Estero

Chi era Salman Abedi, il kamikaze di Manchester

E' stato identificato il kamikaze che si è fatto esplodere lunedì sera alla Manchester Arena durante un concerto di Ariana Grande, causando 22 morti, tra cui una bimba di 8 anni, e 120 feriti. Secondo la Cbs, si trattava del ventiduenne Salman Abedi, già noto alla polizia.

Nato a Manchester nel 1994, Abedi era il secondo di quattro figli. I suoi genitori - riporta il Telegraph - sono cittadini libici giunti nel Regno Unito come rifugiati durante il regime di Muammar Gheddafi. Risiedevano da circa dieci anni a Manchester, dopo aver vissuto per un certo periodo a Londra. Il padre, Ramadan Abedi, è una guardia giurata. Una delle sorelle di Salman, Jomana, ha frequentato il liceo di Whalley Range, lo stesso frequentato da Zahra e Salma Halane, le due gemelle che nel 2015 si trasferirono nell'area della Siria controllata dall'Isis. Jomana aveva inoltre lavorato nella moschea di Didsbury nel 2013. Il Telegraph cita inoltri fonti non confermate secondo le quali i due genitori e i loro due figli più giovani sarebbero tornati in Libia.

Cosa sappiamo finora

  • L'Isis ha rivendicato l'attacco tramite un video e un comunicato dell'agenzia di propaganda islamista Amaq.
  • Al concerto erano presenti 21 mila persone, in larga parte giovanissimi. La deflagrazione è avvenuta alle 22 e 30
  • Secondo la Bbc, che cita fonti della polizia locale, nell'attentato sarebbe stata utilizzata una bomba artigianale contenente bulloni e dadi.
  • La polizia ha fermato un uomo di 23 anni nell'ambito delle indagini in corso per scoprire se Abedi fosse un "lupo solitario" o parte di una cellula jihadista
  • Il governo italiano fa sapere che non c'è alcun connazionale coinvolto 
  • Decine e decine i dispersi, soprattutto bambini e adolescenti, le cui famiglie stanno pubblicando sui social foto e appelli disperati

 

 

“Sono preoccupatissima. Non posso smettere di pensare alla mia cuginetta. Vi prego aiutateci a trovarla”, scrive Grace. Mentre Sasha Howe cerca disperatamente la sua mamma: “Era all’arena con la sua amica Lisa Lees, vi prego condividete e contattatemi se avete notizie”.

Lindsey Parnaby /Anadolu Agency /AFP 
 

Una sessantina di ragazzi senza accompagnatori si trovano all’Holiday Inn Express Manchester City Centre Arena, di Goadsby Street. Moltissimi gli abitanti di Manchester che questa notte hanno aperto le porte delle loro case a chi ne avesse bisogno pubblicando annunci su Twitter e Facebook sotto l’hastag #RoomForManchester. “Offro un letto, un divano e una tazza di tè. Sono appena fuori da centro ma vengo a prendervi io”, scrive un’utente su Twitter.

 

 

Sui giornali del mondo

Testimonianze sul sito della BBC

La diretta su Le Monde

New York Times

Guardian

Il recconto su Le Figaro

 

Sospesa la campagna elettorale

La campagna per le elezioni anticipate in calendario il prossimo 8 giugno in Gran Bretagna è stata sospesa: lo ha deciso la premier britannica Theresa May. Al cordoglio espresso dalla May si sono uniti il leader dei liberal-democratici, Tim Farron, e il leader del partito Laburista, Jeremy Corbyn.
 

 

Su Twitter il video del momento dell'esplosione

 

 

Il panico e la Fuga
 

May: "Orribile attacco terroristico"

"Stiamo lavorando per accertare i dettagli completi di quello che la polizia sta trattando come un orrendo attentato terroristico", ha dichiarato la premier britannica, Theresa May. "I nostri pensieri - ha detto in una nota - sono con le vittime e le famiglie di coloro che sono stati coinvolti". 

Un video di rivendicazione gira su Twitter

 

Il video dura appena 16 secondi e mostra il volto, interamente coperto da una sciarpa kefiah, di quello che sarebbe il terrorista, dietro il quale c'è un drappo nero. L'uomo pronuncia poche parole in inglese: "In nome di Allah, il misericordioso e il generoroso, questo è solo l'inizio: i leoni dello Stato Islamico stanno cominciando ad attaccare tutti i crociati. Allah Akbar, Allah Akbar". E subito dopo, l'uomo innalza un cartello bianco su cui è scritto solo un luogo, con la data di ieri, in inglese e in arabo: "Manchester, 2017-05-22".


Per approfondire

 

 

Ariana Grande: "Spezzata, non ho parole"

"Spezzata. Dal profondo del mio cuore. Mi dispiace davvero tanto. Non ho parole". Cosi' Ariana Grande, la pop star idolo dei giovanissimi, via Twitter, dopo l'attentato alla fine del suo concerto.

 

 

 


23 maggio 2017 ©
di Sonia Montrella

L'attacco terroristico nell'arena concerti di Manchester è gravissimo non solo perché ha ucciso una ventina di persone, perlopiù adolescenti, e ne ha ferite oltre 60. Ma anche perché invia un messaggio chiaro: il terrorismo è tutt'altro che indebolito dalle misure difensive messe in atto dall'Occidente, come avevano suggerito gli ultimi attacchi realizzati con mezzi di fortuna. La minaccia ha la stessa potenza del dopo 11 settembre. E la partita durerà almeno 20 anni. Ne è convinto Carlo Biffani, esperto di sicurezza internazionale e direttore generale di Security Consulting Group, che in un'intervista all'Agi, spiega come va interpretato l'attentato di Manchester, cosa dobbiamo aspettarci in futuro e in che modo ci obbliga a reagire.

Non più mezzi di fortuna. La modalità dell'attacco

Dopo una lunga e drammatica sequenza di attacchi realizzati da singoli e con strumenti “di circostanza” - come possono esserlo coltelli da cucina, camion o autovetture lanciate sulla folla - quello di Manchester è un ritorno a quello che è sempre stato "il marchio di fabbrica dei terroristi di matrice religiosa musulmana: l'attacco con esplosivo". Per qualcuno il fatto che gli ultimi attacchi fossero stati portati a compimento con metodologie di basso impatto, quasi di ripiego, "era sinonimo di una qualche difficoltà organizzativa e logistica rispetto alla possibilità di sapere e poter mettere in campo team di attentatori suicidi come fu per il Bataclan", sostiene Biffani, secondo cui "si tendeva a guardare alla attuazione di queste modalità di azione come ad una implicita vittoria dei nostri sistemi di sicurezza". Niente di più sbagliato: "Riuscire ad organizzare un attentato con esplosivo all’interno di un arena, in quello che i terroristi di Daesh hanno sempre considerato un hard target al pari di un aeroporto o di una stazione della metropolitana è qualcosa che riafferma, nel loro modo di comunicare, una mai persa capacità di utilizzare gli strumenti peggiori, quelli contro i quali pensavamo di aver fatto passi importanti e che in qualche modo immaginavamo di aver quasi scongiurato".

Una minaccia che durerà almeno 20 anni

Questo fenomeno terroristico ci terrà impegnati e ci minaccerà per almeno venti anni. "Ci saranno apparenti momenti di calma alternati da attacchi portati contemporaneamente in posti diversi, e con differenti metodologie". La durata ventennale di un fenomeno simile, sottolinea l'esperto, "comporterà modificazioni sostanziali di carattere sociale e ci imporrà la messa a sistema di comportamenti di difesa che fino a poco tempo fa, consideravamo come una rinuncia al nostro stile di vita". Inoltre, sarà possibile difendersi "unicamente assumendo decisioni forti e facendo proprio un atteggiamento di difesa reattiva".

Come difendersi

  • Difendersi significa anche "poter intervenire in maniera drastica sui flussi di persone, delle quali sappiamo poco o niente e che in breve spariscono dai radar, che arrivano nei nostri paesi". Non solo. "Difendersi significa investire sempre più fondi nel rafforzamento delle strutture di Intelligence e di Sicurezza. 
  • Difendersi significa poter "disporre di sistemi di controllo strumentali ed umani in grado di osservare e monitorare migliaia e migliaia di combattenti di ritorno. Difendersi significa sostenere costi sempre più alti
  • Difendersi significa addestrare il personale delle forze dell'ordine e dell'esercito a scenari di intervento sempre più complessi e orientati all’azione di prevenzione e contrasto all’interno delle nostre città. Le forze armate, in particolare, dovranno essere addestrate non più unicamente allo scopo di combattere in scenari di guerra lontani, ma nelle nostre stesse città. "Ingaggiarci in questo modo direttamente nei nostri paesi, significherà anche ridurre la nostra capacità di andare a contrastare questi fenomeni laddove originano e sarà necessariamente, molto, molto oneroso"

"Non siamo meno potenti del 2001"

Il messaggio, secondo Biffani è più chiaro e inequivocabile che mai. "Noi ci siamo, siamo in grado di attaccarvi esattamente come facevamo nei primi anni duemila, lo facciamo malgrado i vostri controlli serrati, vi costringiamo a tenete altissima la guardia ed a investire centinaia di milioni per contrastarci, vi possiamo costringere in difesa per tutto il tempo che riterremo necessario, possiamo comunicare ai nostri supporters che siamo tutt’altro che battuti e possiamo utilizzare queste azioni come leva per convincere chi ci guarda con ammirazione a fare il salto ed a venire a combattere contro di voi". L'errore, dunque, è nel credere di averli costretti ad un atteggiamento difensivo se non addirittura remissivo.

 


23 maggio 2017 ©

L‘attesa, l’emozione, il viaggio per raggiungere Manchester e finalmente stare lì all'Arena per ascoltare il proprio idolo, Ariana Grande. Nessuna delle migliaia di ragazze andate al concerto del 22 maggio della cantante americana si sarebbe immaginata che quel momento, tanto atteso e desiderato, potesse trasformarsi in una tragedia.

Storia in 6 tweet di due amiche prima del concerto

Alcuni tweet di due fan della cantante americana raccontano i momenti prima del concerto: dall'appuntamento per incontrarsi all'attesa della pop star davanti al palco.

Una delle due ragazze il giorno prima scrive: “Ci vediamo domani”. Poi posta una loro foto.

 

 

In un video il viaggio in treno per raggiunger Manchester

 

 

L’amica risponde: “Manchester sto arrivando”.

 

 

L'incontro con le amiche e in mano i biglietti per vedere finalmente Ariana Grande

 

Una volta dentro l'Arena la ragazza scrive: “Sono qui” e posta la foto della locandina del concerto.

 

 

Un’ultima foto prima dell’inizio del concerto con un "Finalmente insieme"

 

 

 


23 maggio 2017 ©

Aveva solo 18 anni Georgina Bethany Callander, la prima vittima identificata dell’attacco terroristico dell’arena di Manchester, dove un kamikaze si è fatto esplodere lunedì sera all’uscita del concerto di Ariana Grande, cui avevano preso parte 21mila persone, perlopiù adolescenti. Lo ha confermato il Runshow College, dove Georgina studiava: “E’ con enorme tristezza che apprendiamo che la prima vittima dell’attacco all’arena di Manchester è una nostra studentessa”. “Il nostro cordoglio e le nostre preghiere vanno alla famiglia e agli amici di Georgina”.

Callander era al secondo anno del corso di servizi sociali. Non appena appresa la notizia qualcuno ha creato una pagina dal nome “R.I.P. Georgina”  per commemorare la giovane vittima. “Alla mia bellissima amica. Ti voglio bene. Mi mancherai”, scrive una ragazza di nome Sophie che aggiunge al post un cuoricino spezzato.

Georgina era un grandissima fan di Ariana Grande. Non si sarebbe mai persa quell’appuntamento all’arena di Manchester, come non lo aveva fatto due anni fa. Un'incontro fortunato in cui era risucita persino a scattare una foto con il suo idolo. E proprio domenica sul suo account Instagram aveva pubblicato quella foto con un commento: "Non vedo l'ora di vederti domani". Dopo l’esplosione è stata tra le prime persone ad essere soccorsa e trasportata in ospedale, ma le ferite riportate erano troppo gravi. E così Georgina se ne è andata con la sua mamma accanto a sé. 


23 maggio 2017 ©
Lindsey Parnaby /Anadolu Agency /AFP
 

"L'Italia intera è sgomenta di fronte alle immagini giunte da Manchester nel corso della notte scorsa. Suscita particolare dolore la notizia del coinvolgimento nell'attacco di molti giovanissimi ragazzi e ragazze, vittime di questa insensata violenza criminale mentre erano riuniti nella serena occasione di un concerto". Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato a S.M. Elisabetta II, Regina del Regno Unito di Gran Bretagna e dell'Irlanda del Nord. 
"In questi drammatici momenti - riprende - desidero farmi interprete dei più sinceri sentimenti di cordoglio di tutti gli italiani. I nostri pensieri sono rivolti alle famiglie delle vittime e accompagnano con partecipe solidarietà tutti i feriti, augurando loro un pronto ristabilimento. Con questi sentimenti, a nome dell'Italia e mio personale, rinnovo a lei, Maestà, e al Regno Unito - conclude Mattarella - le più sentite condoglianze". 

 


23 maggio 2017 ©