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Modalita' di classificazione
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14:42 07 SET 2009
I rifiuti radioattivi sono classificati in base alla loro attività e al loro tempo di dimezzamento.
Allo stato attuale non esiste una classificazione armonizzata a livello europeo. L’IAEA classifica i rifiuti radioattivi in:
• rifiuti a bassa attività (LLW, low level waste) il loro livello di radioattività è al di sopra dei limiti che permetterebbero loro di essere smaltiti come rifiuti convenzionali;
• rifiuti ad attività intermedia (ILW, intermediate level waste) il loro livello di radio attività supera il limite stabilito per le scorie di basso livello e richiedono la schermatura nelle manipolazioni o un adeguato contenitore di stoccaggio. Per questi rifiuti non e necessario prendere in considerazione il calore di decadimento nella progettazione delle strutture di contenimento e di smaltimento;
• rifiuti ad alta attività (HLW, high level waste) il loro elevato livello di radio attività richiede la protezione del personale, la schermatura, la remotizzazione delle operazioni e la considerazione degli effetti termici, dovuti alla interazione delle radiazioni con la materia, nella progettazione delle strutture di stoccaggio e di smaltimento. Rifiuti di questo tipo sono i prodotti derivanti dal riprocessamento di combustibile nucleare irraggiato o gli stessi elementi di combustibile irraggiato.
In Italia, la classificazione dei rifiuti è contenuta nella Guida Tecnica n. 26 emanata dall’ENEADISP ora APAT (Agenzia Protezione dell’Ambiente e per i servizi Tecnici). Secondo questo documento i rifiuti sono classificati in tre categorie, ciascuna delle quali prevede una diversa modalità di gestione e di smaltimento:
- prima categoria: vi appartengono i rifiuti radioattivi che richiedono tempi di decadimento dell’ordine di mesi, sino ad un tempo massimo di alcuni anni;
- seconda categoria: vi appartengono i rifiuti che richiedono tempi di decadimento variabili da qualche decina fino ad alcune centinaia di anni per raggiungere concentrazioni di radio attività dell’ordine di alcune centinaia di Bq/g. Sono previste 2 sottocategorie:
"rifiuti solidi la cui attività è al di sotto dei limiti stabiliti che possono essere smaltiti senza ulteriori trattamenti";
«rifiuti la cui attività è superiore ai limiti stabiliti e che devono essere condizionati al fine di raggiungere determinati requisiti meccanici, chimici e fisici per poter essere smaltiti sulla terraferma»;
- terza categoria: vi appartengono tutti i rifiuti che non sono riconducibili alle due categorie precedenti. In particolare i rifiuti radioattivi di detta categoria richiedono tempi di decadimento dell’ordine di migliaia di anni ed oltre.
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