Estero

I troll di 4chan: BuzzFeed ha ripreso la nostra bufala su Trump

di Francesco Russo

Roma - Il rapporto non verificato dell’intelligence Usa pubblicato da BuzzFeed sui rapporti tra Donald Trump e la Russia conterrebbe una bufala inventata dagli utenti del forum “Politically Incorrect” (/pol/) di 4chan, la colossale e frequentatissima messageboard (1) che, insieme all’ancora più estrema 8chan, è la fonte di tutti i maggiori fenomeni di internet degli ultimi anni.

Dai meme (2) più innocui come i ‘lolcats’ (3) o ‘rickrolling’ (4) a casi come il ‘Gamergate’ o il ‘Fappening’ del 2014, quando furono pubblicate online le foto osé hackerate di celebrità come Jennifer Lawrence e Kate Upton: è tutto nato su 4chan. E sarebbe nata su 4chan anche l’indiscrezione contenuta nel suddetto rapporto secondo la quale l’attuale presidente eletto, pochi giorni dopo un viaggio a Mosca di Barack Obama e signora, avrebbe affittato la suite del Ritz Carlton dove la coppia presidenziale aveva alloggiato e avrebbe reclutato alcune prostitute per urinare sul letto dove avevano riposato il presidente uscente e la sua first lady. I servizi segreti russi sarebbero in possesso di video che documenterebbero il bizzarro intrattenimento del magnate e potrebbero utilizzarli per ricattarlo, asserisce il presunto rapporto. E’ tutta una montatura e Cia e Fbi ci sono cascati con tutti i piedi, rivendicano oggi i troll che animano /pol/.



Posto che la veridicità del rapporto, inviato a BuzzFeed da una fonte anonima, è già di per sé dubbia, la vicenda è molto complicata da ricostruire per chi voglia cercare conferme, anche in virtù della natura estremamente “liquida” di 4chan, dove, soprattutto in board attive come /pol/, i thread vengono aggiornati al ritmo di decine di post al minuto e vengono chiusi dopo poche ore, gli utenti hanno tutti lo username ‘Anonymous’ e la funzione di ricerca è piuttosto rudimentale. In queste ore /pol/ brulica di discussioni che festeggiano il successo di questa nuova goliardata, mentre altri navigatori sostengono che la rivendicazione di paternità della bufala sia a sua volta una bufala, ovvero che questa volta 4chan non c’entri nulla. Il messaggio sul quale la comunità telematica si starebbe concentrando è questo:


I protagonisti
L’utente asserisce di aver inventato di sana pianta la faccenda delle prostitute e di aver poi contattato ​​

  • Rick Wilson, giornalista e consulente politico che fu tra i primi membri dell’establishment repubblicano a scagliarsi contro Trump, per girargli tali scottanti rivelazioni, spacciandole per vere e fingendosi un oppositore del magnate. Wilson, a sua volta, avrebbe passato le informazioni a
  • Ewan McMullin, ex 007 di orientamento neocon. I successivi anelli della catena,
  • JohnMc Cain. Proprio dallo staff del senatore repubblicano di peso ostile a Trump, le voci sarebbero giunte all’intelligence Usa, che insieme a ex agenti dei servizi segreti inglesi le avrebbero inserite nel presunto rapporto.

Verificare questa ricostruzione  richiederebbe un lungo e difficilissimo lavoro di ricerca e la lettura di decine di migliaia di post. E’ plausibilissimo si tratti di una bufala, come è plausibilissimo sia una bufala l’intera vicenda delle prostitute. La ‘pistola fumante’, secondo i vari Anonymous, sarebbe contenuta in una discussione dello scorso 1 novembre.


Mentre su Twitter prende sempre più piede l’hashtag ‘Golden Shower Gate’, Wilson si è nondimeno sentito costretto a pubblicare un’immediata smentita Smentita che giunge dopo aggiornamenti di stato di questo tenore: 

Il consulente, editorialista per testate del calibro di Politico e Daily Beast, afferma di non essere la fonte dietro la soffiata e sostiene che informazioni su rapporti economici tra Trump e Mosca erano già oggetto di dibattito sui media dal luglio 2015. Verissimo. Nello specifico, però, si sta discutendo delle voci sulla storia del Ritz Carlton. E, a tale proposito, Wilson sostiene che i primi rumor in questo senso risalgono all’estate 2016, ovvero mesi prima della discussione su 4chan di cui sopra, ammettendo quindi di essere venuto a conoscenza dell’indiscrezione da fonti riservate. Da un punto di vista puramente teorico, non è però affatto impossibile che un’ingessata talpa diplomatica possa trascorrere il suo tempo libero su 4chan per portare avanti una personale agenda. Dare per scontato il contrario, come fa Wilson, è quantomeno ingenuo.

Nei messaggi datati novembre si fa inoltre riferimento a una montatura già in corso da tempo. Il presunto contatto “anonymous” di Wilson gli avrebbe quindi girato le informazioni fasulle ben prima di novembre. 

Intanto, l’utente Twitter Nick Rochfort (@trsprudence) ha rivendicato la paternità della montatura, sostenendo di essere la fonte di Wilson, e ha annunciato di essere ora in contatto con i suoi legali, temendo conseguenze. 

Una vicenda in evoluzione e tutt’altro che chiara ma che, per quanto bizzarra possa apparire ai non addetti ai lavori (ovvero, quelli che su 4chan vengono definiti con sprezzo ‘normies’), non solo è plausibile ma ha anche dei precedenti. L’ormai celebre caso ‘Pizzagate’ era nato, ad esempio, da una discussione sulla board /pol/ di 8chan, brodo di coltura della cosiddetta “alt-right” (5) come e ancor più dell’omonimo forum di 4chan. Sulla base di alcuni fatti reali (i rapporti tra Bill Clinton e il miliardario pedofilo Jeffrey Epstein e la presenza del capo della campagna elettorale di Hillary Clinton, John Podesta, agli happening in salsa esoterica dell’artista Marina Abramovic), post dopo post, era stata sviluppata la storia della pizzeria di Brooklyn paravento di innominabili abusi nei confronti di minori, storia poi ritenuta vera da migliaia di persone, una delle quali, lo scorso 5 dicembre, si presentò armata nella sede del locale per “indagare”. In questi casi i confini tra trolling puro e semplice e azione politica è molto labile. E’, ad esempio, sulle board /pol/ che il meme di Pepe la rana è diventata lo stendardo dei suprematisti bianchi, gravitanti intorno a blog come ‘The Daily Stormer’ e ‘The Right Stuff’, che hanno dato un contributo alla popolarità telematica di Donald Trump il cui impatto concreto potrebbe essere stato superiore a quanto si creda.  E’ sulle board /pol/ che la vittoria del magnate alle presidenziali era stata salutata come un trionfo personale degli anonimi soldati della “guerra dei meme”. Alcuni di loro prendono la loro missione con estrema serietà, sono attivisti politici tout-court che hanno ringiovanito le frange più estreme della destra Usa. Altri pensavano semplicemente che le caricature neonaziste e Donald Trump presidente degli Stati Uniti fossero una cosa divertente, che faceva ridere su internet. E chissà che anche Nick Rochfort, qualora sia davvero lui la talpa dietro il documento pubblicato da BuzzFeed, non l’abbia fatto per il ‘lulz’ (6)

Per approfondire:


11 gennaio 2017 ©