Europa

Margrethe, la signora di Bruxelles che fa tremare la Silicon Valley

di Francesco Russo

I colossi della Silicon Valley hanno ormai risorse superiori a quelli della maggior parte degli Stati nazione e le tecnologie digitali si evolvono a ritmi così rapidi che la politica fatica a star loro dietro. Contro le cattive abitudini dei giganti di internet, a partire dall'eccessiva disinvoltura con la quale parcheggiano nei paradisi fiscali i loro colossali utili, servono figure risolute come Margrethe Vestager, Commissario Ue alla concorrenza.

La storica decisione contro Apple

In carica dal 31 agosto 2014, dopo aver svolto per tre anni l'incarico di ministro dell'Economia danese nel governo di centro-sinistra guidato da Helle Thorning-Schmidt, la nuova numero uno dell'Antitrust di Bruxelles non fa sconti a nessuno. Odierna è la multa da 110 milioni di euro inflitta a Facebook per aver mentito, al momento dell'acquisizione di Whatsapp, sul futuro collegamento tra gli account del social network e i profili degli utenti del servizio di messaggistica. La sua iniziativa finora più importante è però l'ingiunzione ad Apple perché paghi 13 miliardi di euro di tasse arretrate al governo irlandese, che la scorsa estate causò anche tensioni politiche con Washington. Nell'Europa dell'austerità, era politicamente inaccettabile permettere all'Irlanda di continuare a consentire all'azienda più liquida del mondo di pagare un'imposta effettiva dello 0,005% sui propri enormi utili. "Quando vengo a sapere che Apple ha pagato di tasse l'1% dei profitti per poi arrivare a pagarne lo 0,005%, come cittadino che paga le imposte, mi sentirei arrabbiata", aveva affermato la Commissaria. L'Irlanda, gelosa del suo ruolo di paradiso fiscale de facto, ha protestato. Il numero uno di Cupertino, Tim Cook,  aveva reagito in maniera assai poco elegante, definendo la decisione di Bruxelles una "stronzata politica". Una mancanza di aplomb che fa pensare che il manager abbia visto come lesa maestà la richiesta di pagare il dovuto al fisco, invece di dichiararlo a Dublino e poi, grazie alla famigerata triangolazione fiscale detta 'Double Irish with Dutch Sandwich', depositarlo alle Cayman. Una richiesta analoga potrebbe presto scattare anche per Amazon, già accusata di evasione fiscale dalle autorità nazionali, comprese quelle italiane.

... E ora potrebbe toccare a Google

Il martello della giustizia di Vestager è ora pronto ad abbattersi su Google, riconosciuta colpevole di abuso di posizione dominante dall'Antitrust europea il 20 aprile 2016. Mountain View è accusata di chiedere ai produttori di smartphone e tablet che vogliono usare il suo sistema operativo Android di preinstallare l’app di ricerca Google Search e il browser, sempre di Google, Chrome. In particolare, secondo la Commissione, questi diventano servizio di default come precondizione per installare il negozio digitale Google Play e altre app di ricerca non possono quindi essere installate come servizio default. Non solo, Google chiede ai produttori di smart phone di firmare un accordo che lo obbliga a non vendere prodotti che montano le copie Open Source dei servizi Android create dagli sviluppatori. Alcuni produttori di smart phone, inoltre, avrebbero ricevuto "significativi incentivi" per preinstallare Google Search sui propri dispositivi. Google e Bruxelles non hanno ancora concluso la trattativa. Se l'azienda si mostrerà collaborativa, potrà ottenere una sanzione ridotta, come avvenuto con  Facebook. In caso contrario rischia una multa pari al 10% del fatturato annuale, ovvero 7 miliardi di dollari. Nelle sue mani è anche il dossier Montepaschi e spetta anche a lei fissare i "paletti per la ricapitalizzazione di emergenza" concessa all'Italia. In un'intervista odierna a 'La Stampa' la commissaria ha richiamato nuovamente la necessità di "tagli dolorosi" al personale.

La passione per l'uncinetto (anche in Commissione)

Nata il 13 aprile 1968 a Glostrup, nei pressi di Copenhagen, da due pastori luterani, Margrethe è entrata in politica giovanissima. A 21 anni era già nel Consiglio del 'Radikale Venstre', il partito di centrosinistra nelle file del quale entrerà in Parlamento nel 2001, dopo aver già conquistato nel 1998 la poltrona di Ministro degli Affari Ecclesiastici. Nel 2007 sarà eletta presidente del gruppo parlamentare, dopo aver proseguito l'esperienza di governo come ministro dell'Educazione. Del 2011 è la nomina a ministro dell'Economia e degli Interni, esperienza dopo la quale arriverà a Bruxelles. Sposata con un insegnante di matematica e filosofia, ha tre figlie. Ama l'uncinetto, tanto che non è infrequente vederla lavorare a maglia anche durante le sedute della Commissione.


18 maggio 2017 ©