LIBIA: A TRIPOLI L'AMBASCIATORE, "ITALIA RESTERA' PARTNER FORTE"
17:30 15 SET 2011
(di Davide Sarsini Novak)
Primo giorno di lavoro oggi a Tripoli per il nuovo ambasciatore italiano in Libia, Giuseppe Buccino Grimaldi, che si e' insediato a tempo di record ad appena due settimane dalla nomina del Consiglio dei ministri. L'obiettivo, come ha spiegato il 49enne diplomatico napoletano in un'intervista all'Agi, e' quello di confermare il rapporto privilegiato italo-libico: "Stara' a noi e al nostro sistema Paese mantenere in Libia una presenza all'altezza delle nostre tradizioni bilaterali e sono fiducioso che nel medio termine questo potra' avvenire". Il primo impegno sara' "garantire un'operativita' minima e poi sempre maggiore alla sede", ha anticipato Buccino Grimaldi, "in questi giorni e' arrivato il personale. Nella fase transitoria saremo presso l'Istituto di cultura, che va riattivato". L'ambasciatore ha spiegato che all'inizio "bisognera' soprattutto avere contatti con il Cnt e i suoi rappresentanti a tutti i livelli per capire quali saranno gli sviluppi della transizione e la nomina di un prossimo governo". Poi c'e' la riattivazione dei rapporti economico-commerciali: "Non appena sara' possibile, le aziende invieranno dei loro rappresentanti in Libia e questo ci permettera' di riattivare i contatti o di capire cosa ne e' di rapporti che erano stati sospesi durante l'insorgere della rivoluzione". Per qualcuno, pero', esiste il rischio che l'Italia perda la leadership nelle relazioni con la Libia che aveva sotto Muammar Gheddafi. "Non vorrei entrare in questo ordine di idee, noi abbiamo una presenza fortissima in campo energetico e in altri settori, con contratti di lungo termine", ha osservato Buccino Grimaldi. "E' evidente", ha aggiunto, "che la nuova Libia apre grandi opportunita' che molti Paesi sono interessati a cogliere. Stara' a noi e al nostro sistema Paese mantenere in Libia una presenza all'altezza delle nostre tradizioni bilaterali e sono fiducioso che nel medio termine questo potra' avvenire". In questo senso un ruolo importante lo riveste il Trattato di amicizia e cooperazione firmato a Bengasi nel 2008, sospeso a febbraio dopo la repressione delle prime proteste anti-Gheddafi. L'ambasciatore ha sottolineato che si tratta di "uno strumento fondamentale" di cui si parlera' presto in una riunione del Comitato italo-libico: "Ascolteremo le richieste da parte libica e siamo pronti a collaborare sulla base di un trattato che garantisce all'Italia una presenza forte nei rapporti con la Libia".
L'assistenza fornita in questi mesi dall'Italia, anche in campo sanitario "con i feriti libici curati a Roma, al San Camillo, e a Palermo, viene grandemente apprezzata dalla popolazione" libica, ha assicurato il diplomatico. Buccino Grimaldi, che ha esperienza di mondo arabo avendo prestato servizio a Beirut e a Doha (da ambasciatore in Qatar fu il primo a visionare il video dell'esecuzione di Fabrizio Quattrocchi in Iraq), ha sminuito il rischio di infiltrazioni islamiste nella nuova Libia. "E' un discorso che vale in generale per le Primavere arabe", ha osservato, "bisogna vedere come si strutturera' l'anima del Cnt e del governo che vorra' nominato". A suo parere non si deve "insistere troppo su questa tematica, e' importante per contro che la popolazione possa ricevere immediatamente benefici dalla pace ritrovata, dalla liberta' ritrovata". "I negozia stanno riaprendo, le piccole attivita' economiche ripartono, e' questo il punto di fondo, vedere che c'e' una nuova Libia prospera all'interno della quale le varie correnti di opinione potranno trovare un'intesa". Quanto alla ricostruzione, per l'ambasciatore dovra' avvenire in un quadro multilaterale, con la regia dell'Onu e
"sulla base del principio della 'ownership' libica del processo". "In questo quadro guarderemo con grande attenzione anche al Qatar e agli Emirati arabi, Paesi con cui abbiamo eccellenti rapporti da anni e che hanno fornito un contributo fondamentale per la nuova fase", ha sottolineato.
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