USA: RON PAUL ALZA IL 'SIPARIO' SULLA FED
10:43 21 DIC 2010
(di Geminello Alvi) -
Il deputato Ron Paul del Texas e' il nuovo presidente del
Domestic Monetary Policy Subcommittee del Congresso degli
Stati Uniti. Si tratta dell'importante comitato che ha
giurisdizione sulla Federal Reserve e proprio questo fatto ha
suscitato sui giornali un certo scalpore. Ron Paul e' non solo
il politico repubblicano che ha incarnato il pensiero
libertario, ma ha scritto l'altro anno un libro dal titolo che
non lascia dubbi sulle sue intenzioni: End the Fed. Vi spiega
tra l'altro che se la Fed venisse abolita " la ricchezza della
nazione non sarebbe piu' ostaggio dei capricci di un pugno di
burocrati non eletti i cui interessi sono equamente divisi tra
i servigi ai cartelli bancari e quelli ai politici piu' potenti
di Washington". C'era stato nel 1964 per la verita' un
precedente alla stessa presidenza quello del deputato Wright
Patman che per trent'anni aveva tuonato contro la Federal
Reserve, biasimandone la segretezza e l'insensibilita' ad
urgenze diverse da quelle delle grandi banche. Senza tuttavia
ottenere granche'. Anche se da allora i pretesi complotti
degli insider, nei quali compare regolarmente dalla sua
fondazione prima della Grande Guerra la Fed, sono stati
argomento di vari bestsellers.
E comunque alla fine del suo libro il nuovo presidente del
sub comitato citava Patman, spiegando pero' di considerare le
accuse di questo suo predecessore troppo lievi: "Considero
attualmente il suo discorso una sottovalutazione. Perche' circa
l'anno passato, durante i salvataggi la Federal Reserve ha
accumulato un incredibile ammontare di potere, rendendosi piu'
influente nel mondo di quanto mai siano stati il Congresso o
il Presidente".
Nel passato la maggioranza del Congresso e' stata comunque
alla fine molto rispettosa dell'establishment finanziario. Ma
la questioni dei bonus ai banchieri delle banche salvate ha
generato un vasto risentimento. Ron Paul stesso tuttavia limita
le possibilita' di successo delle sue battaglie. Ha infatti
dichiarato a Floyd Norris come costui scrive in un articolo su
Herald Tribune che: "Non sto facendo nessuna promessa facile. Mi sono messo contro persone molto influenti e potenti. Sono
stati capaci di lavorare in segreto sin dal 1913."
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