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Origine dei rifiuti radioattivi

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14:34 07 SET 2009

Tutte le attività industriali in cui sono utilizzati o manipolati materiali radioattivi generano rifiuti radioattivi. Fra queste attività, le più significative sono:
• il ciclo del combustibile;
• la produzione e l’uso di radioisotopi (medicina, industria ecc.);
• le decontaminazioni;
• la disattivazione degli impianti nucleari.
Un consistente contributo alla radio attività totale e dovuto ai rifiuti provenienti dalla disattivazione delle installazioni nucleari.
Un’attenzione particolare deve essere rivolta a quei materiali a elevato contenuto di radio attività naturale utilizzati nell‘industria:
• i NORM (Naturally Occurring Radioactive Materials);
• i TENORM (Technological Enhanced Natural Occurring Radioactive Materials).
I materiali NORM contengono radionuclidi naturali in concentrazioni superiori alla media della crosta terrestre. I materiali TENORM, a causa delle manipolazioni tecnologiche dell’uomo, presentano una tipologia di radio attività diversa da quella originaria. La normativa italiana relativa alla protezione dalle radiazioni ionizzanti prevede, per le attività lavorative che implicano l’impiego o la produzione di NORM, una serie di controlli dell’esposizione. In particolare, il D.Lgs. n. 241/2000 individua le seguenti attività lavorative:
• l’industria che utilizza minerali fosfatici e i depositi per il commercio all’ingrosso dei fertilizzanti;
• la lavorazione di minerali nella estrazione di stagno, di ferro niobio da pirocloro e di alluminio da bauxite;
• la lavorazione di sabbie zirconifere e la produzione di materiali refrattari;
• la lavorazione di terre rare;
• la lavorazione e l’impiego di composti del torio (elettrodi per saldatura, produzione di lenti, reticelle per lampade a gas);
• l’estrazione e la raffinazione di petrolio e l’estrazione di gas.
I minerali fosfatici sono utilizzati da industrie che producono acido fosforico e fertilizzanti. In questo tipo di attività industriale l’ingestione rappresenta il contributo principale alla dose totale e i radionuclidi più rilevanti sono il 210Pb e il 210Po.
Le sorgenti di radiazione utilizzate in ambito sanitario (terapia e diagnostica medica) sono svariate. Un breve elenco delle principali attività è riportato di seguito:
• radiologia;
• radioterapia;
• radioterapia con sorgenti per brachiterapia;
• medicina nucleare;
• laboratori RIA (Radio Immuno Assey).
L’impiego di sostanze radioattive nelle attività sanitarie quali le determinazioni in vitro, esami metabolici in vivo e la terapia metabolica, conduce inevitabilmente alla produzione di rifiuti radioattivi di vario tipo. Per lo smaltimento di questi rifiuti, nella maggioranza dei casi a bassa attività, a breve tempo di dimezzamento e che non comportano particolari problemi di messa in sicurezza, le aziende ospedaliere si rivolgono a ditte esterne autorizzate, che eseguono il prelievo, il trasporto, lo stoccaggio per un adeguato decadimento in vista dello smaltimento finale.

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