Estero

I premi Nobel si schierano contro l'antieuropeismo di Marine Le Pen 

A meno di una settimana dalle presidenziali francesi una nuova tegola si abbatte su Marine Le Pen. Dopo l’appello, comparso sul quotidiano Libération, firmato da oltre cento esponenti di spicco del mondo dell’arte e della cultura che chiedevano di "sbarrare la strada" al leader del Front National, adesso a schierarsi contro la candidata sono ben 25 premi Nobel per l'economia. 

Gli economisti, tra i quali Joseph Stiglitz, Amartya Sen, Robert Mundell, Eugene Fama e Robert Shiller, fanno fronte comune in difesa dell’euro, nonostante le differenze di pensiero in altri ambiti. In passato, alcuni si erano mostrati scettici sulla moneta unica e sulla sua possibilità di portare pace e progresso economico, ma ora non vogliono farsi strumentalizzare dal nazionalismo lepenista

"Alcuni di noi sono stati citati dai candidati alla presidenza francese, in particolare da Marine Le Pen e la sua squadra, per giustificare un programma politico sulla questione dell'Europa". Così si apre l’appello pubblicato su Le Monde. E, nonostante le ricordate differenze di pensiero, "le nostre opinioni convergono per condannare lo sfruttamento del pensiero economico nel contesto della campagna elettorale francese".

Ecco perché "l'Europa è fondamentale"

  • La costruzione europea è vitale per la pace, l’economia e l’importanza politica degli Stati membri Ue;
  • I programmi anti-europei sono pericolosi per la Francia e per la cooperazione in Europa;
  • Le politiche protezioniste portano a ritorsioni commerciali e guerre;
  • C'è una grande differenza tra la scelta di non aderire all'euro all'inizio e quella di volerne uscire dopo averlo adottato;
  • Equità e protezione sociale, valori insiti nella Francia repubblicana, vanno difesi senza protezionismo economico;
  • Gli immigrati rappresentano un’opportuna economica per i Paesi ospitanti quando sono integrati nel mercato del lavoro;
  • I problemi del mondo vanno affrontati con più solidarietà, non meno.

Quando gli economisti erano euroscettici

E’ vero che, in passato, questi economisti avevano manifestato posizioni molto diverse tra loro, persino tacciabili di euroscetticismo. Ma leggendo e analizzando le loro posizioni si nota che in realtà si trattava più di una critica alle politiche economiche applicate in Europa piuttosto che al progetto stesso di unirla. 

Joseph Stiglitz ha recentemente manifestato a Die Welt le difficoltà dell’Italia a funzionare economicamente con l’euro. Anni fa, su Project Syndicate, era stato fortemente critico verso la scelta delle politiche di austerità da parte delle istituzioni europee, ma allo stesso tempo auspicava maggiore unità, seppure secondo uno schema diverso da quello attuale.

E tra l'economista statunitense e la Le Pen c'è stato anche uno scambio polemico di tweet 

"Continuerò a citare Stiglitz, quello che dice sull'euro è estremamente interessante", scriveva Le Pen. Diversi i "cinguettii" di risposta dell'economista. L'ultimo riporta: "Gli attacchi di Marine Le Pen a Joseph Stiglitz mostrano ancora una volta che non è adatta per diventare Presidente. Non la sosteniamo, e basta".

Amartya Sen aveva espresso parole di fuoco contro l’euro al Corriere della Sera nel 2013: “un'idea orribile … un errore che ha messo l'economia europea sulla strada sbagliata”. Ma allo stesso tempo, in quella intervista, definiva l’unità europea “la strada da seguire”, cambiando però rotta sulle politiche di austerità.

Robert Mundell è noto per aver elaborato la teoria delle aree valutarie ottimali, che contiene le condizioni che a suo avviso un’area geografica deve presentare perché una moneta unica al suo interno funzioni. Una teoria spesso addotta per argomentare l’uscita dall’euro. Ma lui si è sempre espresso a favore dell’euro, per esempio nel 2012.

Eugene Fama e Robert Shiller invece hanno avuto modo di esporre tesi contrarie rispetto ad un altro tema: la razionalità dei mercati finanziari. Se il primo è noto per aver elaborato l’ipotesi dei mercati efficienti, il secondo ha invece rifiutato questa teoria e preferisce il campo di studi della finanza comportamentale, dove invece si cerca di comprendere e descrivere l'irrazionalità della finanza. Ma sul tema euro hanno deciso invece di esporsi unitariamente.

 

 


20 aprile 2017 ©