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Quadro normativo
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14:32 07 SET 2009
In Italia tutte le attività che prevedono l’impiego, la manipolazione, la detenzione di sostanze radioattive e la gestione dei rifiuti radioattivi prevedono un adeguato livello di protezione della salute dell’uomo e dell’ambiente;
• devono essere gestiti in maniera tale da tener conto dei possibili effetti sulla salute dell’uomo e sull’ambiente al di fuori dei confini nazionali;
• devono essere gestiti in maniera tale che i prevedibili impatti sulla salute delle future generazioni non siano superiori ai livelli di impatto oggi ritenuti accettabili e che comunque non impongano carichi indebiti alle future generazioni;
• devono essere gestiti secondo una adeguata legislazione nazionale che includa una chiara ripartizione delle responsabilità e che preveda un organismo regolatorio indipendente;
• la produzione dei rifiuti radioattivi deve essere limitata al minimo possibile tenendo in debito conto l’interdipendenza tra tutte le fasi della generazione e della gestione dei rifiuti;
• la sicurezza degli impianti e delle infrastrutture dove si effettua la gestione dei rifiuti radioattivi deve essere assicurata durante tutto il loro periodo di vita previsto.
I rifiuti radioattivi, qualora rispettino le seguenti condizioni:
• tempo di dimezzamento < 75 giorni; regolate dal D.Lgs. n. 230/1995.
Il Capo VI è specificamente dedicato alla gestione dei rifiuti radioattivi, mentre il Capo VII regola le fasi della gestione che si svolgono negli impianti di cui al Capo medesimo. In attuazione della direttiva EURATOM 96/29, il D.Lgs. n. 230/1995 è stato integrato e modificato dal D.Lgs. n. 241/2000.
Da circa due anni il tema del nucleare è ritornato in ambito UNI presso
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