Usa 2016

Obama a Cuba, l'ira di Cruz e Rubio. E il fattore 'C' irrompe nelle primarie

Washington - Dopo l'annuncio della storica visita di Barack Obama a Cuba, il fattore "C" potrebbe diventare uno dei temi chiave della campagna presidenziale negli Usa. Per ora ha gia' fatto 'irruzione' nel dibattito dei candidati alla nomination repubblicana. Sono stati soprattutto i due 'cubani', Marco Rubio e Ted Cruz, ad attaccare la politica del disgelo voluta dall'inquilino della Casa Bianca.

"E' un regime oppressivo. Non ci sono elezioni a Cuba, non c'e' scelta", ha detto Rubio, che e' figlio di immigrati cubani, durante il dibattito tv organizzato dalla Cnn. "Io voglio che i rapporti tra Stati Uniti e Cuba cambino ma la cosa deve essere reciproca". E invece, ha proseguito, dopo oltre un anno dall'apertura di Washington, il governo dell'Avana "resta piu' oppressivo che mai".

Anche secondo Ted Cruz, Obama non dovrebbe andare nell'isola dei Castro. "Non dovrebbe fare questo viaggio finche' i Castro sono al potere", ha sottolineato. "Mio padre ha conosciuto di persona il male e l'oppressione a Cuba", ha aggiunto. Il padre di Cruz fu arrestato e incarcerato negli anni '40 dal regime di Batista ma fuggi' negli Usa dopo la rivoluzione castrista perche' si opponeva al comunismo.

I repubblicani hanno inizialmente alzato le barricate contro la nuova era nei rapporti tra Washington e L'Avana. Finora - malgrado la volonta' di Obama - il Congresso, dominato dal Gop, non ha votato per elimimare il cosiddetto 'bloqueo', l'embargo che dura da 54 anni, anche se l'Amministrazione ha gia' varato diverse misure che lo allentano di fatto. Tuttavia, come spiega Politico.com, il fronte del 'no' fra i repubblicani si sta incrinando e gia' due governatori - l'ultimo Greg Abbott del Texas - sono 'sbarcati' sull'isola per parlare di cooperazione economica. Mercoledi' inoltre un gruppo bipartisan alla Camera ha annunciato il lancio di un "Gruppo di lavoro su Cuba". Senza contare il panel nel Senato a guida Gop che a dicembre aveva votato per revocare il divieto di viaggi nell'isola. I sondaggi, del resto, parlano chiaro: la maggior parte degli americani, compresi i votanti repubblicani, sono a favore della svolta pro-Cuba.

Quanto al fronte democratico, Hillary Clinton e Bernie Sander appoggiano la svolta di Obama. L'ex segretario di Stato a luglio aveva esortato il Congresso a togliere l'embargo contro l'Avana e porre fine a una politica fatta attraverso "vecchie lenti da guerra fredda".

Il 'socialista' Sanders, dal canto suo, gia' nel 1985 aveva parlato "bene" di Castro. In un'intervista risalente a 31 anni fa e rispolverata dai media in occasione della sua candidatura, il senatore del Vermont aveva osservato che il Lider maximo, pur "non perfetto", "ha dato un'educazione ai bambini, ha fornito loro assistenza sanitaria e ha trasformato totalmente la societa'". (AGI) 


18 febbraio 2016 ©
18/02/2016 07:32

Houston - Il presidente americano Barack Obama andrà a Cuba entro la fine di marzo. Lo hanno rivelato fonti dell'amministrazione Usa alla Abc News precisando che i dettagli della storica visita, la prima di un presidente americano nell'isola da quasi 90 anni, saranno resi noti oggi.

La visita, nell'ambito di un viaggio con diverse tappe in America Latina, rappresenta il coronamento di 14 mesi di negoziati per normalizzare le relazioni tra i due paesi.

Dopo la riapertura delle rispettive ambasciate, risale a pochi giorni fa l'accordo che ripristina i voli commerciali tra Usa e Cuba. L'ultimo presidente americano a visitare Cuba fu Calvin Coolidge nel gennaio del 1928 per partecipare alla sesta Conferenza degli stati americani.

A L'Avana venne ricevuto insieme alla moglie Grace dall'allora presidente cubano Gerardo Machado, in carica dal 1025 al 1933 quando venne mandato in esilio. (AGI)

15/02/2016 22:26

Washington - Gli usa hanno denunciato il regime di Damasco e la Russia di essere responsabili dei bombardamenti che hanno centrato due ospedali in Siria: il portvaoce del dipartimento di Stato John Kirby ha sostenuto che "il regime di Assad e i suoi sostenitori (Mosca) hanno perpetrato questi attacchi senza alcuna giustificazione violando i loro obblighi con la comunità internazionale per proteggere la vite degli innocenti secondo l'appello lanciato del gruppo di supporto della Siria" lanciato a Monaco di Baviera giovedì.

Si allontana la tregua in Siria e a farne le spese sono soprattutto civili. è di almeno 50 morti il bilancio provvisorio di raid aerei su 2 scuole ed 5 ospedali (tra cui uno sostento da Medici senza Frontiere) nel nord della Siria, tra Aleppo e Idlib. Lo ha annunciato il portavoce di Ban Ki-moon. Il segretario generale dell'Onu ha espresso "profonda preoccupazione per le notizie di attacchi missilitici, palesi violazioni delle leggi internazionali".

Alle stragi hanno fatto seguito una serie di accuse incrociate: i turchi e gli Usa hanno puntato il dito contro i russi, il regime di Damasco accusa Washington, ma ormai lo scenario di guerra è talmente variegato e tante sono le forze impegnate militarmente, che sarà difficile stabilire verità e responsabilità. Quel che è certo è tra le vittime ci sono bambini. L'Unicef ha comunicato infatti che una delle strutture colpite, sostenuta dall'organizzazione, è un ospedale materno-infantile "in cui ci viene riferito che alcuni bambini sono rimasti uccisi e molti evacuati d'urgenza". I raid, continua l'agenzia dell'Onu, "sono avvenuti rispettivamente ad Azaz, ad Aleppo e in due casi a Idlib, dove uno degli ospedali è stato bersagliato di colpi per ben 4 volte. Nella città di Azaz ci risulta siano state bombardate anche due scuole, con voci di 6 bambini fra le vittime. In Siria, un terzo degli ospedali e un quarto delle scuole - 5.000 - sono stati distrutti o messi fuori uso da attacchi armati".

Tra le strutture colpite c'è l'ospedale di Maarat al-Numan nella provincia di Idlib, sostenuto da Medici senza Frontiere (Msf). L'organizzazione umanitaria, non ha escluso la possibilità di un attacco deliberato, non ha indicato i responsabili, ma ha riferito che tra le vittime ci sono 5 pazienti, un custode e una guardia dell'ospedale mentre gli 8 che mancano ancora all'appello, probabilmente morti, sono tutti membri dello staff dell'ospedale. Si contano inoltre decine di feriti. L'ambasciatore siriano in Russia, una fonte assolutamente di parte vista l'alleanza di ferro tra il regime di Damasco e Mosca, sostiene che siano stati jet Usa a centrare la struttura. Washington ha denunciato invece che il regime di Damasco e la Russia sono responsabili dei bombardamenti che hanno centrato due ospedali. L'Osservatorio siriano per i diritti umani, che opera da Londra ed è vicina all'opposizione moderata siriana, ha sostenuto che sono stati caccia-bombardieri russi a colpire un ospedale.

Il premier turco Ahmet Davutoglu, ha accusato Mosca per il bombardamento sull'ospedale pediatrico di Azaz vicino al confine turco. "E' stato un missile di crociera lanciato da una nave del Mar Caspio, ha detto Davutoglu nel corso di una visita ufficiale a Kiev. Davutoglu ha poi accusato la Russia di "agire come un gruppo terroristico" e ha minacciato una risposta "estremamente decisa" di Ankara. Ma la zona è martellata anche da i caccia di Ankara, che bombardano i ribelli curdi, schieratisi di recente con Bashar al Assad. "Non lasceremo che Azaz cada, gli Ypg (le milizie di auto-difesa curda) non saranno in grado di avanzare verso l'ovest dell'Eufrate e a est di Afrin", ha affermato Davutoglu. Il premier ha ribadito che verrà fatto "ogni passo necessario per avere un ambiente che garantisca la sicurezza della Turchia, cioè Daesh, il regime siriano o i curdi". La Russia ha espresso "grave preoccupazione" per i bombardamenti dell'aviazione turca sulle postazioni curde in Siria. Irritata l'Ue che ha rivolto un appello a lavorare per il cessate-il-fuoco: "Solo pochi giorni fa tutti noi, compresa la Turchia, abbiamo concordato impegni per la cessazione delle ostilità in Siria", ha ricordato il capo della diplomazia europea, Federica Mogherini. Oggi il governo di Ankara ha smentito la notizia che alcuni soldati turchi siano entrati in Siria e ha anche precisato di non avere alcuna intenzione di mandarne. Ankara ha anche smentito che i caccia sauditi siano già arrivati in Turchia, ma ha precisato che la monarchia saudita ha intenzione di inviare quattro F-16. Intanto è stato annunciato l'arrivo a sorpresa a Damasco dell'inviato speciale dell'Onu per la Siria Staffan De Mistura, per un colloquio con il ministro degli Esteri siriano Walid al-Muallem.

Infine, in serata, Bashar Assad ha di fatto affossato l'intesa per un cessate il fuoco in Siria raggiunta la settimana scorso al vertice di Monaco di Baviera tra Usa e Russia. Per il presidente siriano la sua attuazione è "difficile". Le truppe di Assad sostenute dalle forze russe ed anche dai curdi siriani dell'Ypg - gli eroi di Kobane - stanno guadagnando terreno per cui una tregua nei combattimenti non è al momento nei loro interessi. La nuova dichiarazione di Assad segue quella dei giorni scorsi in cui aveva spiegato che il suo traguardo finale era riconquistare tutta la Siria. (AGI) 

14/02/2016 11:41

Il Cairo - Quando le persone sono torturate, quando i manifestanti non violenti vengono uccisi o arrestati, i dissidenti diventano terroristi: questo il senso delle parole pronunciate, nei giorni scorsi, al Cairo da un alto esponente dell'amministrazione Obama. "Quando le persone sono torturate, quando i manifestanti non violenti vengono uccisi o arrestati, si ipotizza che non ci sia una strada pacifica per esprimere le diverse opinioni: è così che i dissidenti diventano terroristi, che le democrazie si erodono, che le economie sfioriscono. Sono lezioni della storia che tutti i Paesi devono tenere a mente": a pronunciarle Sarah Sewall, sottosegretario del Dipartimento di Stato americano, a conclusione del suo discorso, la scorsa settimana, dinanzi all'American University del Cairo (Auc), la stessa frequentata da Giulio Regeni.

L'intervento, pronunciato il 10 febbraio e successivamente pubblicato dal sito del Dipartimento di Stato, era dedicato alle sfide economiche e di sicurezza che l'Egitto si trova dinanzi. L'alto esponente della diplomazia americana si è detta certa che l'Egitto, che sta "ancora scrivendo la propria storia", nonostante "attraversi un periodo difficile" si saprà aprire a "un nuovo capitolo che può essere più luminoso", con un'economia competitiva e che allontani "l'ombra dell'estremismo violento".

Proprio in apertura del suo intervento, l'alto funzionario della diplomazia americana - in Egitto per incontrare le autorità- aveva voluto ricordare "il recente omicidio di Giulio Regeni": "Prima di iniziare, voglio condividere con voi un doloroso momento. Gli Usa sono addolorati per la perdita di questo giovane brillante. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con la famiglia Regeni, il popolo italiano e l'intera comunità Auc in questo momento così tragico. Un'università esiste per consentire alle menti curiose di esplorare, mettere in collegamento, fare domande. Questa era la ricerca di Giulio e io sono fiduciosa che voi continuerete a indagare in questo spirito". (AGI)

13/02/2016 23:40

Washington - E' morto all'eta' di 79 il primo giudice della Corte Suprema italo-americano, Anontin Scalia. Il corpo senza vita' del giudice - nominato nel lontano 1986 da Ronald Reagan, cosa che ne faceva il giudice anziano tra i 9 magistrati della Corte Suprema - e' stato trovato in un resort in Texas, deceduto apparentemente per cause naturali. Secondo la stampa locale Scalia era arrivato al resort venerrdi' e aveva partecipato ad una festa con 40 persone. (AGI)