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INFLUENZA SUINA:
PANICO IN AMERICA,
NESSUN PERICOLO IN ITALIA 

INFLUENZA SUINA PANICO IN AMERICA  NESSUN PERICOLO IN ITALIA
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Le autorita' di Messico e Stati Uniti sono in allerta nel tentativo di contenere l'epidemia di influenza suina che si teme abbia gia' fatto 61 morti in Messico (venti i casi gia' accertati) e contagiato otto persone negli Stati Uniti. L'allarme e' gia' esteso in tutti i Paesi latinoamericani, dove sono aumentati i controlli negli aeroporti e attivati piani sanitari di emergenza per evitare il contagio. "In Italia e in Europa non ci sono casi. La situazione e' tranquilla", ha riferito all'Agi l'epidemiologo Gianni Rezza, del Dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore di sanita'. Intanto i Sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio ha reso noto che il Ministero sta monitorando ora per ora in costante contatto con gli organismi europei e internazionali l'evolversi della situazione in Messico e negli  Stati Uniti. Sono state allertate gia' da ieri la rete di controllo Influnet del Ministero, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanita', e le altre strutture per la sorveglianza del virus sul territorio. Gli Uffici di sanita' marittima ed aerea del Ministero sono pronti a fornire informazioni per i viaggiatori diretti e provenienti dai Paesi in cui si sono verificati casi di influenza 'suina' e si sta predisponendo l'attivazione di un numero verde dedicato di supporto per fornire informazioni a tali viaggiatori. Sono stati allertati anche gli assessorati alla sanita' delle Regioni e delle Province e autonome, sottolineando l'opportunita' di evitare inutili allarmismi. E' ancora in fase di valutazione l'opportunita' di assumere iniziative relative a controlli alle frontiere. Si segnala, infine, che l'Italia dispone di un preciso Piano concordato con gli altri Stati dell'Unione Europea di preparazione e risposta ad un'eventuale pandemia influenzale e di ampie scorte di farmaci antivirali. 
A tranquillizzare il nostro Paese e' scesa in campo anche la Confederazione italiana agricoltori (Cia) che ha spiegato: in Italia non c'e' alcun pericolo, poiche' ne' dal Messico ne' dagli Usa importiamo maiali.
E' proprio il Messico a essere stato maggiormente colpito dall'influenza suina. Il presidente, Felipe Calderon, ha presieduto venerdi' per varie ore un incontro con i massimi esperti sanitari del Paese per valutare la grave situazione. L'influenza suina, un sotto-tipo del tradizionale ceppo H1N1 che si e' trasferito dai maiali all'uomo, ha causato nella capitale messicana e in un'area limitrofa almeno 20 morti accertati e un migliaio di contagi. I primi casi del virus sono stati individuati il 13  aprile, ma e' solo da giovedi' che si e' compresa l'estensione e la gravita' dell'epidemia.
Il Messico ha chiuso scuole, musei, biblioteche, teatri in tutta la sua popolosa capitale e in una provincia vicina "fino a nuovo ordine". Le analisi genetiche mostrano pero' che il ceppo incriminato e' una mescolanza mai vista prima tra virus aviario, suino e di essere umano. E il fatto che la gran parte dei decessi riguardi persone tra il 25 e i 45 anni e' considerato un preoccupante segno che fa pensare alla pandemia perche' le influenze stagionali tendono invece a colpire gli anziani e i bambini. 
Intanto negli Usa, il direttore del Centro di Controllo e Prevenzione delle Malattie (il Cdc di Atlanta), Richard Besser, ha ammesso che "probabilmente e' troppo tardi" per riuscire a contenere una nuova epidemia. Negli Stati Uniti i casi accertati sono 8 tra California e Texas (sei risiedevano nel sud della California e due nell'area di Sant'Antonio, in Texas) ma solo uno era stato in Messico. E si indaga anche su alcune decine di studenti di un liceo nel Queens che si sono ammalati mostrando sintomi simili. Il governatore della California, Arnold Schwarzenegger, ha assicurato di avere un "rigoroso" piano di risposta all'epidemia. Ma Besser ha spiegato che e' probabilmente troppo tardi per cercare di contenerla vaccinando, trattando o isolando la popolazione. "Gli elementi in nostro possesso ci fanno credere che il contenimento (del contagio) non sia (piu') molto probabile", ha spiegato, confermando che il virus sembra essere lo stesso negli Usa e in Messico.
Besser ha sottolineato pero' che al momento non e' chiaro per quale motivo il virus si sia rivelato cosi' letale in Messico e, finora, non abbia causato vittime negli Stati Uniti. L'Organizzazione Mondiale della Sanita', che ha convocato una riunione di emergenza, ha fatto sapere che la struttura genetica del virus contratto da 12 vittime analizzate in Messico e' lo stesso degli otto contagiati in California e Texas. Questo fa temere il cosiddetto 'salto di specie', ossia che la malattia possa essere trasmessa "da uomo e uomo", come riferito da Anne Schuchat, direttore del Centro di immunologia e patologie respiratorie del 'Cdc'. "Il fatto piu' preoccupante e' che sembra che (il virus) si trasmetta da uomo a uomo", ha affermato il portavoce dell'Oms, Thomas Abraham, aggiungendo che l'influenza suina e' mutata in un "mix di geni che non avevamo mai visto prima".
Intanto, la Casa Bianca ha annunciato di seguire molto da vicino l'espandersi del virus: il dossier e' arrivato sul tavolo di Barack Obama. In Messico pero' e' gia' psicosi e si teme una pandemia: nella capitale, dove vivono oltre 20 milioni di persone, i soldati hanno distribuito le mascherine protettive. Il governo ha esortato gli abitanti ad astenersi da manifestazioni eccessive di affetto, come baci e strette di mano, e di non condividere cibo e bevande per il timore di un contagio, non ancora provato, da essere umano a essere umano. I sintomi sono la febbre superiore ai 39 gradi, che si presenta in maniera repentina, la tosse, il dolore di testa intenso, quello muscolare e alle articolazioni, l'irritazione agli occhi e il flusso nasale.

Aprile 2009

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