Estero

Lo sciopero della fame di Gabriele Del Grande, ancora bloccato in Turchia

di Cecilia Scaldaferri

Sono passati dieci giorni dal fermo in Turchia al confine con la Siria e Gabriele Del Grande, blogger e regista italiano, è ancora bloccato nel Paese anatolico, in attesa dell'espulsione che la settimana scorsa veniva data per imminente. Contro questo stallo, il blogger ha iniziato uno sciopero della fame, invitando "tutti a mobilitarsi perché vengano rispettati i miei diritti". I documenti "sono in regola", ha ricordato Del Grande, ripreso da La Repubblica, sostenendo che il fermo è "legato al contenuto del mio lavoro". 

Lanciata sui social la campagna #iostocongabriele

Per il suo ritorno in Italia, si sono mobilitate istituzioni e cittadini. La campagna sui social #iostocongabriele "chiede alle autorità italiane di far pressione presso le autorità turche perché rilascino Gabriele Del Grande quanto prima, e che immediatamente gli vengano garantiti i diritti minimi quali:

  • colloquio con un avvocato
  • incontro con autorità consolare
  • possibilità di telefonare
  • ragione del fermo
  • tempo del trattenimento/ data prevista per l'espulsione

Fermato dalla polizia al confine con la Siria

Il giornalista è stato bloccato dalla polizia nella provincia sudorientale dell’Hatay perché sprovvisto dei necessari permessi, mentre cercava d’intervistare dei profughi siriani per il suo ultimo libro "Un partigiano mi disse", un'opera su "La guerra in Siria e la nascita dell'Isis raccontate attraverso l'epica della gente comune in un intreccio di geopolitica e storytelling", come l'aveva annunciata lui stesso quando ne aveva lanciato il finanziamento attraverso il crowdfunding

 Siria, povertà, fame, cibo (Afp)

L'ansia della famiglia: "ancora tutto fermo, è assurdo"

La sua espulsione veniva data come "imminente" eppure il tempo passa. "Purtroppo, tra vacanze di Pasqua e referendum in Turchia, anche se è assurdo, è ancora tutto fermo", si era lamentato il padre del 35enne dalle colonne de Il Corriere della Sera"Non sono ancora riuscito a parlare con mio figlio - diceva il papà - Ma spero che si risolva ogni intoppo burocratico per il suo ritorno e sono fiducioso di avere presto una risposta". In ansia, naturalmente, c’è anche la moglie di Gabriele, Alexandra D’Onofrio, che si tiene in costante contatto con l’avvocata Alessandra Ballerini e con il senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione per la Tutela dei diritti umani del Senato.

È scattata, nel frattempo, anche una mobilitazione internazionale per chiedere la liberazione di Gabriele, animatore del blog Fortress Europe e co-regista nel 2014 del premiato film "Io sto con la sposa". 

Dall'arresto allo sciopero della fame, la cronologia

  • 9 aprile - Gabriele Del Grande viene fermato dalle autorità turche vicino al confine con la Siria. Il giornalista italiano sarebbe stato trattenuto perché privo del permesso stampa
     
  • 11 aprile - Fonti diplomatiche riferiscono che Del Grande, fermato durante un controllo di sicurezza nella provincia dell'Hatay, al confine sud ovest della Turchia, sarà espulso dal Paese
     
  • 14 aprile - Si viene a sapere che Del Grande è stato alloggiato in una guest house in attesa che siano pronti i documenti necessari al rimpatrio in Italia. Le sui condizioni non destano alcuna preoccupazione, riferiscono le autorità turche. Il rimpatrio, i cui tempi le fonti diplomatiche hanno definito incerti, avverrà non appena saranno sbrigate le procedure giudiziarie necessarie
     
  • 15 aprile - La Farnesina fa sapere che, secondo le autorità turche, Gabriele Del Grande "sta bene". Con una nota, il ministero degli Esteri fa sapere che, in stretto raccordo con l'ambasciata d'Italia ad Ankara e il consolato a Smirne, continua a seguire il caso "con la massima attenzione al fine di favorire una rapida soluzione della vicenda". Sta anche prestando "ogni possibile assistenza alla famiglia del connazionale, con la quale è in costante contatto"
     
  • 17 aprile - Il segretario generale e il presidente della Federazione nazionale stampa italiana (Fnsi), Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, esortano a "non abbassare la guardia e continuare ad 'illuminare' la sua vicenda sino a quando non sarà davvero rientrato in Italia", ricordando che da giorni il giornalista Gabriele Del Grande si trova in stato di fermo in Tuchia, sempre in attesa di essere rilasciato.
     
  • 18 aprile - Il blogger riesce a contattare per la prima volta la moglie e le annuncia l'inizio di uno sciopero della fame perché vengano rispettati i suoi diritti. "I miei documenti sono in regola ma non mi è permesso nominare un avvocato né sapere quando finirà questo fermo", riferisce.

18 aprile 2017 ©