Usa 2016

Trump insiste, "la torura funziona"

Houston - "Il waterbording va bene" ma "non è sufficientemente duro". Cosiì, durante un incontro elettorale a Bluffton, nella Carolina del Sud, Donald Trump insiste sul fatto che "la tortura funziona". Da un rapporto del Senato Usa emerge che le torture durante gli interrogatori non aiutano a ottenere maggiori informazioni. "Non ditemi che non funziona, la tortura funziona eccome", ha affermato l'aspirante inquilino della Casa Bianca incalzato dal pubblico. In un editoriale questa settimana Trump aveva già sollevato la questione delle torture che secondo lui vanno anche anche inasprite. "Non è pensabile sapere che si possa fare qualcosa per salvare vite di americani - aveva detto - e non agire in questa direzione". (AGI) 


17 febbraio 2016 ©
15/02/2016 22:26

Washington - Gli usa hanno denunciato il regime di Damasco e la Russia di essere responsabili dei bombardamenti che hanno centrato due ospedali in Siria: il portvaoce del dipartimento di Stato John Kirby ha sostenuto che "il regime di Assad e i suoi sostenitori (Mosca) hanno perpetrato questi attacchi senza alcuna giustificazione violando i loro obblighi con la comunità internazionale per proteggere la vite degli innocenti secondo l'appello lanciato del gruppo di supporto della Siria" lanciato a Monaco di Baviera giovedì.

Si allontana la tregua in Siria e a farne le spese sono soprattutto civili. è di almeno 50 morti il bilancio provvisorio di raid aerei su 2 scuole ed 5 ospedali (tra cui uno sostento da Medici senza Frontiere) nel nord della Siria, tra Aleppo e Idlib. Lo ha annunciato il portavoce di Ban Ki-moon. Il segretario generale dell'Onu ha espresso "profonda preoccupazione per le notizie di attacchi missilitici, palesi violazioni delle leggi internazionali".

Alle stragi hanno fatto seguito una serie di accuse incrociate: i turchi e gli Usa hanno puntato il dito contro i russi, il regime di Damasco accusa Washington, ma ormai lo scenario di guerra è talmente variegato e tante sono le forze impegnate militarmente, che sarà difficile stabilire verità e responsabilità. Quel che è certo è tra le vittime ci sono bambini. L'Unicef ha comunicato infatti che una delle strutture colpite, sostenuta dall'organizzazione, è un ospedale materno-infantile "in cui ci viene riferito che alcuni bambini sono rimasti uccisi e molti evacuati d'urgenza". I raid, continua l'agenzia dell'Onu, "sono avvenuti rispettivamente ad Azaz, ad Aleppo e in due casi a Idlib, dove uno degli ospedali è stato bersagliato di colpi per ben 4 volte. Nella città di Azaz ci risulta siano state bombardate anche due scuole, con voci di 6 bambini fra le vittime. In Siria, un terzo degli ospedali e un quarto delle scuole - 5.000 - sono stati distrutti o messi fuori uso da attacchi armati".

Tra le strutture colpite c'è l'ospedale di Maarat al-Numan nella provincia di Idlib, sostenuto da Medici senza Frontiere (Msf). L'organizzazione umanitaria, non ha escluso la possibilità di un attacco deliberato, non ha indicato i responsabili, ma ha riferito che tra le vittime ci sono 5 pazienti, un custode e una guardia dell'ospedale mentre gli 8 che mancano ancora all'appello, probabilmente morti, sono tutti membri dello staff dell'ospedale. Si contano inoltre decine di feriti. L'ambasciatore siriano in Russia, una fonte assolutamente di parte vista l'alleanza di ferro tra il regime di Damasco e Mosca, sostiene che siano stati jet Usa a centrare la struttura. Washington ha denunciato invece che il regime di Damasco e la Russia sono responsabili dei bombardamenti che hanno centrato due ospedali. L'Osservatorio siriano per i diritti umani, che opera da Londra ed è vicina all'opposizione moderata siriana, ha sostenuto che sono stati caccia-bombardieri russi a colpire un ospedale.

Il premier turco Ahmet Davutoglu, ha accusato Mosca per il bombardamento sull'ospedale pediatrico di Azaz vicino al confine turco. "E' stato un missile di crociera lanciato da una nave del Mar Caspio, ha detto Davutoglu nel corso di una visita ufficiale a Kiev. Davutoglu ha poi accusato la Russia di "agire come un gruppo terroristico" e ha minacciato una risposta "estremamente decisa" di Ankara. Ma la zona è martellata anche da i caccia di Ankara, che bombardano i ribelli curdi, schieratisi di recente con Bashar al Assad. "Non lasceremo che Azaz cada, gli Ypg (le milizie di auto-difesa curda) non saranno in grado di avanzare verso l'ovest dell'Eufrate e a est di Afrin", ha affermato Davutoglu. Il premier ha ribadito che verrà fatto "ogni passo necessario per avere un ambiente che garantisca la sicurezza della Turchia, cioè Daesh, il regime siriano o i curdi". La Russia ha espresso "grave preoccupazione" per i bombardamenti dell'aviazione turca sulle postazioni curde in Siria. Irritata l'Ue che ha rivolto un appello a lavorare per il cessate-il-fuoco: "Solo pochi giorni fa tutti noi, compresa la Turchia, abbiamo concordato impegni per la cessazione delle ostilità in Siria", ha ricordato il capo della diplomazia europea, Federica Mogherini. Oggi il governo di Ankara ha smentito la notizia che alcuni soldati turchi siano entrati in Siria e ha anche precisato di non avere alcuna intenzione di mandarne. Ankara ha anche smentito che i caccia sauditi siano già arrivati in Turchia, ma ha precisato che la monarchia saudita ha intenzione di inviare quattro F-16. Intanto è stato annunciato l'arrivo a sorpresa a Damasco dell'inviato speciale dell'Onu per la Siria Staffan De Mistura, per un colloquio con il ministro degli Esteri siriano Walid al-Muallem.

Infine, in serata, Bashar Assad ha di fatto affossato l'intesa per un cessate il fuoco in Siria raggiunta la settimana scorso al vertice di Monaco di Baviera tra Usa e Russia. Per il presidente siriano la sua attuazione è "difficile". Le truppe di Assad sostenute dalle forze russe ed anche dai curdi siriani dell'Ypg - gli eroi di Kobane - stanno guadagnando terreno per cui una tregua nei combattimenti non è al momento nei loro interessi. La nuova dichiarazione di Assad segue quella dei giorni scorsi in cui aveva spiegato che il suo traguardo finale era riconquistare tutta la Siria. (AGI) 

14/02/2016 11:41

Il Cairo - Quando le persone sono torturate, quando i manifestanti non violenti vengono uccisi o arrestati, i dissidenti diventano terroristi: questo il senso delle parole pronunciate, nei giorni scorsi, al Cairo da un alto esponente dell'amministrazione Obama. "Quando le persone sono torturate, quando i manifestanti non violenti vengono uccisi o arrestati, si ipotizza che non ci sia una strada pacifica per esprimere le diverse opinioni: è così che i dissidenti diventano terroristi, che le democrazie si erodono, che le economie sfioriscono. Sono lezioni della storia che tutti i Paesi devono tenere a mente": a pronunciarle Sarah Sewall, sottosegretario del Dipartimento di Stato americano, a conclusione del suo discorso, la scorsa settimana, dinanzi all'American University del Cairo (Auc), la stessa frequentata da Giulio Regeni.

L'intervento, pronunciato il 10 febbraio e successivamente pubblicato dal sito del Dipartimento di Stato, era dedicato alle sfide economiche e di sicurezza che l'Egitto si trova dinanzi. L'alto esponente della diplomazia americana si è detta certa che l'Egitto, che sta "ancora scrivendo la propria storia", nonostante "attraversi un periodo difficile" si saprà aprire a "un nuovo capitolo che può essere più luminoso", con un'economia competitiva e che allontani "l'ombra dell'estremismo violento".

Proprio in apertura del suo intervento, l'alto funzionario della diplomazia americana - in Egitto per incontrare le autorità- aveva voluto ricordare "il recente omicidio di Giulio Regeni": "Prima di iniziare, voglio condividere con voi un doloroso momento. Gli Usa sono addolorati per la perdita di questo giovane brillante. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con la famiglia Regeni, il popolo italiano e l'intera comunità Auc in questo momento così tragico. Un'università esiste per consentire alle menti curiose di esplorare, mettere in collegamento, fare domande. Questa era la ricerca di Giulio e io sono fiduciosa che voi continuerete a indagare in questo spirito". (AGI)

13/02/2016 23:40

Washington - E' morto all'eta' di 79 il primo giudice della Corte Suprema italo-americano, Anontin Scalia. Il corpo senza vita' del giudice - nominato nel lontano 1986 da Ronald Reagan, cosa che ne faceva il giudice anziano tra i 9 magistrati della Corte Suprema - e' stato trovato in un resort in Texas, deceduto apparentemente per cause naturali. Secondo la stampa locale Scalia era arrivato al resort venerrdi' e aveva partecipato ad una festa con 40 persone. (AGI) 

13/02/2016 19:35

Dubai - Washington sostiene Riad nella decisione di inviare truppe di terra in Siria per combattere lo Stato Islamico. A dirlo e' John Kerry, che in un'intervista a Orient Tv ribadisce la necessita' che Bashar Assad lasci il potere. "Si', esiste la possibilita' di truppe aggiuntive sul terreno che combattano contro Daesh (altro nome per Isis, ndr), poiche' Assad non lo sta facendo", ha detto il Segretario di Stato americano, per il quale se il presidente siriano "non rispettera' gli impegni presi con la comunita' internazionale e l'Iran e la Russia non lo obbligheranno a fare quanto hanno promesso, la stessa comunità internazionale non starà certamente ferma a guardare come degli scemi e aumentera' la pressione su loro".

La Russia deve "cambiare gli obiettivi" militari sul terreno in Siria: lo ha sottolineato il segretario di Stato Usa, John Kerry, sottolineando che la crisi siriana e' "a un punto di svolta" con la prospettiva di una tregua a giorni. "Oggi la gran parte degli attacchi russi si concentra sui gruppi d'opposizione legittimi. Per aderire all'accordo (sulla tregua) e' essenziale che la Russia cambi i suoi obiettivi" in Siria. Kerry ha parlato nel corso della Conferenza sulla sicurezza, in corso a Monaco di Baviera.

Servono le prove per dimostrare che Mosca ha bombardato i civili in Siria. Lo ha sottolineato il premier russo, Dmitry Medvedev, bnel corso della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco. "Ci hanno detto che tutti gli obiettivi erano sbagliati -ha affermato Medvedev reagendo alle accuse di numerose ong- ma nessuno ha fornito prove di nostri bombardamenti sulla popolazione civile".

La Turchia e l'Arabia Saudita sono pronte a un'operazione di terra contro l'Isis in Siria e l'aeronautica saudita ha ottenuto da Ankara il 'via libera' utilizzare per i suoi caccia la base aerea turca di Incirlik, vicina al confine siriano. 
Il ministro degli Esteri turco, Mevlyut Cavusoglu, ha confermato lo schieramento ai quotidiani Yeni Sakfak e Haberturk, alla vigilia dell'auspicato cessate-il-fuoco che dovrebbe concretizzarsi nel giro di pochi giorni. Nel frattempo, Adel al-Jubei, il ministro degli Esteri saudita, ha dettoa un quotidiano tedesco che l'intervento russo a fianco del regime di Damasco non aiutera' Bashar al-Assad a rimanere in sella: "Non ci sara' Bashar al-Assad nel futuro".
"L'Arabia Saudita -ha spiegato Cavusoglu- ha dichiarato la sua determinazione contro il Daesh (l'acronimo in arabo per l'Isis; ndr) dicendo che sono pronti a schierare tanto gli aerei che le truppe". "In ogni riunione della coalizione (anti-Isis) abbiamo sempre enfatizzato la necessita' di una strategia ampia e orientata a un risultato nella lotta contro il gruppo terroristico. Se abbiamo una tale strategia, ebbene la Turchia e l'Arabia saudita potrebbero lanciare una'operazione di terra". "Essi (l'Arabia Saudita) hanno detto che se e' necessario possono anche mandare truppe".
Cavusoglu ha confermato che jet e personale militare sono stati gia' inviati ad Incirlik, la base turca di Adana vicina al confine siriano, che gia' dalla scorsa estate e' il centro strategico delle operazioni effettuate dagli F16 americani, britannici e francesi. Ma non ha chiarito l'entita' delle forze dispiegate. "Alcuni dicono che la Turchia e' riluttante ad entrare nella battaglia contro il Daesh. Ma la Turchia e' quella che fa le proposte piu' concrete". 

(AGI)