Usa 2016

Monica e le altre, i "Sexgate" di Bill Clinton

Washington - E' dal 1978, tre anni dopo il matrimonio con Hillary, che Bill Clinton e' inseguito da sospetti di infedelta' e accuse di molestie sessuali, un fardello che, se non ha compromesso il suo matrimonio, ha pesato sulla sua carriera politica. Lo scandalo che ha rischiato di travolgere la sua presidenza esponendolo al ludibrio planetario si consumo' nel 1995 all'interno della Sala Ovale della Casa Bianca, con gli incontri erotici con la stagista Monica Lewinsky, allora 22enne, protattisi fino ai primi mesi del 1996.

I giochi proibiti, di cui sono emersi piccanti dettagli come i rapporti orali, l'uso dei sigari e gli abiti macchiati conservati da una madre previdente, divenne pubblica solo nel 1998 quando scoppio' il caso Paula Jones, la giornalista che accuso' Clinton di molestie sessuali risalenti al 1991, nel periodo in cui era governatore dell'Arkansas. I dettagli del tradimento furono confidati dalla stessa Monica Lewinsky all'amica e collega Linda Tripp che in quel periodo lavorava con lei al Pentagono e registrò il suo racconto. E fu proprio la Tripp nel 1998 a consegnare i nastri delle telefonate con Monica al giudice Kenneth Starr che stava indagando sui comportamenti del presidente.

Clinton fu sottoposto ad un lungo procedimento giudiziario che influenzo' pesantemente il suo secondo mandato. L'accusa di falsa testimonianza arrivo' dopo che Clinton, durante il processo su Paula Jones, aveva negato di avere mai avuto rapporti sessuali con Monica Lewinsky. Solo in seguito testimonio' di fronte al grand jury e ammise di aver avuto una relazione con la stagista. L'allora presidente fu sfiduciato dalla Camera dei Rappresentanti per aver mentito sulla relazione. I Repubblicani avviarono la procedura di impeachment che si risolse con l'assoluzione del Senato nel febbraio 1999.

La scappatella piu' famosa della storia moderna sarebbe peraltro solo uno dei tanti rapporti extraconiugali dell'ex presidente degli Stati Uniti.

Lui ufficialmente ne ha ammesso solo un altro, quello con la modella e attrice Gennifer Flowers, che nel 1992 aveva rischiato di farne deragliare la prima candidatura alla Casa Bianca rivelando di avere una relazione con Clinton che durava ininterottamente dal 1980. Pochi mesi fa la Flowers in un'intervista ha accusato Hillary di aver sempre consentito al marito di andare dietro alle donne e ha prennunciato un libro in autunno con nuove rivelazioni. Il 1998 fu sicuramente l'anno piu' difficile per l'ex presidente e per la moglie Hillary, con un'offensiva di denunce e guai assortiti.

Le accuse di molestie sessuali da parte di Paula Jones gli costarono, dopo un accordo giudiziale, circa 850mila dollari. Sempre nel 1998 fu la volta di Kathleen Willey e Juanita Broaddrick, che sono anche le protagoniste del video che Donald Trump ha postato sul suo profilo Instagram per attaccare Hillary Clinton, sua antagonista per la Casa Bianca. Kathleen Willey, ex volontaria della Casa Bianca, sostenne che Clinton l'avesse baciata, palpandole il seno e portandole la mano sui propri genitali durante una riunione nella Sala Ovale nel novembre 1993. Juanita Broaddrick, amministratrice di una casa di cura dell'Arkansas, dichiaro' invece di essere stata stata stuprata nel 1978 dopo che aveva acccettato di riceverlo nella sua camera d'albergo. Le affermazioni della Broaddrick furono considerate contraddittorie e inattendibili, e non si arrivo' mai al processo. Seguirono le dichiarazioni dell'attrice Elizabeth Gracen che inizialmente sostenne di aver passato una notte con Clinton nel 1982, ma poi ritratto' la sua testimonianza. (AGI) 

20/05/2016 09:57

Washington - Lo scarto tra Hillary Clinton e Donald Trump si è assottigliato da quando il magnate newyorkese sembra aver vinto la 'corsa' interna al partito Repubblicano per la 'nomination' alla Casa Bianca. Secondo un sondaggio CBS News/New York Times, il 47% degli elettori registrati al momento voterebbe l'ex segretario di Stato e il 41% per il miliardario. Il mese scorso, l'ex 'first lady' aveva un vantaggio di 10 punti sul rivale repubblicano.

L'ultimo sondaggio dà invece Bernie Sanders, rivale della Clinton nella 'corsa' per la nomination democratica, in una posizione migliore rispetto a Trump, con il 51% dei voti rispetto al 38% per il miliardario in caso di duello. Il sondaggio è stato realizzato per telefono su 1.300 adulti e ha un margine di errore del 3%, secondo il New York Times. Sanders intanto, anche se la Clinton sembra ormai certa di poter aggiudicarsi la candidatura, continua a ignorare gli appelli a ritirarsi. (AGI) 

18/05/2016 15:41

Washington - "Tredici minuti di bugie" e retromarce, dai matrimoni gay allo scandalo delle email, fino alla riforma sanitaria. Si sta trasformando in un incubo per Hillary Clinton un video montato ad hoc con tutte le dichiarazioni contraddittorie dell'ex segretario di Stato. Rilanciato dal Washington Post, il filmato e' stato visualizzato da quasi 7 milioni di persone e ha ricevuto 25mila commenti, quasi tutti al vetriolo.

Il filmato si apre con il tema dei matrimoni gay e con le ultime dichiarazioni della candidata alle primarie democratiche per la Casa Bianca. La Clinton sostiene di essere stata "sempre coerente", ma subito dopo appare uno spezzone di un'intervista del 2002 in cui alla domanda "dovrebbe lo Stato di New York riconoscere i matrimoni gay?", l'ex First Lady risponde con un secco "no".

Due anni dopo, davanti al Senato americano, la Clinton insiste sul fatto che il matrimonio sia un "legame tra un uomo e una donna" e nel 2013 ecco che l'ex segretario di Stato, in un video elettorale, annuncia di "sostenere i matrimoni tra gay e lesbiche". Per i successivi 10 minuti, il filmato, montato da Michael Armstrong, mette a confronto tutte le dichiarazioni della Clinton, rilasciate in interviste tv, radio, in conferenze stampa, fino alla deposizione sul mail-gate. Obiettivo del video e' dimostrare l'inaffidabilita' dell'ex First Lady e l'accusa piu' ricorrente nei commenti e' quella di mentire per ottenere voti. "L'unica cosa in cui e' coerente e' ripetere di essere coerente", commenta un utente. (AGI)

18/05/2016 07:50

Washington - Apertura a Pyongyang e rinegoziare l'accordo sul clima: sono alcune delle novità che Donald Trump, l'aspirante repubblicano alla Casa Bianca, apporterà nella linea politica americana se sarà eletto alla Casa Bianca.

In un'intervista esclusiva alla Reuters, il magnate newyorkese, che ha sbaragliato gli avversari nella 'corsa' delle primarie e che adesso sta anche ricompattando il partito repubblicano dietro di sé, ha detto che vuole un faccia-a-faccia con il leader nordcoreano, che invece finora l'amministrazione Usa ha sempre puntato ad isolare. "Vorrei parlare con lui, non avrei alcun problema nel parlagli". Non solo: "Vorrei mettere un sacco di pressione sulla Cina perché economicamente abbiamo un enorme potere sulla Cina. La gente non se ne rende conto", ha aggiunto Trump ricordando che la Cina è l'unico alleato del regime nordcoreano. "Stanno tirando fuori vari miliardi di dollari dal nostri Paese. Miliardi. Abbiamo un enorme potere sulla Cina. Possiamo risolvere quel problema con una riunione o una telefonata". E quando gli è stato fatto notare che Pyongyang ha l'arma nucleare, ha detto di saperlo perfettamente, "ma anche la Cina lo sa". Ma non solo: perché il miliardario del 'real estate' ha detto che se sarà eletto, tra le prime mosse ci sarà quello di rivedere l'accordo di Parigi sul clima: "Non sono un suo grande sostenitore". L'accordo di Parigi, che sancisce l'uintesa per una riduzione controllata delle emissioni di anidride carbonica tra oltre 170 Paesi, secondo Trump tratta ingiustamente gli Usa mentre favorisce la Cina. "Lo analizzerò molto, molto attentamente. E quanto meno rinegozierò tale accordo. Al meglio posso anche fare qualcos'altro". (AGI) 

18/05/2016 07:44

Houston - Bernie Sanders ha vinto le primarie democratiche dell'Oregon mentre Hillary Clinton si è aggiudicata, solo per una manciata di voti, quelle del Kentucky. Il risultato ha galvanizzato il senatore del Vermont che ha annunciato battaglia "fino all'ultimo voto delle ultime primarie il 14 giugno" e poi anche alla convention di luglio, ignorando totalmente gli inviti a mollare. "Ci siamo assicurati una grande vittoria nello stato di Washington, abbiamo appena vinto l'Oregon e ora è l'inizio della spinta definitiva per vincere la California ", ha dichiarato Sanders davanti a migliaia di sostenitori a Carson, nello Stato del Sole, mentre la sua campagna sta valutando se chiedere il riconteggio dei voti in Kentucky dove i 55 delegati in palio, assegnati proporzionalmente, saranno suddivisi praticamente a metà.
 

 

 

Alla Clinton, che ha dichiarato la vittoria in Kentucky via Twitter da casa ("Uniti siamo sempre più forti'), a Chappaqua nello Stato di New York, mancano solo 94 delegati per garantirsi la nomination arrivando a quota 2.383, con un vantaggio su Sanders di circa 280 delegati.

 

 

 

 

Donald Trump, ormai senza rivali, marcia verso la nomination entro il 7 giugno quando si voterà in California, Montana, New Jersey, New Mexico, Nord e Sud Dakota.

Trump apre a Pyongyang e niente accordo sul clima

Il tycoon newyorchese ha raggiunto 1.173 delegati contro i 1.237 necessari per l'incoronazione "matematica" prima della convention. Le distanze con l'establishment del partito intanto si assottigliano sempre di più. La Republican National Committee ha annunciato nella tarda serata di ieri, un accordo con la campagna del miliardario per raccogliere fondi a sostegno dei candidati Gop. "Donald Trump è consapevole dell'importanza di preservare la maggioranza repubblicana a livello locale, statale e nazionale e questo accordo per la raccolta fondi rappresenta un altro passaggio vitale per fa sì che ciò avvenga - ha sottolineato il presidente della Rnc, Reince Priebus in una nota - Donald Trump ha ricevuto piu' voti di ogni altro candidato della storia del partito repubblicano e confidiamo che sarà così anche alle elezioni generali". Dopo mesi di frizioni, il presunto candidato repubblicano alla presidenza ha fatto pace anche con la giornalista da lui piu' temuta: Megyn Kelly di Fox News. "Okay, mi scuso" ha detto il miliardario Usa alla conduttrice televisiva che lo stava incalzando sul fatto di essere stata da lui definita "un'oca". Durante l'intervista che ha sugellato la tregua, Trump ha comunque cercato di giustificarsi, dicendo che non era poi un'espressione "così orribile" anche perché le sono stati riservati appellativi peggiori. "E' solo un modo moderno di contro-attaccare - ha spiegato - ma smetterò perché mi piace la nostra relazione al momento".

Trump dichiara patrimonio superiore a 10 miliardi
Trump ha dichiarato un patrimonio netto "superiore ai 10 miliardi di dollari" alla Commissione elettorale federale (Fec). Si tratta di un passo necessario per ogni aspirante inquilino della Casa Casa Bianca per qualificarsi come candidato. "Il patrimonio netto del signor Trump è salito rispetto all'ultima dichiarazione inoltrata alla Fec lo scorso luglio del 2015", sottolinea un comunicato della sua campagna. Le Fec rederà nota la dichiarazione di Trump entro 30 giorni. "Sono orgoglioso si dire che si tratta della dichiarazione personale più grande della storia della Fec", ha sottolineatgo Trump in una nota. "Ho costruito un'incredibile società - ha aggiunto - e ho accumulato un portafoglio in asset del real estate che molti considerano tra i più raffinati e iconici del mondo: questo e' il modo di ragionare di cui il paese ha bisogno". 
I ricavi di Trump, secondo quanto reso noto dalla sua campagna, sono aumentati di cira 190 milioni di dollari e il suo reddito è di 557 milioni al netto di dividenti, interessi, capital gains, affitti e royalty. Nella dichiarazione di Trump dello scorso luglio, si segnalavano quote in oltre 500 società e organizzazioni nonché 168 asset e fonti di reddito che è stato pari a 362 milioni di dollari nel 2014. Alcune stime indipendenti, come quella del magazione Forbes, sostengono che la fortuna di Trump non supera i 4 miliardi di dollari. Trump ha detto che non intende rendere nota la sua ultima dichiarazione dei redditi che e' piu' dettagliata rispetto a quella dopositata alla Fec. (AGI) 


24 maggio 2016 ©