ETF.
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