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QUANDO LA VIOLENZA IN CASA COLPISCE I MINORI

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13:42 15 LUG 2009

(AGI) - Roma, 15 lug. - Per quanto riguarda l'eta' della vittima, pare opportuna una considerazione. E' pur vero che ogni indagine -quando tratta di minori- usualmente si riferisce a soggetti minorenni ex lege e a tale presupposto si uniforma (se pur con alcune differenziazioni interne) tutta la normativa e le istituzioni preposte alla repressione e alla contenzione.
  Al di la' della barriera che numerose strutture pongono all'accoglienza (limitandola alla eta' prescolare ed escludendo per lo piu' in maniera esplicita gli adolescenti), sta' di fatto che -come gia' da tempo segnalato da alcuni autori- l'adolescenza ha assunto sempre piu' limiti sfumati e indefiniti, talora dilatabili ben oltre la maturita' legale. Se i minori sono per lo piu' vittime di violenza familiare (vittime dirette o di frequente spettatori impotenti), non puo' considerarsi piu' eccezione il minorenne che diviene autore di violenza. L'adolescenza assume sempre piu' carattere strutturale e si esprimere dentro, ma anche fuori l'ambito familiare, sotto forma di organizzazione giovanile di gruppo finalizzata alla affermazione di se' attraverso la violenza (bullismo, nonnismo, gang giovanile e adolescenziale). A tale aspetto va prestata sempre piu' attenzione proprio nell'ottica di predisporre tutti quegli interventi di varia natura (culturale, educativa, mediatica etc.) e in diverso ambito (famiglia, scuola, aggregazioni di vario natura, stampa etc.) che permettano all'adolescente di rimanere tale e gli consentano di conquistare la maturita' personale divenendo, in modo equilibrato e con i tempi necessari, adulto.