Estero

A Bruxelles un alunno su 3 non è andato a scuola

Bruxelles - A Bruxelles un alunno su tre non e' andato a scuola all'indomani delle stragi all'aeroporto e nella metro. Lo ha riferito il ministro del'Istruzione belga, Joelle Milquet, spiegando che nei vari istituti si e' registrato un tasso di assenze che va dall'8% al 45%. Il ministro ha osservato che si tratta di un fatto comprensibile, sia per la paura che per i problemi legati ai trasporti pubblici, e ha assicurato che le assenze non verranno contabilizzate dalle scuole. (AGI) 


23 marzo 2016 ©
23/03/2016 17:26

Roma - "Abbiamo aumentato la presenza" di forze dell'ordine e "c'è allo studio l'implementazione dei contingenti militari. Vedremo quello che il governo ci metterà a disposizione". Lo ha detto il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, all'indomani degli attentati di Bruxelles. "Le parole di ieri del presidente del Consiglio e del ministro dell'Interno non possono che essere indicative di una attenzione che verrà confermata dagli atti che verranno assunti in queste ore. La capitale è più attenzionata rispetto ad altre città d'Italia - ha assicurato il prefetto Gabrielli - se non altro per il numero delle forze in campo: nessun'altra città italiana ha un dispositivo così importante, in un territorio così vasto e con così tante persone che lo frequentano". Rispondendo ai giornalisti, Gabrielli ha affermato che "in una stazione come Termini, che muove ogni giorno 500mila persone, non si può pensare di effettuare controlli singoli con il metal detector, e i controlli o si fanno o non si fanno. Questi signori ci hanno insegnato, inoltre, che gli attentati vengono fatti prima e non dopo i controlli", ha aggiunto Gabrielli, "come è avvenuto ieri o quattro mesi fa all'esterno dello Stade de France a Parigi". Il prefetto ha ribadito che "siamo dentro a una minaccia e lo stiamo dicendo da tempo, non ci sono segnali di progetti terroristici specifici ma questo non significa che dobbiamo stare tranquilli. Dobbiamo vivere la nostra vita perché il modo per sconfiggere questi signori è fare esattamente questo", ha spiegato Gabrielli, assicurando che "gli apparati stanno mettendo in campo uno sforzo importante". Tuttavia, ha osservato il prefetto, "in una città come Roma, con innumerevoli luoghi di aggregazione che non sono solo le metropolitane o gli aeroporti, non si possono fare previsioni particolari: dobbiamo capire che queste persone non seguono i nostri calendari o le nostre preoccupazioni ma gestiscono i loro comportamenti in base a quello che è il loro obiettivo, cioè creare terrore, e il terrore si crea colpendo in maniera indiscriminata". "Dobbiamo accettare l'idea - ha detto ancora Gabrielli - che questi fenomeni non avranno un tempo limitato e, come quella degli Anni di piombo, sono stagioni lunghe che comportano dei prezzi importanti". Per il prefetto, "Tutte queste vicende ci insegnano che, piu' che sugli effetti, dobbiamo lavorare sulle cause, soprattutto sull'aspetto culturale e sull'integrazione", ha aggiunto Gabrielli, perché "ricette a breve termine per eventi così complicati e complessi io non ne riesco a vedere". (AGI) 

23/03/2016 17:01

Bruxelles - Sono 300.000 gli italiani residenti in Belgio registrati all'Aire, 30.000 dei quali vivono a Bruxelles, di cui rappresentano la terza comunità straniera dopo marocchini e francesi. Solo nella Commissione europea lavorano quotidianamente 3.858 italiani, il 12% del personale dell'esecutivo comunitario, a cui si aggiungono i 692 del Parlamento europeo e qualche centinaio al Consiglio, oltre ai numerosissimi stagisti. Ci sono poi gli italiani di seconda o terza generazione, cittadini belgi nati da italiani immigrati come Elio di Rupo, l'ex premier belga ora leader del Partito socialista e sindaco di Mons, i cui genitori arrivarono nel 1947 dall'Abruzzo. C'e' anche una pagina Facebook, "Italiani a Bruxelles", con oltre 18.000 iscritti e che in questi giorni e' un po' il termometro degli umori dei connazionali che vivono nella capitale belga dopo le stragi dell'Isis.

"Ho paura a uscire di casa, ad andare al lavoro, a prendere anche solo il tram", scrive Akire. "Ciao a tutti. Sono alla ricerca di una stanza dove andare a vivere dal primo aprile", chiede Annarita, che nonostante tutto a Bruxelles intende venirci e incarna la "resilience", quella capacita' di resistere e andare avanti che i giovani italiani all'estero hanno gia' dimostrato dopo la strage del pullman in Catalogna. Dei 18.445 iscritti molti sono gia' a Bruxelles, altri, come Annarita, arriveranno. Una piccola ma conosciuta comunita' che non fa che parlare di quanto avvenuto all'aeroporto e nella stazione di Maalbeek. La bacheca e' intasata di messaggi di persone che chiedono informazioni su come tornare in Italia, se qualcuno sa quando verra' riaperto il traffico aereo a Zaventem. La comunita' italiana si da' una mano come puo', in questi momenti. ItaLietta, nick-name di uno degli amministratori, ha creato un unico post con link annesso per quanti vogliono partire in questi giorni in auto, via car-sharing. C'e' una parte di Italia, a Bruxelles, incredula, ma che si fa coraggio: "Non bisogna farsi prendere dalla paura": e' Yuri, che lascia un messaggio ad Akire, l'iscritta che trema all'idea di uscire di casa. Probabilmente non si conoscono e non si sono mai visti, ma la difficolta' li unisce. Storie piccole e grandi, racchiuse in brevi post o lunghi sfoghi. E' l'Italia non ufficiale, ma comunque presente. E' qui che si apprende delle ricerche di Patricia Rizzo, funzionaria italiana che lavorava per un'agenzia legata alla Commissione europea e che potrebbe figurare tra le vittime delle stragi. (AGI) 

23/03/2016 16:02

Bruxelles - Bufera sul ministro delle Finanze francese, Michel Sapin, che aveva lamentato un approccio "naif" delle autorita' belghe di fronte alle "comuni" di estremisti formatesi in alcuni quartieri di Bruxelles. "Penso" aveva dichiarato all'emittente Lci poche ore dopo le stragi nella capitale belga, "che vi sia stata una volonta' o mancanza di volonta' da parte di certi responsabili politici, forse per favorire una buona integrazione ma forse anche per un certo approccio naif, di lasciare che queste 'comuni' si sviluppassero". Dopo una raffica di critiche dal Belgio e dalla stessa Francia, e' intervenuto il premier francese, Manuel Valls, che ha indirettamente redarguito il suo ministro invitando a "fare attenzione" a non apparire divisi sulla lotta al terrorismo. "Non voglio dare lezione ai nostri amici belgi", ha dichiarato a France 1, "anche noi abbiamo interi quartieri sotto il controllo di narcotrafficanti ed estremisti".

Su Sapin si era abbattuta un'autentica tempesta di critiche: "Di fronte a un popolo che soffre", lo aveva bacchettato la vice-presidente del Partito socialista belga, Laurette Onkelinx, "c'e' bisogno di solidarieta' e non di gente che impartisce lezioni". Di parole "vergognose" ha parlato l'ex ministro per le Aree urbane francese Francois Lamy, socialista, mentre la deputata socialista francese Chantal Guitet ha osservato che e' facile dare giudizi "stando a bordo campo". Sapin si e' poi giustificato per quello che ha definito un "malinteso", spiegando di aver solo voluto parlare "in generale sul terrorismo" e ribadendo "tutta la solidarieta'" al Belgio in un messaggio al collega Johan Van Overtveldt. (AGI) 

23/03/2016 14:43

Bruxelles -Le stragi di Bruxelles cambiamo anche i programmi dello sport: l'amichevole tra le nazionali di calcio di Belgio e Portogallo, in programma martedi' prossimo allo stadio re Baldovino della capitale belga, e' stata spostata a Leiria, in Portogallo, per motivi di sicurezza. Lo ha reso noto la federcalcio belga che ha ringraziato la federazione lusitana per essersi adoperata per trovare una soluzione in questa emergenza. La gara si disputera' nello stesso giorno e nello stesso orario previsto, le 20,45. La nazionale belga si allenera' nel pomeriggio allo stadio re Baldovino, a porte chiuse. (AGI)