Estero

Libia: Isis prepara attacco a Mezzaluna petrolifera

Tripoli - L'Isis starebbe preparando un nuovo attacco contro la Mezzaluna petrolifera libica. Secondo quanto riferiscono fonti di Ben Giauad, villaggio controllato dall'Isis situato a 120 chilometri daSirte, al sito informativo locale "al Wasat", i jihadisti stanno radunando uomini e mezzi per attaccare i siti petroliferi di al Sidra e di Ras Lanuf, che distano solo 40chilometri da Ben Giauad. Altri combattenti sarebbero statiposizionati a nord di Ben Giauad e ad al Nawafiliya, conmezzi carichi di armi pesanti. Lo scorso gennaio il sedicente "califfato" ha lanciato diversi attacchi contro i giacimenti e terminal di petrolio, tutti respinti dalle guardie tribali poste a difesa dei siti. Da diversi giorni le milizie poste a protezione dei siti petroliferi e gasiferi della Libia hanno intensificato i pattugliamenti in vista di nuovi attacchi da parte dell'Isis. Dopo l'attacco compiuto tre giorni fa al sito di al Sariri e a quello di al Shula, nel profondo sud Cirenaica, le milizie della zona hanno deciso di coordinarsi e di aumentare lo stato d'allerta. Nuove forze sono state inviate in particolare ad al Sidra (nella Cirenaica, a pochi chilometri dall'avamposto jihadista di Ben Giauad) ed e' stato aperto un posto di blocco lungo la strada che collega i vari siti petroliferi per avvistare eventuali movimenti da parte dei terroristi. (AGI) 


17 marzo 2016 ©
24/02/2016 11:06

Tripoli - "Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur",  mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata: si potrebbe ricorrere a una metafora delle guerre puniche per descrivere il caos in cui sta sprofondando ogni giorno di piu' la Libia. In questo caso Roma sarebbe Tobruk, il cui Parlamento ha nuovamente rinviato, a lunedì prossimo, il voto di fiducia al nuovo governo di riconciliazione nazionale del premier incaricato Fayez al Sarraj. E la Sagunto è Sabrata, la città della Libia nord-occidentale in cui sono entrati 200 miliziani dell'Isis mentre i soldati locali erano impegnati in un’altra operazione. Secondo fonti locali i jihadisti hanno occupato per tre ore il quartier generale della sicurezza e nei combattimenti ci sono stati 16 morti. Testimoni oculari hanno riferito di bandiere nere con la Shahada, la professione di fede islamica, nel centro della cittadina libica e sui palazzi del potere come la stazione di polizia, la centrale elettrica e l'ospedale.Poi l'intervento dei miliziani islamicio di Alba libica arrivati da Tripoli che hanno cacciato i jihadisti dalla città,

Sabrata, che ospita un sito archeologico inserito dal 1982 nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, dista appena 70 chilometri da Tripoli ed è il punto più occidentale raggiunto dai fondamentalisti, già radicati a Derna e, dal giugno scorso, a Sirte.

Le Monde, operazioni clandestine della Francia contro l'Isis 

Intanto martedì, dopo oltre due mesi di estenuanti trattative e passi falsi, c'è stata l'ennesima fumata nera per il governo di riconciliazione nazionale libico. Il Parlamento di Tobruk ha infatti rinviato il voto di fiducia per mancanza del numero legale dopo uno scontro fra i deputati sul sistema di voto da usare (i favorevoli chiedevano il voto segreto, i contrari l'alzata di mano) e il nuovo appuntamento è stato fissato per lunedì prossimo, 29 febbraio. Un gruppo composto da 100 deputati del Parlamento filo-occidentale di Tobruk ha annunciato ufficialmente il proprio sostegno al governo di riconciliazione nazionale. Resta il no dei parlamentari che sostengono il generale Khalifa Haftar.

Gentiloni, abbiamo bisogno di un interlocutore di governo

Le truppe di Haftar, ex alto ufficiale del regime di Muhammar Gheddafi, avanzano sempre più verso Bengasi, da tre direttrici. Per il terzo giorno consecutivo hanno guadagnato terreno sia nella zona di al Laithi, sia in quella di Bouatna sia a Sidi Faraj. Martedì i soldati hanno attaccato la zona di al Sabri nel centro cittadino con le armi pesanti in preparazione di un assalto finale. Si registra inoltre una fuga nelle prime ore di questa mattina dei miliziani dello Stato islamico dalle loro postazioni. Il ministero degli Esteri del governo di salvezza libico di Tripoli, non riconosciuto dalla comunita' internazionale, ha condannato in una nota le operazioni militari condotte da Haftar a Bengasi e Agedabia nei giorni scorsi. Il ministro degli Esteri, Ali Bouzakuk, ha affermato che "queste operazioni non sono nell'interesse del paese e non portano alla stabilita', ma mirano a far fallire una soluzione politica della crisi rafforzando le divisioni nel paese". L'inviato dell'Onu per la Libia, Martin Kobler, ha chiesto "un cessate il fuoco a Bengasi per porre fine agli scontri e ricostruire la citta'". In un'intervista concessa al sito informativo libico "al Wasat", il diplomatico tedesco ha spiegato che "la priorita' e' quella di porre fine ai combattimenti in citta' per migliorare le condizioni di vita dei civili, mentre dall'altra parte e' necessario che si stabilisca il governo di riconciliazione nazionale

 

 

11/12/2015 07:46

Londra - La Libia si conferma sempre di piu' ogni giorno che passa l'eventuale rifugio del 'piano B' di Isis in caso di caduta di Raqqa in Siria. Dalla loro roccaforte di Sirte le forze del 'Califfato' si sono spinte ad est verso Agedabia ma il vero colpo l'hanno messo a segno ieri conquistando il sito archeologico e la città di Sabrata a soli 70 chilometri ad ovest di Tripoli, e a 30 dal confine con la Tunisia. A bordo di 30 pick-up armati di mitragliatyrici pesanti e lancia granate Rpg i jihadisti hanno fatto irruzione nella città costiera dopo che tre dei loro uomini erano stati catturati mercoledi da una milizia rivale. Mai Isis si era spinta così ad ovest, sottolinea il Times, ad oltre 430 chilometri da Sirte. Sabrata è uno dei gioielli archeologici libici insieme alla piu' nota Leptis Magna. Sabrata, riportata alla luce nel 1920 dagli archeologi italiani diretti da Renato Bartoccini, è stata riconosciuta dall'Unesco dal 1982 patrimonio del'umanita. C'è il terrore che possa fare la fine di Palmira in Siria, che gli uomini di Abu Bakr al Baghdadi hanno in parte distrutto. Prima l'hanno conquistata a metà maggio, masssacrando una trentina di soldati di Bashar Assad per poi uccidere l'anziano archeologo 82enne, Khlaed Asaaad, che ne era il custode. Poi da fine agosto hanno iniziato una sistematica opera di distruzione facendo saltare in aria i templi e le vestigia piu' preziose. Sabrata fu fondata dai Fenici di Tiro nel V secolo a.C. e poi conquistata dai romani. Il monumento più noto è il teatro romano, praticamente intatto, realizzato tra il II ed il III secolo, con lo spettacolare muro di scena che ha ben tre piani di colonne di marmo sovrapposte. (AGI)

11 dicembre 2015