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SANITA' REDLER, NUMERO MEDICI SOPRA MEDIA MA MANCANO CHIRURGHI
(di Eliana Ruggiero)
Nessun allarme
per una ipotetica mancanza di medici in tutta Italia (anzi, complessivamente
abbiamo piu' medici della media europea) ma iniziano a scarseggiare alcune
specializzazioni, dai pediatri ai chirurghi. Il professor Adriano Redler,
prorettore dell'Universita' La Sapienza di Roma e preside della Facolta' di
Medicina definisce "un falso problema" quanto paventato riguardo a una sorta di
"emorragia" di professioni mediche. Eppure stime recenti parlano di circa 17
mila medici che lasceranno il Servizio sanitario nazionale entro il 2015. Dal
2013 ci si aspetta un saldo negativo tra pensionamenti e nuove assunzioni.
Inoltre la forbice tra uscite ed entrate nel Ssn tendera' ad allargarsi negli
anni a seguire data la struttura per eta' e il numero di immatricolazioni al
corso di laurea in Medicina e Chirurgia. Verosimilmente, tale scenario
risultera' ancora piu' marcato nelle Regioni impegnate con i piani di rientro a
causa del blocco delle assunzioni.
"Non e' corretto parlare di
'emergenza medici'. Vi e' certo un pensionamento di un numero importante di
medici ma la programmazione e' aumentata. Basti pensare che 5 anni fa l'accesso
a Medicina era limitato a 5 mila posti in tutta Italia. Ora sono 9.501 (di cui
circa il 10% all'Universita' La Sapienza, ndr). L'incremento quindi c'e' stato.
Il numero dei medici e' sufficiente. In Italia la media e' di un medico ogni 220
abitanti, numero superiore alla media europea perche' paghiamo un esubero
precedente".
A preoccupare invece e' il calo delle
specializzazioni.
"In Italia ne servono piu' in radiologia,
pediatria, anestesia e chirurgia generale. La distribuzione territoriale deve
essere riorganizzata secondo le vere esigenze del territorio. In pratica le
specializzazioni non hanno seguito il numero dei laureati. Le Regioni dovrebbero
tener conto di questo e soprattutto del reale bisogno del territorio. Le risorse
devono essere quindi distribuite in modo piu' oculato per consentire un ricambio
naturale del turn-over. La qualita' dei nostri medici e' seria ed eccellente.
Prova e' la 'fuga' dei nostri professionisti all'estero dove vengono accolti a
braccia aperte".
L'ex ministro Berlinguer ventilo' l'ipotesi di
ridurre a 5 il numero degli anni alla Facolta' di Medicina. Ipotesi larvatamente
valutata anche dal ministro Gelmini.
"E' una richiesta che non ha
senso sia rispetto alla legge europea sia alla qualita' del medico. Per
preparare bene un professionista occorrono 6 anni e su questo la conferenza
nazionale dei presidi (riunitasi ieri, ndr) e' unanimemente d'accordo. E' il
tirocinio a dover essere cambiato. L'abilitazione e la laurea andrebbero seguite
insieme. In questo modo si potrebbe diminuire di 3-6 mesi e addirittura un anno
il percorso formativo di un futuro medico".
Altro ostacolo da
superare l'accesso alle Facolta' di Medicina.
"In Italia esiste una
graduatoria nel concorso di ammissione in ogni singola citta', anche se i quiz
sono identici per tutti le facolta' statali. Diversamente all'estero, per
esempio in Francia, l'accesso e' unificato in tutto il Paese. E' lo studente
piu' bravo a scegliere dove studiare ed e' inoltre supportato dallo Stato in
caso di corsi da seguire lontano dalla propria citta' di residenza. La Sapienza,
per la prima volta, dal prossimo anno accademico, adottera' la classifica unica
di tutte le proprie sedi. Inoltre, per la prima volta, sara' possibile seguire
un corso di laurea in inglese, di cui il concorso si terra' in un giorno diverso
rispetto agli altri".





























