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Cinque uomini uccisi in raid polizia al Cairo "Sono i killer di Regeni"

Il Cairo - Il Cairo rilancia la pista della criminalità organizzata sull'omicidio del ricercatore italiano Giulio Regeni.  La polizia egiziana e' convinta di avere ucciso oggi i quattro responsabili dell'omicidio di Giulio Regeni. Il ministero dell'Interno del Cairo, a sostegno di questa tesi, afferma che il portafoglio di Giulio Regeni con i suoi documenti e' stato trovato in un appartamento delle persone uccise oggi dalle forze di sicurezza egiziane. I quattro uomini uccisi farebbero parte di una banda specializzata nel rapimento di stranieri.

La notizia è stata riportata dal quotidiano filo-governativo Al Watan, secondo cui i sequestratori uccisi sarebbero "legati al delitto" del giovane ricercatore. I cinque provenivano dal governatorato di Sharqiyya (delta del Nilo) e da Shubra El-Khema, a nord del Cairo. La banda agiva utilizzando uniformi della polizia. A prova dell'uccisione dei cinque presunti criminali i media egiziani hanno anche diffuso diverse fotografie. L'operazione sarebbe avvenuta nell'area di Shobra al Khaimah nel governatorato del Delta del Nilo. Il responsabile dell'ufficio stampa del ministero dell'Interno, capitano Mohamed al Folly, ha però negato la notizia, sottolineando che sarebbe solo "una speculazione dei media". Tuttavia altre fonti, chiedendo l'anonimato, confermano in parte l'articolo pubblicato da al Watan, sottolineando di avere ancora riserve sulle conclusioni cui giunge il quotidiano, in particolare riguardo ad eventuali legami fra i cinque uccisi e l'omicidio Regeni.

La notizia è stata comunicata dalla polizia locale anche al team investigativo italiano che da più di un mese si trova al Cairo per seguire le indagini sul delitto del 28enne friuliano. Il pm Sergio Colaiocco, che la scorsa settimana assieme al capo della Procura di Roma Giuseppe Pignatone ha incontrato il procuratore generale della Repubblica araba d'Egitto Nabil Ahmed Sadek, è in attesa ora di acquisire informazioni ufficiali da parte delle autorità giudiziarie egiziane. (AGI) 


24 marzo 2016 ©