IL PENTAGONO SENZA IL SOLE CINESE
13:07 10 GEN 2011
(di Geminello Alvi)
La visita di Hu Jintao negli Usa questa settimana, verra'
disturbata e non poco dal vincolo a comprare pannelli solari
americani contenuto in una legge per l'esercito firmata lo
scorso venerdi' dal presidente Obama. La Cina produce infatti
circa la meta' dei pannelli solari del mondo. E, anche se gli
Stati Uniti coprono circa un ventesimo del mercato, i cinesi
devono iniziare a preoccuparsi. La legge che vincola la
provvista di pannelli solari da parte del Pentagono e' infatti
stata scritta con ogni accuratezza per resistere alle proteste
cinesi presso il W.T.O. E per di piu' presso il WTO gli
americani hanno gia' presentato il 22 dicembre una
circostanziata protesta contro i sussidi cinesi ai loro
produttori di turbine eoliche. La misura del Congresso non e'
insomma solo un atto estemporaneo, che compiace i deputati
americani piu' avversi al commercio cinese.
La legge richiede inoltre che l'esercito americano censisca
i suoi bisogni di metalli rari, la cui maggioranza proviene
dalla Cina. E l'esercito americano sta rapidamente crescendo
come consumatore di energie rinnovabili, anche per gli effetti
ambientali delle recenti guerre in Iraq e Afghanistan. Ma non
paiono i moventi strategico-militari a spiegare la legge.
Semmai e' l'indignazione crescente del Congresso per il
vincolo imposto lo scorso anno dal governo cinese a spendere
virtualmente tutti i 600 miliardi di dollari di stimolo statale
nei confini della Repubblica Popolare. A rendere ancora piu'
insostenibile la situazione e' il paradosso indotto dai buoni
propositi ambientali della presidenza Obama. Mentre Stati Uniti
ed Europa sussidiano i compratori di pannelli solari, la Cina
sussidia i suoi produttori, ed esporta quasi tutti i suoi
pannelli in Occidente. La violazione delle regole del W.T.O, e'
flagrante, il che rendera' delicata la visita del leader
cinese, e difficile la sua replica.
Anche perche' le nazioni industrializzate hanno firmato
l'accordo di reciprocita' che prevede che gli acquisti del
settore statale rispettino il libero mercato. Tutte, ma non la
Cina, che tergiversa a riguardo da che e' entrata nel W.T.O. La
qualcosa non solo irrita il governo ed e' inaccettabile a
detta dei funzionari del suo Ministero del Commercio. I
pannelli cinesi costano circa un 20% meno di quelli americani;
e la mossa sortira' l'effetto di incoraggiare i cinesi a
trasferire alcune loro produzioni nel territorio degli Stati
Uniti.
Gennaio 2011
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