Usa 2016

Trionfo Trump in Sud Carolina,  Clinton vince in Nevada

Houston - "La lotta va avanti: il futuro che vogliamo è nelle nostre mani". Così Hillary Clinton nel suo discorso della vittoria in Nevada, dove ai caucus democratici ha avuto la meglio sul rivale Bernie Sanders. Al suo fianco, per celebrare la vittoria, il marito, l'ex presidente Bill Clinton. "Voglio congratularmi con il senatore Sanders: è stata una bella lotta", ha detto la ex first lady in corsa per la Casa Bianca, "qualcuno aveva dubbi su di noi ma noi non abbiamo mai dubitato gli uni degli altri". Con al suo fianco il marito Bill, Hillary ha ricordato di essere "diretta in Texas" mentre l'ex presidente farà campagna per lei in Colorado. Dal canto suo, Bernie Sanders ha riconosciuto la sconfitta e si è congratulato con la Clinton per il risultato. Ma non demorde: "Il vento è dalla nostra parte e al Super Tuesday possiamo vincere molti di questi Stati", ha dichiarato il senatore del Vermont riferndosi al prossimo primo marzo, quando in una sola giornata si voterà in 12 Stati. "Solo cinque settimane fa eravamo indietro di 25 punti nei sondaggi - ha commentato Sanders - quando abbiamo cominciato in Iowa eravamdo indietro di 50 punti. In New Hampshire di 44. Da allora abbiamo fatto una lunga strada...e penso che quando ci sara' l'assemblea democratica a Filadelfia, a luglio, a quella convention vedremo i risultati di uno dei più grandi sconvolgimenti della storia degli Stati Uniti".

Intanto, in Carolina del Sud vince Donald Trump. Una vittoria che splanca al tycoon le porte della nomination repubblicana. Trionfare nel primo Stato meridionale chiamato a votare per le presidenziali è cruciale non solo per il numero dei delegati in palio (50 per i repubblicani, compresi 3 superdelegati) ma anche perché, tradizionalmente, chi vince le primarie del South Carolina poi conquista la nomination. Per il partito dell'Elefante è andata cosi' ininterrottamente dal 1980 al 2008. L'unica eccezione risale al 2012 quando nella Carolina del Sud vinse Newt Gingrich ma poi la nomination la conquisto' Mitt Romney. Uno Stato "speciale speciale" con "gente incredibile". Cosi' Trump nel suo discorso. Schierata con lui, sul palco della vittoria, tutta la famiglia. "We love you", ha detto la moglie Melania. "Come famiglia siamo orgogliosi e vi siamo grati - ha affermato la figlia Ivanka Trump - mio padre è un grande lavoratore, lavorerà per voi e renderà l'America di nuovo grande". Il miliardario newyorkese ha dunque scherzato sulla gravindanza di Ivanka che potrebbe partorire, ha avvertito, "in ogni momento, perfino prima che io finisca il mio discorso. Nel caso, abbiamo un ospedale pronto. E un nipote nato in South Carolina andrebbe bene per me". Trump si è poi congratulato con Marco Rubio e Ted Cruz per il loro risultato, prima di rilanciare il suo cavallo di battaglia elettorale. "Costruiremo il muro al confine con il Messico - ha insistito - e chi lo paghera? Sara' il Messico a pagarlo".

Jeb Bush abbondana invece la corsa per la Casa Bianca: alle primarie della Carolina del Sud dove non è riuscito a recuperare rispetto ai rivali. "Oggi sospendo la mia campagna", ha annunciato commosso sul palco.
Ben Carson continua e non abbandona la corsa per la Casa Bianca, nonostante la sua pesante sconfitta alle primarie repubblicane della Carolina del Sud: il suo è l'ultimo posto. Lo ha annunciato lui stesso pur ammettendo di non aver molte chance di vittoria perché i rivali repubblicani, ha attaccato, "faranno di tutto per mantenere il loro potere e la loro posizione". Marco Rubio festeggiando il secondo posto davanti a Ted Cruz alle primarie repubblicane della Carolina del Sud ha reso omaggio a colui che per molto tempo e' stato il suo mentore e che, sconfitto, ha abbandonato la corsa per la Casa Bianca: "Ho un grande affetto e una grande ammirazione per il governatore Bush. E' stato il miglior governatore della storia della Florida e ritengo e prego che il suo servizio per il paese non sia finito qui". Anche Cruz ha reso onore a Bush: "Ha portato onore e dignità in questa campagna... basandola su idee e non su attachi e insulti". (AGI)


21 febbraio 2016 ©
21/02/2016 10:21

Chicago - E' di 7 morti, tra cui una ragazzina di 17 abbi, e almeno 8 feriti il bilancio di tre sparatorie nella contea di Kalamazoo, nello Stato settentrionale Usa del Michigan. La polizia ha fermato un uomo "seriamente sospettato" di essere l'autore della strage,. L'uomo, un bianco di 45 anni, ha aperto il fuoco prima in un ristorante della catena Cracker Barrel uccidendo quattro persone, poi in un concessionario, dove ne ha ammazzate altre due, e infine in un parcheggio. Secondo una prima ricostruzione, il killer ha scelto i bersagli a caso. Alcuni spari sono stati uditi anche in un condominio del comune di Richland. Due dei feriti sono in condizioni definite critiche e uno in condizioni serie. (AGI)

20/02/2016 09:27

Washington. - Il prigioniero in isolamento da piu' tempo negli Stati Uniti, Albert Woodfox, e' stato rimesso in liberta' nella notte italiana dopo oltre quattro decenni in detenzione solitaria, un confinamento che aveva suscitato a piu' riprese le condanne internazionali. Woodfox, un afroamericano che ha compiuto 69 anni proprio venerdi', era stato condannato con altri due uomini di colore, Robert King ed Herman Wallace, per la morte nel 1972 di una guardia di prigione di Angola, un penitenziario in Louisiana. Membri delle Pantere Nere, un movimento che voleva proteggere gli afroamericani dagli abusi e della polizia, Woodfox aveva sempre negato l'omicidio del secondino; ed era stato condannato senza prove materiali, con la testimonianza di tre detenuti. King aveva visto annullata la condanna dopo 30 anni passati in isolamento. (AGI) 

19/02/2016 08:07

Washington - Il Pentagono ha chiesto alla Russia di non avvicinarsi all'avamposto delle forze speciali Usa nel nord della Siria. Lo ha reso noto il generale Charles Brown, che guida le forze americane in Medio Oriente, precisando che a loro volta i russi hanno invitato gli Usa ad evitare lo spazio aereo in prossimita' delle loro basi in Siria. "Generalmente noi non voliamo da nessuna parte e quindi non è stato un problema", detto Brown sottolineando che sono state fornite solo generiche descrizioni geografiche su dove si trovano le truppe americane in Siria e non il posto preciso.

Il fatto che Mosca sappia dove si muovano i commando americani per sostenere i combattenti contro lo Stato Islamico è significativo perché Washington ha sempre negato di cooperare con Mosca in Siria dove vengono condotte due distinte campagne. Lo scorso novembre, in presidente Barack Obama decise di inviare 50 berretti verdi supportati da un gruppo autonomo da battaglia costituito da F-15, A-10, elicotteri Apache e droni armati in Siria, per coordinare gli sforzi contro lo Stato Islamico. Poiche' si tratta di reparti speciali, e' sempre stato mantenuto un basso profilo nella diffusione di informazioni per ragioni di sicurezza. Secondo quanto trapelato, gli Usa controllerebbero l'aeroporto di Rmeilan, vicino al confine turco-iracheno, in una zona controllata dai curdi, nella provincia di Hassakeh. (AGI) 

18/02/2016 21:55

Washington - Il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha firmato le nuove sanzioni contro la Corea del Nord, dopo il recente test nucleare e il lancio di un missile. Lo rende noto la Casa Bianca, che sottolinea come le misure firmate da Obama siano quelle approvate dal Congresso. (AGI)