Estero

Bruxelles "al free lance alibi dai tabulati telefonici"

Bruxelles - Un alibi basato sui tabulati telefonici: sarebbe questa la novita' che ha permesso a Faysal Cheffou, il trentenne giornalista free lance sospettato di essere "l'uomo col cappello" della strage all'aeroporto di Zaventem, di essere rilasciato dopo 24 ore dai magistrati belgi. Lo ha rivelato il suo avvocato, Olivier Martins. Cheffou, ha spiegato il legale all'emittente Rtbf, "ha fornito un alibi a livello di telefonia, affermando che era a casa sua al momento degli attentati" e "ha ricevuto delle chiamate".

15enne rivela, ecco come sono stato adescato dall'Isis 

Dall'esame del traffico telefonico e del cellulare di Cheffou sarebbero arrivati elementi "a sua discolpa", anche se il giornalista free lance resta indagato per terrorismo. L'avvocato, peraltro, ha affermato che il suo assistito si è dichiarato innocente e ha respinto tutte le accuse. "E' contro l'Isis e non ha alcun collegamento con i terroristi coinvolti nell'attentato", ha assicurato Martins.

La scarcerazione del sospetto e' stata criticata dai media e dallo stesso sindaco di Bruxelles, Yvan Mayeur, il quale ha ricordato che "questo personaggio e' venuto ad agitare i rifugiati e ha aggredito rappresentanti dell'Ong Medecins du Monde" e per questo ne aveva gia' chiesto in passato l'arresto.

Bruxelles, identificate 32 vittime, 55 feriti in terapia intensiva

Lunedi' era emersa la notizia di un passaggio in Italia dei terroristi delle stragi di Parigi e Bruxelles. Il kamikaze nella metro di Maalbeek, Khalid El Bakraoui, il 23 luglio aveva dormito a Treviso mentre era diretto ad Atene.

Bakraoui, ha rivelato Skynews24, avrebbe anche usato l'identita' di un ex calciatore dell'Inter, il belga-marocchino Ibrahim Maaroufi, per affittare una casa a Charleroi. Il primo agosto Abdeslam Salah, mancato kamikaze a Parigi, si era invece imbarcato a Bari per la Grecia e era poi passato dal capoluogo pugliese per tornare in Belgio.
In Francia resta agli arresti Reda Kriket, il francese di 34 anni fermato giovedi' scorso vicino a Parigi per il sospetto che pianificasse un attentato terroristico. Kriket avrebbe vissuto dal 2011 al 2014 nel distretto Ixelles, a Bruxelles, dove sarebbe entrato in contratto con l'imam-reclutatore Khalid Zerkani accettando di partire per la Siria. (AGI)
 


29 marzo 2016 ©
28/03/2016 20:44

Bruxelles - Contrariamente a quanto annunciato, l'aeroporto Zaventem di Bruxelles non riapre martedì, una settimana dopo la strage del 22 marzo che ha gravemente danneggiato la struttura. Per ora verranno solo effettuati dei test e delle simulazioni su larga scala e, nella "migliore dell'ipotesi", lo scalo riaprira' mercoledi' e solo al 20% delle sue capacita', con "40.000 passeggeri massimo al giorno". Si dovranno poi attendere "mesi" prima del ritorno alla normalita'. Lo ha annunciato l'Ad dello scalo, Arnaud Feist, in un'intervista al quotidiano economico-finanziario 'L'Echo', spiegando che la zona degli partenze dovra' "essere completamente ricostruita".
Domani si inizierannio i test con 'passeggeri' accolti da strutture temporanee, desk, al livello piu' basso, quello della pista, con l'aiuto di 800 volontari. "La nostra priorita' e' la sicurezza del personale e dei paseggeri" ha scandito Fest aggiungendo che solo "nello scenario ideale " sara' possibile riaprire l'aeroporto mercoledi'. Il tutto dopo che ci sara' stato il via libera di vigili del fuoco, polizia, forze armate e della direzione generale del trasporto aereo belga (Dgta).
Per Feist l'attentato di Bruxelles "portera' ad una revisione profonda delle misure di sicurezza in tutti gli scali europei".
Inizialmente, ha concluso l'Ad la preferenza sara' assegnata ai voli della locale Brussels Airlines (nata dalla ex Sabena fallita nel 2001 e della Virgin Express, ndr) , "perche' e' il nostro primo cliente" e poi saranno decise le altre compagnie. (AGI)
 

27/03/2016 21:34

L'Aia - La polizia olandese ha arrestato domenica sera a Rotterdam un cittadino francese di 32 anni, sospettato di essere affiliato all'Isis e di essere coinvolto nella preparazione dell'attentato terroristico. in Francia sventato giovedì scorso. L'operazione, ha spiegato il procuratore, e' stata condotta su richiesta di Parigi.e l'uomo sara' consegnato alla Francia "a breve". Il francese arrestato è considerato un complice di Reda Kriket, il terrorista ricercato da agosto arrestato giovedi' ad Argenteuil, vicino a Parigi, nella cui casa sono stati trovati esplosivi e fucili d’assalto che per gli inquirenti dovevano servire per un attentato imminente. Il 32enne era stato gia' fermato dalle autorita' francesi nel dicembre scorso con l'accusa di partecipazione a organizzazione terroristica. 

Non è stato precisato se il sospetto sia collegato alle stragi di Parigi o agli attentati sventati nei giorni scorsi in Francia. La polizia olandese ha arrestato anche altri tre sospetti, fra cui due uomini di 43 e 47 anni di origine algerina, e hanno condotto ulteriori perquisizioni nella zona. Durante il raid della polizia, due strade nella parte occidentale della citta' portuale sono state chiuse e parecchi edifici sono stati fatti evacuare "per la sicurezza dei residenti", ha spiegato la procura. L'Olanda ha drasticamente innalzato i livelli di sicurezza dopo gli attentati di martedì scorso a Bruxelles. In particolare, sono stati rinforzati i pattugliamenti di aeroporti e stazioni e i controlli ai confini. (AGI)

Poche ore prima a Bruxelles c'erano stati disordini alla cerimonia spontanea con cui i cittadini di Bruxelles hanno voluto ricordare le vittime delle stragi del 22 marzo. Alla manifestazione si sono infiltrati 450 hooligans vestiti di nero, ultrà di varie squadre di calcio ed estremisti di destra che erano arrivati in treno da Vilvorde.

Video di un membro dell'Isis di Anversa: "Parigi e Bruxelles erano solo delle prove"

 Centinaia di persone si erano riunite nella piazza della borsa di Bruxelles, alle spalle della Grand Place: "Non in nome dell'Islam" recitava uno striscione. "Questo (vivere a Bruxelles) è il nostro sogno" c'era scritto su un altro, tra un mare di bandiere di tutto il mondo, fiori e candele. Il tutto sotto lo sguardo vigile degli agenti e dei cecchini, schierati a decine a proteggerli. Ad un certo punto i 450 hooligan, molti già ubriachi, provenienti dalla stazione del Nord hanno marciato dietro uno striscione fin dentro la piazza dove sono stati isolati dalla polizia.

Il resto della folla ha risposto contestando gli estremisti e gridando "no all'odio", "Bruxelles multiculturale". La polizia è poi riuscita a far arretrare gli hooligan fuori dalla piazza con l'uso degli idranti e lacrimogeni, tra gli applausi della gente. Una decina di giovani è stata fermata. Gli ultrà scandivano slogan come "questa è la nostra casa" e "lo Stato e Daesh sono complici".

Il premier belga, Charles Michel, ha condannato "fermamente" l'irruzione degli hooligan: "Chiedo che venga rispettato questo momento di dolore per tutto il Paese, è del tutto inappropriato che alcuni manifestanti abbiano interrotto il momento di raccoglimento in piazza della Borsa a Bruxelles", ha detto. "Le persone - ha aggiunto - si riuniscono per trovare conforto, condanno fermamente ogni eccesso. Stiamo facendo, con la polizia, tutto quello che e' necessario per mandare a casa i manifestanti. Allo stesso tempo chiedo a tutti di mantenere il sangue freddo e di restare calmi, in modo che la polizia possa continuare il suo lavoro". 

Gli abitanti di Bruxelles, compresi numerosi stranieri, avevano deciso di manifestare nonostante la mancata autorizzazione delle autorità belghe, sfidando i terroristi di Isis per ricordare le vittime degli attentati di martedì scorso. Non c'è stata la marcia oceanica prevista ma in centinaia di sono riuniti nella piazza della borsa di Bruxelles, alle spalle della Grand Place. Intanto, dopo i disordini di piazza della Borsa, è stato cancellatol'omaggio alle vittime previsto per Pasquetta presso l'Atomium, nel parco dell'Heysel. (AGI)

20/01/2016 14:32

Roma - I terroristi sono tornati a colpire un'universita' a Peshawar, citta' teatro gia' nel 2014 di una strage in una scuola frequentata dai figli di alti ufficiali dell'esercito. Di seguito una lista dei piu' sanguinosi attacchi nel mondo che hanno preso di mira centri di istruzione.

- 14 aprile 2014: i terroristi islamici di Boko Haram prendono di mira un collegio a Chibok, nello Stato del Borno, in Nigeria. Fanno irruzione nella notte e rapiscono 276 studentesse. Alcune riescono a scappare, altre muoiono nella lunga marcia verso i campi del gruppo, in zone remote dello Stato nord-orientale. Nonostante la campagna internazionale per riportarle a casa e le ricerche lanciate dalle autorita' nigeriane, oltre 200 sono ancora nelle mani di Boko Haram, vendute al mercato o usate come schiave sessuali dai miliziani.

- 16 dicembre 2014: miliziani dei Tehreek-e-Taliban, i talebani pakistani, attaccano una scuola pubblica a Peshawar, in Pakistan, frequentata dai figli di alti ufficiali dell'esercito. Le vittime sono 145, tra cui piu' di 130 piccoli alunni sotto i 15 anni, e oltre un centinaio i feriti, di cui molti gravi. I talebani pakistani rivendicano la strage come ritorsione per l'offensiva dell'esercito pakistano nel Nord Waziristan.

- 2 aprile 2015: un commando di terroristi somali al-Shebaab fa irruzione nel campus universitario di Garissa, nel Kenya nord-orientale, uccidendo le due guardie all'ingresso. I miliziani entrano poi nel dormitorio, svegliano gli studenti e chiedono che religione professino, uccidendo i cristiani. Nella strage muoiono 150 persone, per la stragrande maggioranza giovani, e un'ottantina i feriti. (AGI) 

(20 gennaio 2016)

05/01/2016 22:17

Washington - Stretta di Obama contro "il flagello delle armi". Dopo un lungo braccio di ferro con il Congresso e con le lobby, che ha definito "ostaggio delle lobby delle armi", Barack Obama ha deciso di scavalcarlo, ricorrendo ai suoi poteri esecutivi. "Oltre 30.000 vite vengono spezzate dalle armi negli Usa ogni anno" e "siamo l'unico paese al mondo in cui le stragi avvengono con tale frequenza", ha detto il presidente Usa alla Casa Bianca. I repubblicani possono tenere il Congresso in ostaggio ma "non possiamo lasciare che l'America sia tenuta in ostaggio", ha tuonato Obama. "Le continue scuse per non intervenire - ha affermato - non sono più sufficienti".

Titolo Smith & Wesson vola in borsa, +18%. Si teme stretta sulla vendita di armi

Piange Barack Obama ricordando la strage dei bambini nella scuola di Newtown. "Mi infurio ogni volta che penso a quei bambini della prima elemenare". Il controllo sulle armi, ha detto, non contraddice il secondo emendamento della costituzione americana. Il presidente ha indicando la necessita' di agire "con urgenza" per salvare vite. "Non siamo qui per discutere dell'ultima sparatoria di massa ma per prevenire la prossima". Presente in sala anche Gabrielle Giffords, la parlamentare vittima di una sparatoria a Tucson nel 2011 e altri familiari di vittime. Obama ha ricordato la sparatoria nella quale è rimasta coinvolta la Giffords così come le altre recenti stragi, compresa l'ultima a San Bernardino, in California