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SISMA UMBRIA '97,
UN IMPEGNO SENZA SOSTE
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09:04 06 NOV 2006
(di Vincenzo Marsala)
Settantasei comuni su un totale di novantadue. 27.781 gli edifici privati danneggiati e 9.285 le abitazioni principali che vengono evacuate, per un totale di 22.604 persone. Danni in 2.297 edifici monumentali e chiese, con punte fino al 90% dei beni culturali, cui si dovranno successivamente aggiungere 1971 edifici pubblici (tra scuole, ospedali, municipi) e 690 infrastrutture (strade, acquedotti, fognature, linee elettriche e telefoniche, rete del metano). Sono alcuni dei numeri dell'emergenza terremoto che alle 2.33, nel cuore della notte del 26 settembre 1997, colpisce una vasta fascia della catena appenninica a cavallo tra Umbria e le Marche, con una scossa di intensita' tra l'ottavo e il nono grado della scala Mercalli. Ecco allora che Colfiorito, Cesi Annifo, Sellano, Preci, Norcia, Foligno, Gualdo Tadino, Spello, Spoleto - solo alcuni dei paesi interessati dal sisma - per mesi scorrono nelle immagini di tutti i network internazionali. Ma la notizia che forse piu' di altre fa in poco tempo il giro del mondo, e' quando una delle scosse di 'assestamento' causa il crollo di una parte della volta affrescata della Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi. Da allora a oggi molto tempo e' passato. Gli abitanti e le istituzioni delle due regioni hanno trovato la forza e il coraggio di reagire alla brutalita' degli eventi naturali e la presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti (oggi a palazzo Chigi, insieme al governatore delel Marche Gian Mario Spacca, presente del Capo della Protezione civile, Guido Bertolaso a dieci anni dalla tragedia) ne traccia un bilancio.
Presidente Lorenzetti, 10 anni dal terribile sisma, quale il bilancio?
"Dalle tende, alle roulotte; dai container, alle nuove case il lavoro non si e' fermato un giorno. Ad oggi sono rientrate nelle proprie abitazioni 20.321 persone, il 90% di quelle evacuate nel 1997. E in 1235 (il 5,5 per cento) abitano in alloggi alternativi; 1012 (il 4,4%) sono in autonoma sistemazione. Solo 36 persone, lo 0,1%, sono rimaste nei container dopo aver rifiutato alloggi alternativi. Circa la progressione degli interventi di assistenza la popolazione rientrata nelle abitazioni riparate era il 22% nel settembre 2000, il 46% nello stesso mese del 2001, il 62% nel settembre
A quanto ammontano le risorse per l'opera di ricostruzione?
"Il costo stimato per la ricostruzione tra interventi di edilizia privata, opere pubbliche, beni culturali, altri interventi e attivita' di sostegno e supporto ammonta a 8.442 milioni di euro. Fino ad ora sono state attivate risorse (statali, comunitarie, stanziate dalla Regione e altre destinate a specifiche finalita') pari a 5.315,23 milioni di euro. Di questi, oltre 727 milioni di euro sono stati destinati alla ripresa e al sostegno delle attivita' produttive".
Come avete reperito le risorse?
"Il 'volano' del successo che ha consentito di dare una vera spinta all'immensita' dei lavori da realizzare fu l'utilizzo inedito degli eurobond e dei global bond. Grazie ai quali e' stato possibile proseguire il programma della ricostruzione nelle aree terremotate. Una strada inedita che l'Umbria, prima Regione in Italia, scelse per il reperimento di fondi. Emissione di obbligazioni regionali, con oneri a carico della Repubblica italiana, finalizzata agli investimenti per la rinascita delle zone colpite dal sisma. La presenza sui mercati internazionali inizio' nel 1999 e prosegui' nel 2001 con una nuova emissione nel 2002 pari a un miliardo di euro. Il prestito obbligazionario fu collocato su tutti i principali mercati mondiali, incontrando il totale gradimento degli investitori. L'operazione finanziaria, piu' consistente mai portata avanti da un governo locale, nelle principali piazze, partita da Dublino, per chiudersi a Londra, dopo aver toccato Francoforte, New York, Tokyo e Singapore. L'idea piacque e fu un successo, a detta degli operatori per le finalita' dell'operazione oltre che dalla sua struttura finanziaria. Agli investitori internazionali, infatti, sono state offerte obbligazioni a 'rischio zero' per la garanzia di pagamento del dipartimento di Protezione civile e con rating pari a quelli assegnati alla Repubblica italiana dalle agenzie internazionali Standard&Poor's e Moody's".
In questo modo avete promosso anche il made in... Umbria?
"Esattamente. Oltre a rafforzare la sua presenza sui mercati mondiali e a promuovere il made in Umbria, la regione e' riuscita in questo modo a rendere immediatamente disponibili le risorse previste nelle leggi Finanziarie dello Stato per la ricostruzione post terremoto".
Ma quanto manca per mettere la parola fine alla ricostruzione?
"Oggi sono quasi 14.000 gli interventi che rimangono da attivare e finanziare. Interventi che riguardano prevalentemente abitazioni secondarie per il privato e, per il pubblico, interventi non prioritari ricompresi in programmi triennali gia' approvati e in attesa di finanziamento. L'ulteriore fabbisogno finanziario, in ogni caso entro la stima quantificata dopo il sisma, ammonta a 3.219 milioni di euro".
Settembre 2007
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