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(AGI) - Roma, 18 set. - Nella missione internazionale in Afghanistan "va cambiato molto". Ad ammetterlo, in un'intervista al "Corriere della Sera", e' il ministro degli Esteri, Franco Frattini.
"Dobbiamo ancora conquistare la fiducia e i cuori degli afgani", spiega. "Va attuato cio' di cui parliamo da quando la nuova amministrazione americana ha pubblicato la revisione della sua politica sull'Afghanistan. Occorre moltiplicare il 'metodo Italia', approccio che abbina sicurezza e grande professionalita' con l'attenzione alla gente che soffre, alla ricostruzione".
Per il ministro, da cambiare e' "la visione generale della missione", che "deve considerare sempre piu' la sicurezza come il mezzo indispensabile, non come il fine in se', e concentrarsi invece sui risultati visibili e positivi per il popolo che purtroppo non ci sono. Sono quelli la precondizione per evitare che i civili non tollerino, nella migliore delle ipotesi, o non coprano, nella peggiore, l'organizzazione degli attentati".
Dalle colonne del Corsera Frattini rilancia anche l'idea di una Conferenza internazionale sul futuro del Paese. "Proprio per l'aria che tira - sottolinea -, se ci riunissimo li' in 35, 40 ministri degli Esteri, sui 42 paesi che partecipano alla missione dell'Onu, sarebbe un segnale politico". Un segnale di "vicinanza al popolo afgano che soffre". L'appuntamento potrebbe essere fissato "anche prima della fine dell'anno, purche' con obiettivi definiti. L'eventuale rischio e l'enorme mole organizzativa che richiederebbe varrebbero la pena".