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Si cerca secondo uomo nella metro di Bruxelles, circola identikit

Bruxelles - La polizia belga è alla ricerca di un secondo uomo sospettato di essere coinvolto nell'attentato alla metro a Bruxelles: lo hanno confermato fonti di polizia, dopo le indiscrezioni filtrate sulla stampa. E sui media belgi circola anche un identikit dell'uomo ricercato, identikit che pero' non e' confermato da fonti ufficiali: un'immagine ricostruita al computer di un volto con folte sopracciglia nere, lo sguardo accigliato e guance scavate. Fonti della polizia hanno confermato che nelle immagini delle telecamere di sicurezza della stazione della metro di Bruxelles si vede un uomo con una grande borsa vicino al kamikaze, Khalid el Bakraoui. Al-Bakraoui parla con l' uomo che però non entra con lui nella metro. Finora la procura belga aveva segnalato che c'era solo un uomo "in fuga", quello che appare nelle telecamere di sicurezza dell'aeroporto di Zaventem, vestito con una giacca di colore chiaro e un cappelletto accanto ai due kamikaze, identificati come Ibrahim (il fratello di Khalid) El Bakraoui e Najim Laachraoui. (AGI) 


24 marzo 2016 ©
24/03/2016 11:12

Bruxelles - E' stata rinviata al 7 aprile la prima udienza al tribunale di Bruxelles di Salah Abdeslam, l'unico fra gli autori degli attentati di novembre a Parigi ancora in vita. Lo ha ottenuto il suo avvocato, Sven Mary. L'udienza di convalida per la detenzione di Salah, arrestato a Molenbeek venerdi' scorso e detenuto nel carcere di massima sicurezza di Bruges, si sarebbe dovuta tenere questa mattina a Bruxelles, ma il legale si e' presentato da solo e ha ottenuto il rinvio. Mary ha anche detto ai giornalisti che lo aspettavano fuori dal tribunale che il suo assistito ha chiesto di "andare in Francia al piu' presto". Inizialmente, sembrava che Salah Abdeslam intendesse opporsi alla richiesta francese di estradizione.  "Salah Abdeslam, Abid A, e Amine Choukri, alias Alhaj Ahmed Monir, alias Ayari Soufien sono comparsi questa mattina davanti alla camera di consiglio di Bruxelles. Su richiesta della difesa dei tre accusati - si legge nel comunicato diffuso dal portavoce della procura federale Eric Van Der Sijpt - il caso e' stato rinviato al prossimo 7 aprile". (AGI) 

24/03/2016 10:22

Bruxelles- Salah Abdellam, l'unico terrorista sopravvissuto del commando del 13 novembre a Parigi, ha accettato il suo trasferimento in Francia: lo ha reso noto il suo avvocato, Sven Mary, arrivando all'udienza alla Camera di Consiglio di Bruxelles. Salah - ha aggiunto il legale - non sara' presente di persona all'udienza in cui i giudici dovranno decidere il prolungamento della sua detenzione, ma sara' estradato "il piu' presto possibile" verso la Francia. "E' un'ottima cosa", ha aggiunto l'avvocato.

Il legale non ha invece risposto alla domanda se il terrorista abbia smesso di collaborare: "Fa parte del segreto istruttorio, non posso fare comment". Il 26enne ex super latitante aveva cominciato a collaborare dopo il suo arresto, quando l'avvocato lo aveva descritto come pronto a rispondere a tutte le domande: aveva confermato di aver partecipato agli attentati del 13 novembre a Parigi, aveva confessato che si voleva fare "esplodere allo Stadio de France" ma che poi aveva fatto "marcia indietro". (AGI) 

24/03/2016 08:34

Bruxelles - C'era un secondo uomo a Bruxelles nell'attacco kamikaze nella metro, un uomo che accompagnava Khalid el Bakraoui: e' quanto risulta all'emittente RTBF. Khalid El Bakraoui - il 27enne fratello di Ibrahim, il kamikaze nell'aeroporto di Zaventem - si è fatto esplodere in un vagone della metro all'altezza della stazione di Maalbeek, a poche centinaia di metri dalle istituzioni comunitarie, causando almeno 20 morti e piu' di cento feriti. Ma secondo RTBF, insieme a lui, la mattina di martedì scorso, c'era anche un altro uomo che ha partecipato alla strage: è stato ripreso dalle telecamere di vigilanza con una grande borsa. Al momento però le autorita' non sanno ne' la sua identità, né se sia morto o se si sia dato alla fuga. (AGI) 

24/03/2016 08:22

Bruxelles - Ci potrebbe essere stata una delle due centrali nucleari del Belgio, quella di Doel nel nord o di Tihange nel sud-est, nel mirino dei fratelli Ibrahim e Khalid El Bakraoui, i kamikaze delle stragi di Bruxelles. L'indiscrezione della Derniere Heure, che cita fonti della polizia belga, conferma come quell'unica rete jihadista che ha colpito il 13 novembre a Parigi e martedi' scorso nella capitale belga puntasse a obiettivi ancora piu' eclatanti. 

Spunta secondo uomo nell'attacco alla metropolitana

Il quotidiano francofono sostiene che l'arresto la settimana scorsa a Molenbeek di Salah Abdeslam e del suo complice Amine Choukri potrebbe aver costretto i terroristi a ridimensionare i loro piani, in cui rientrava un attacco al programma atomico belga. I fratelli Ibrahim e Khalid El Bakraoui, due dei kamikaze di Bruxelles, avevano infatti piazzato una videocamera nascosta tra i cespugli davanti alla casa nelle Fiandre del direttore di un programma di ricerca e sviluppo nucleare, ha spiegato la fonte di polizia. La videocamera era stata recuperata da un furgone a fari spenti pochi giorni dopo le stragi di Parigi, a novembre, come mostrato dai filmati delle telecamere di sorveglianza. Il video di una decina di ore che riprendeva gli spostamenti del dirigente era stato scoperto dagli inquirenti in una successiva perquisizione a dicembre, quando fu arrestato Mohamed Bakkali.

La polizia ha in seguito collegato quelle immagini a possibili attacchi e così dal 17 febbraio sono stati schierati 140 militari e numerosi poliziotti attorno alle due centrali nucleari del Paese, rendendo più complesso attaccarle. Dopo gli attacchi di martedì, poi, è stata ordinata l'evacuazione dalle centrali di tutto il personale non indispensabile. "Ora sappiamo dove volevano arrivare, l'ampiezza degli attentati sarebbe stata molto maggiore se i terroristi li avessero potuti condurre in base ai loro piani", ha affermato una fonte di polizia, "la situazione è precipitata e si sono sentiti sotto pressione, hanno dovuto optare per gli obiettivi più facili". In Belgio ci sono due centrali nucleari attive, quella di Doel, nelle Fiandre vicino al confine con l'Olanda, e quelLa di Tihange, a sud-est di Bruxelles, che con i loro sei reattori in funzione forniscono la meta' del fabbisogno di energia elettrica del Paese. 

Da Parigi a Boston, i fratelli kamikaze della Jihad

Intanto continuano le ricerche dell'uomo con il cappellino e la giacca bianca che si vede insieme ai due terroristi nel video registrato dalle telecamere dell'aeroporto. Fino a questo momento sono tre i kamikaze identificati: Najim Laachraoui, sospettato di essere l'artificiere degli attentati di Parigi del 13 novembre, e i due fratelli El Bakraoui.  Ibrahim El Bakraoui, che insieme a Laachraoui si è fatto saltare in aria all'aeroporto, è l'uomo che si vede al centro del gruppo di tre persone nelle immagini dell'aeroporto. Mentre Khalid El Bakraoui è il kamikaze della metropolitana. 

Secondo i media belgi gli attacchi erano previsti per il giorno di Pasquetta, ma sono stati anticipati a causa della cattura di Salah Abdeslam e il timore che il super ricercato per gli attentati di Parigi svelasse i piani.

Una sorta di 'testamento' audio trovato nel computer di uno dei kamikaze, abbandonato in un cestino dell'immondizia, conferma che gli attentatori avevano fretta. All'aeroporto non sono mai arrivati altri 15 chilogrammi di esplosivo, trovati nell'appartamento di Schaerbeek, il covo dei terroristi, dove la polizia era arrivata ieri grazie al tassista che ha accompagnato i kamikaze all'aeroporto. In un cestino nei pressi dell'abitazione e' stato trovato il computer con il 'testamento'.  Ibrahim aveva lasciato un ultimo messaggio ritrovato nel computer recuperato poi dalla polizia nella spazzatura a Schaerbeek. Il 30enne esprimeva il suo smarrimento dicendo di essere "agitato, di non sapere cosa fare, di essere ricercato ovunque e di non volersi ritrovare in cella vicino a Salah Abdeslam". 

Chi sono i kamikaze

- Najim Laachraoui, 24 anni, è nato a Anderlecht ed era ricercato dal 4 dicembre. Fermato ai primi di settembre sotto la falsa identità di Soufiane Kayal in compagnia di Salah. E' stato identificato tramite il suo dna, che era sulle cinture esplosive usate al Bataclan e allo Stade de France a Parigi. 

 - Khalid El Bakraoui, il kamikaze della metropolitana, era nella lista dei più ricercati dell'Interpol. Lo rivela il New York Times, spiegando che la polizia internazionale aveva diffuso un "red alert", il più alto di una scala di 8 livelli di segnalazioni usati da Interpol, in pratica un mandato d'arresto internazionale, nei confronti dell'uomo, nato il 12 gennaio 1989. Khalid, oltre alla nazionalità belga, aveva un passaporto delle Bahamas. 

- Khalid Ibrahim El Bakraoui avevano 27 e 30 anni. Erano ricercati dalla polizia. Nell'ottobre 2010 Ibrahim fu condannato a 9 anni per avere sparato a dei poliziotti in Belgio con un kalashnikov. Nel febbraio 2011 Khalid fu condannato a 5 anni per furto d'auto e possesso di kalashnikov. Vivevano a Bruxelles e Khalid aveva affittato sotto falso nome un appartamento a Forest in rue du Dries 60. Ibrahim era stato arrestato in Turchia ed espulso il 14 luglio 2015: la questione rientra nelle querelle sulla falla nelle misure di sicurezza belghe, sottolineata da un intervento al veleno del presidente turco Recep Tayyip Erdogan poi smentito dalle stesse autorità di Bruxelles. Erdogan aveva sotenutoche la Turchia aveva "avvertito le autorità belghe che però lo liberarono perché sostennero che non avevano prove contro di lui", mentre il ministro della Giustizia belga Koen Geens ha chiarito che Ibrahim El Bakaraoui fu portato dalla Turchia in Olanda, e non in Belgio.

Dall'uomo col cappellino al messaggio-testamento, i misteri di Bruxelles

Le stragi di Bruxelles sono state pianificate direttamente a Raqqa, capitale del sedicente Stato Islamico. E' quanto rivela in esclusiva il quotidiano israeliano Haaretz, secondo cui i servizi segreti belgi, così come altre intelligence occidentali, avevano indicazioni precise in merito al rischio di attentati all'aeroporto della capitale belga e altre informazioni su probabili attacchi alla metropolitana. Intanto il bilancio delle vittime continua a crescere: sono ora 32, fra cui una funzionaria italiana dell'Unione europea.

Il commando progettava qualcosa di ancora più devastante, ma un fraintendimento del call center dei taxi ha inviato all'indirizzo fornito dai terroristi una semplice berlina e non un veicolo più capiente. La ridotta capacita' del bagagliaio non ha permesso di caricare a bordo altre cariche esplosive. La procura ha confermato il ritrovamento nell'appartamento di 15 chili di esplosivo perossido di acetone (Tatp) con 150 litri di acetone, 30 litri di acqua ossigenata e una valigia piena di chiodi, viti e altro materiale per confezionare ordigni. 

Ministro francese lamenta approccio 'naif' dei belgi, è bufera

 (AGI)