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Egitto: direttore accademia a Roma, "cambiamento irreversibile"

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17:43 27 GEN 2012

(AGI) - Roma, 27 gen. - "Finalmente in Egitto si sta realizzando un cambiamento sociale e culturale. Il processo avviato e' ormai irreversibile": con queste parole Ahmed Mito direttore dell'Accademia d'Egitto a Roma ha aperto "La Rivoluzione Egiziana: un anno dopo", l'evento commemorativo con il quale l'istituto ha scelto di celebrare il primo anniversario della rivolta contro il regime di Hosni Mubarak, il 25 gennaio 2011. Nadir Mohamed Aziz, Direttore dell'Osservatorio del Mediterraneo intervenuto nella tavola rotonda "La Rivoluzione Egiziana. Situazione attuale e scenari futuri", ha spiegato che la "conquista piu' importante della Primavera araba e' stata il cambiamento mentale nella cultura politica, passata dall'unanimita' al pluralismo". Per Maria Cristina Paciello, Ricercatrice dello Iai (Istituti Affari Internazionali) e autrice del Rapporto "Primavera Araba: Sfide e opportunita' Socio-economiche" le prime ad essere sconfitte sono le donne egiziane perche' nella nascente Camera bassa su 498 deputati "sono presenti soltanto 12 donne". Mentre per Massimo Campanini, e storico della filosofia islamica, le spinte post-rivoluzionarie che cercano "nuove soluzioni politiche apartitiche, sono spesso pericolose". Il fotografo Hossam Hassan, presente con la sua mostra "To Egypt with love", ha affermato che la vera rivoluzione partira' l'anno prossimo, "quando i giovani di Piazza Tahrir avranno imparato dai molti errori commessi nell'anno appena trascorso". La kermesse ha ospitato una serie di incontri, dibatti, mostre e proiezioni per fare il punto sul difficile percorso della democrazia nel Paese dei faraoni. (AGI) .