Estero

La 'rivoluzione' biologica di Vanuatu: come l'arcipelago vuole combattere il junk food

di Cecilia Scaldaferri

Pesci, crostacei, frutti esotici: l'arcipelago di Vanuatu, nell'Oceano Pacifico meridionale, è un vero e proprio paradiso terrestre. Minacciato però dal junk food ('cibo spazzatura') importato. Le autorità hanno quindi deciso di imporre un bando per preservare le abitudini alimentari degli abitanti e la salute. Tra le 83 isole che compongono questa remota repubblica, la provincia di Torba è quella che guida l'iniziativa. L'obiettivo è arrivare a sostituire il cibo importato con prodotti locali e diventare la prima provincia interamente biologica entro il 2020.

La 'missione' di Padre Luc Dini

"Al momento abbiamo un'infiltrazione di junk food dall'estero: è facile cuocere noodle o riso ma non hanno praticamente valore nutrizionale e non c'è bisogno di mangiare cibo importato quando abbiamo così tanti prodotti locali biologici sulle nostre isole", ha spiegato Padre Luc Dini al Guardian, uno dei leader della comunità di 10mila abitanti - principalmente contadini - sparsi sulle due isole di Banks e Torres, nonché presidente del locale comitato per il Turismo.  

Solo cibo locale e biologico, nel mirino dolci e pesce in scatola

Nel mirino delle autorità di Torba ci sono riso, dolci, biscotti e pesce in scatola, tra i generi alimentari più diffusi sulle isole. "Siamo la privincia più isolata di Vanuatu e finora la nostra salute è stata piuttosto buona ma vogliamo continuare a essere sani", ha aggiunto, puntando il dito contro l'esempio di altre province che hanno "adottato una dieta occidentale" e dove le "ragazze sono carine ma quando sorridono si vedono i denti marci a causa dallo zucchero". 

Da qui, l'ordine impartito ai resort di servire solo e unicamente cibo biologico locale, con l'intenzione di introdurre una legislazione ad hoc nei prossimi due anni per mettere al bando le importazioni di cibo straniero. "Se si vuole vivere in un paradiso con i propri mezzi, allora si dovrebbe andare avanti con quello che si ha e vivere con la natura", ha sostenuto Padre Dini.


04 febbraio 2017 ©