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(AGI) - CdV, 21 nov. - "L'umanita' puo' vivere senza la
scienza, puo' vivere senza pane, ma soltanto senza la bellezza
non potrebbe piu' vivere, perche' non ci sarebbe piu' nulla da
fare al mondo. Tutto il segreto e' qui, tutta la storia e'
qui".
Questa "ardita e paradossale" espressione di Dostoevskij,
e' citata dal Papa che nel discorso agli artisti la fa sua, ma
avverte: "la ricerca della bellezza di cui parlo,
evidentemente, non consiste in alcuna fuga nell'irrazionale o
nel mero estetismo".
"Troppo spesso - denuncia - la bellezza che viene
propagandata e' illusoria e mendace, superficiale e abbagliante
fino allo stordimento e, invece di far uscire gli uomini da se'
e aprirli ad orizzonti di vera liberta' attirandoli verso
l'alto, li imprigiona in se stessi e li rende ancor piu'
schiavi, privi di speranza e di gioia. Si tratta di una
seducente ma ipocrita bellezza, che ridesta la brama, la
volonta' di potere, di possesso, di sopraffazione sull'altro e
che si trasforma, ben presto, nel suo contrario, assumendo i
volti dell'oscenita', della trasgressione o della provocazione
fine a se stessa".
Per Papa Ratzinger, "l'autentica bellezza, invece, schiude
il cuore umano alla nostalgia, al desiderio profondo di
conoscere, di amare, di andare verso l'Altro, verso l'Oltre da
se'". "Se accettiamo che la bellezza ci tocchi intimamente, ci
ferisca, ci apra gli occhi, allora - spiega - riscopriamo la
gioia della visione, della capacita' di cogliere il senso
profondo del nostro esistere, il Mistero di cui siamo parte e
da cui possiamo attingere la pienezza, la felicita', la
passione dell'impegno quotidiano".