Direttore Responsabile: Giuliano De Risi |
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"Il cinema ha retto alla crisi in modo
straordinario: una leggerissima flessione delle entrate e un
aumento dei ricavi. Sicuramente l'impatto del 3D e' stato
decisivo nel sostenere gli incassi. E sicuramente il cinema
americano, dopo anni di appannamento, ha ripreso a esprimere
una qualita' molto alta, non solo tecnologica, anche
artistica". Lo spiega Riccardo Tozzi, presidente dei produttori
dell'Anica alla presentazione di dati sul cinema italiano
nell'anno solare 2009. Il box office complessivo nel 2009 (dato
Cinetel) e' stato di 622,7 milioni di euro, per 98,9 milioni di
biglietti venduti. Il dato di presenze e' in leggera flessione
rispetto al 2008 (-0,4%), mentre l'incasso mostra l'unico segno
positivo di tutto l'anno rispetto al 2008 (+4,9%), fortemente
influenzato dal fenomeno del costo del biglietto per la
proiezione 3D. Nel 2009 diminuiscono i film prodotti rispetto
al 2008: 131 titoli (comprese coproduzioni), rispetto ai 154
del 2008 e ai 121 del 2007 (26 titoli 100% italiani in meno, da
123 a 97). Dimezzati gli investimenti pubblici in produzione
(38 milioni) mentre restano stabili di poco al di sotto dei 260
milioni quelli privati. La quota di mercato dei film italiani
cala vistosamente del 15% scendendo di 5 punti percentuali,
attestandosi complessivamente al 23,4% e drasticamente
interrompendo il trend positivo degli ultimi anni. "Le ragioni
che hanno determinato la flessione della quota di mercato del
cinema italiano, appaiono meno facilmente decifrabili - spiega
ancora Tozzi -.
La portata di questa flessione e' piuttosto impressionante:
dal 28 al 23% (dal 29 al 23 se si considerano anche le
coproduzioni), equivalenti a una contrazione degli incassi del
14,4%. Dopo quasi un decennio di crescita ininterrotta un
brusco e imprevisto arretramento. Tuttavia vale per il cinema
quel che vale per l'agricoltura: occorre porre attenzione alle
tendenze e non ai dati congiunturali. In entrambi i comparti
esiste il "fattore annata". Dobbiamo dunque provare a
distinguere le componenti tendenziali da quelle congiunturali".
Altro dato significativo fornito dal rapporto dell'Anica
riguarda l'investimento medio per i film totalmente italiani
che sale rispetto al 2008 da 2,1 a 2,3 milioni di euro. Questo
dato relativo ai soli 44 film con budget superiore a 1,5
milioni mostra pero' un costo medio in continuo aumento: quasi
4,5 milioni di euro rispetto ai 4,3 milioni di euro del 2008 e
ai 4,2 del 2007. Aumentano anche gli investimenti privati nelle
coproduzioni, soprattutto minoritarie, opere sulle quali il
contributo pubblico si abbatte quasi del 60%. La serie storica
degli investimenti pubblici in cinema italiano (incluse
coproduzioni) mostra inoltre una visibile tendenza al drastico
ridimensionamento. La quota sul totale, scesa gia' negli ultimi
2 anni alla soglia del 20%, nel 2009 non arriva al 13%. I nuovi
film usciti nel 2009 sono stati in totale 355, sugli 857 titoli
complessivamente in programmazione nelle sale, 115 dei quali di
nazionalita' italiana (-15 titoli rispetto al 2008). La top 20
delle societa' di distribuzione del 2009 vede Medusa al primo
posto, con 76 film e 88 milioni di incasso Cinetel, pari a
circa il 14% del totale anno. Seguono Universal (13%), Warner
Bros (12%) e Sony Pictures (11%). La top 20 delle societa' di
distribuzione per incasso medio per film distribuito vede al
primo posto FilmAuro, con oltre 36 milioni per soli 5 film e
una media di oltre 7 milioni a titolo. (di ANDREA CAUTI)
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