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VIOLENZA DOMESTICA: CATEGORIE A RISCHIO

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13:33 15 LUG 2009

(AGI) - Roma, 15 lug. - Prima di entrare nella descrizione di alcuni aspetti per singole categorie, e' opportuno sottolineare come non sussistano "zone franche" nelle quali, cioe', non sia stato rilevato alcun episodio di violenza domestica. Quelli che ora descriveremo nel dettaglio sono da considerarsi esclusivamente quali "gruppi" che l'indagine ha evidenziato come maggiormente colpiti, piu' di frequente vittime -o autori- di atti violenti in ambito familiare. L'immaginario e la coscienza collettiva colgono la tradizionale "debolezza" attribuita al sesso femminile ed emerge dalle indagini effettuate l'esistenza e maggior consistenza numerica di atti di violenza in ambito familiare su donne. Si tratta nella maggior parte dei casi (oltre la meta') di donne, spesso con figli, tra 26 e 45 anni, nella fase della vita che le vede oggetto di violenza quando in piena maturita' sessuale hanno un rapporto di coppia (legalmente sanzionato o di convivenza). Le fasce di eta' nelle quali si concentra la massima vittimizzazione sono (per entrambi i sessi) quelle che vanno dai 26 ai 45 anni, ma per le femmine si rileva un "picco" specifico tra i 36 ed i 40 anni, mentre per i maschi l'area piu' critica si colloca subito dopo, dai 41 ai 45 anni.
  Evidentemente, il periodo che si sviluppa immediatamente prima e dopo la fatidica soglia dei "quaranta" e' particolarmente delicato per le dinamiche di coppia e i rapporti interpersonali in genere. Un segnale che richiede riflessione e' lo scatenarsi o l'intensificarsi di atti violenti quando la donna e' gravida.
  In tal senso molte -e per lo piu' non infondate- possono essere le spiegazioni su base psicologica o socio-economica, resta pero' il segno di una contraddizione di sostanza che percorre la nostra societa' che afferma la vita e la maternita' come bene primario, fondante e nel contempo non assume su di se' che ben pochi oneri di sostegno. Insomma, il principio e' costituzionalmente sancito ed eticamente riaffermato in ogni momento, ma la tutela, i bisogni e le problematiche restano confinate nella "privacy" della famiglia.