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Torna #oradellaterra, 60 minuti buio per salvare il pianeta - FOTO

Roma - Dalla Nuova Zelanda alle Hawaii, oggi le luci si spegneranno per 60 minuti in 178 Paesi per creare una "ola mondiale di buio" lunga un giorno: torna infatti l'appuntamento del WWF #oradellaterra che invita tutti alle ore 21.10 locali a spegnere la luce e ad accendere le candele per sensibilizzare le coscienze sul problema dei cambiamenti climatici. L'anno scorso all'Earth Hour hanno preso parte oltre 7.000 città e regioni del mondo, coinvolgendo oltre due miliardi di persone e centinaia di imprese.

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Quest'anno l'evento, giunto alla sua decima edizione, ha numeri da record: aderiranno ben 366 luoghi o monumenti simbolo in 178 Paesi, tra cui l'Empire State building di New York, l'Opera House di Sydney, la Torre Eiffel a Parigi, il Kourou space centre nella Guyana francese (sede del centro di lancio europeo di missili spaziali) e Taipei 101, il quinto grattacielo più alto del mondo. In Italia hanno aderito finora oltre 200 tra comuni e palazzi storici, dal nord al sud: dal Maschio Angioino a Napoli, fino alla scalinata del Pincio a Bologna, all'Arena di Verona, e al Castello Sforzesco a Milano. A Roma, invece, resterà al buio la Fontana di Trevi, con tanto di 'spegnitorè ufficiale: Piero Angela.

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Il monumento si colorerà poi 'virtualmentè grazie al lighting designer, Claudio Berettoni, attraverso un sistema di proiezioni a led alimentate esclusivamente ad energia solare, con i colori del pianeta terra. Sempre nella capitale si spegneranno anche la Basilica di San Pietro, il Quirinale e il Colosseo, insieme alle facciate di alcuni palazzi delle istituzioni: Palazzo Montecitorio, sede della camera dei Deputati, Palazzo Madama, sede del Senato.

Tra i volti noti che aderiscono alla campagna anche Marco Mengoni, Neri Marcorè, Nicolo' Fabi, Vittorio Brumotti, Lisa Casali. Scende in campo anche lo sport con un invito a diventare 'campioni del climà che arriva dalla Federazione Italiana Rugby e dalla Nazionale Azzurra, le squadre di calcio della Lega B e del basket con Lega Basket.

Sarà merito di iniziative come l'ora della terra o dell'inverno più caldo di sempre, ma gli italiani sembrano aver sviluppato una coscienza verde. Stando a uno studio del WWF svolto dall'istituto GfK, infatti, "il cambiamento climatico viene oggi percepito dalla stragrande maggioranza degli italiani come uno dei più gravi problemi ambientali, al pari dell'inquinamento dell'aria e delle acque. Il 73% lo considera un problema "molto grave", percentuale che sommata a quella di chi lo considera "abbastanza grave" arriva al 94%".

E il timore accomuna generazioni e casacche politiche: "è sentito dagli elettori di tutti gli schieramenti politici e trova accentuazione tra gli studenti della scuola secondaria - probabilmente sensibilizzati al tema dai loro insegnanti - e tra gli adulti di età compresa tra i 45 e i 54 anni che sono evidentemente testimoni diretti dei cambiamenti in atto. L'88,5 per cento degli intervistati ritiene che il cambiamento climatico sia dovuto alle attività umane, e solo una ristretta minoranza (6%) ritiene che non vi sia correlazione tra questo fenomeno e l'azione dell'uomo. Anche per questo aspetto i più convinti sono i giovani tra i 14 e i 24 anni".

Non solo: secondo lo studio, gli italiani sono pronti a rimboccarsi le maniche: "c'è un'elevata disponibilità a cambiare le proprie abitudini per favorire la riduzione dei gas serra, complessivamente l'85%. Infatti per più di un terzo si tratta di una disponibilità accentuata (36% molto o moltissimo), per quasi la metà (49%) di una disponibilità più contenuta (abbastanza) ma comunque orientata in positivo. La disponibilità a modificare i propri stili di vita e di consumo risulta maggiore tra le fasce maggiormente scolarizzate". (AGI) 


19 marzo 2016 ©