Estero

"Internet è il dono di Dio alla Cina"

di Liu Xiaobo*
Nell’ottobre del 1999 sono tornato a casa, dopo tre anni di carcere. C’era un computer ad attendermi e gli amici mi spingevano ad usarlo. All’inizio non riuscivo ad abbandonare la mia stilografica. Poi ci ho preso confidenza e oggi non posso farne a meno. La mia gratitudine nei confronti di Internet è immensa: lo dico da persona che scrive per mestiere e da cittadino che ha partecipato al movimento del 1989 per la democrazia. Internet ha reso più facile ottenere informazioni, entrare in contatto con il mondo e inviare articoli all’estero.
 
E’ un canale che i dittatori cinesi non possono censurare completamente: permette alle persone di comunicare e offre una piattaforma per l’organizzazione spontanea. L’accessibilità, la facilità d’uso e la libertà di Internet hanno spinto l’opinione pubblica a diventare molto vivace negli ultimi anni. Il governo può controllare la stampa e la televisione, ma non può controllare Internet. Gli scandali censurati dai media tradizionali arrivano a conoscenza dei cittadini grazie a Internet. E il governo è costretto per la prima volta a fornire informazioni, i funzionari a scusarsi pubblicamente. Internet ha la straordinaria capacità di creare star.
 
Può far diventare famosi attori e cantanti, ma anche gli eroi che si battono perché la verità si affermi. I cristiani cinesi dicono che, anche se i loro connazionali non hanno uno spiccato senso religioso, Dio non li abbandonerà mentre soffrono. Internet è il dono di Dio alla Cina. E’ lo strumento migliore per consentire al popolo cinese di sconfiggere la schiavitù e lottare per la libertà
 
* Testo tratto da un articolo di Liu Xiaobo apparso il 28 aprile 2009 su 'The Times Online'
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13 luglio 2017 ©