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Sparatoria Bruxelles, rilasciati i fermati. Caccia ai due fuggiaschi

Bruxelles - Alla vigilia di un importante vertice europeo dedicato alla spinosa questione dei migranti, Bruxelles ripiomba nell'incubo terrorismo. Due sospetti jihadisti sono riusciti a scappare durante l'operazione antiterrorismo franco-belga condotta martedì nella capitale: è caccia all'uomo e sono "attivamente ricercati". Il premier, Charles Michel, ha invitato la popolazione alla calma, confermando pero' che il livello di allerta viene mantenuto a 3 su 4. "La minaccia è presente e il governo ne è consapevole", ha affermato in conferenza stampa. Intanto, ha fatto sapere la procura belga, sono stati rilasciati senza accuse i due fermati nell'ambito della sparatoria scaturita ieri a Forest, quartiere periferico di Bruxelles. Si tratta di un uomo recatosi in ospedale con una gamba rotta e di un'altra persona trattenuta in seguito a una perquisizione compiuta a Neerstalle.

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Martedi' alle 14:15 quella che si presentava come una perquisizione quasi di routine nell'ambito dell'inchiesta sugli attentati di Parigi si è rapidamente trasformata. Sei poliziotti, quattro belgi e due francesi, si sono presentati alla porta di una casa forse utilizzata per la preparazione della strade del 13 novembre scorso: un appartamento ritenuto 'freddo', ovvero nel gergo della polizia non più occupato, a rue Dries un quartiere densamente popolato vicino la stazione meridionale a Forest. Ma al momento di aprire la porta, "almeno due persone con una pistola e un kalashnikov hanno aperto il fuoco sulla polizia". Ne e' seguito un breve ma intenso scambio a fuoco. "Solo grazie alla professionalita' degli agenti e' stato evitato il peggio", ha detto Eric Van Der Sypt, il magistrato che conduce l'inchiesta. Il terrorista ucciso e' un algerino nato il 9 luglio 1980, Mohamed Belkaid, residente illegalmente in Belgio; finora era noto alle autorità per una "semplice rapina" commessa nel 2014: è stato "neutralizzato" da un cecchino delle forze speciali "quando si apprestava a sparare da una finestra". Nel covo la polizia ha trovato undici caricatori di kalashinikov, ma non esplosivo. Due persone sono riusciti pero' a darsi la fuga.

Nella notte, mentre proseguivano le perquisizioni in varie abitazioni, sono stati arrestate due persone la cui implicazione nei fatti non è ancora chiarita. Uno di loro è entrato in ospedale "con una gamba rotta": si è presentato all'ospedale di Halle, poche ore dopo la sparatoria, ed è stato ricoverato. La persona, di cui non sono stati rivelata l'identità, era accompagnata da un uomo che però si è subito dato alla fuga. 

Giallo su un uomo ferito e ricoverato in ospedale

La procura belga ha confermato che nell'irruzione nell'appartamento sono rimasti lievemente feriti tre agenti, uno dei quali francese; un quarto, un belga, è rimasto ferito "leggermente alla testa" qualche ora più tardi, quando l'operazione è proseguita con l'assedio all'appartamento. Le condizioni di nessuno di loro però destano preoccupazioni tutti in modo non grave. (AGI) 

 

 

 

 


16 marzo 2016 ©
16/03/2016 11:59

Bruxelles - La procura belga ha reso noto che una persona ferita a una gamba è stata ricoverata all'ospedale di Halle, poche ore dopo la sparatoria avvenuta a Forest, un quartiere di Bruxelles, tra terroristi e forze speciali.

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La persona, di cui non sono stati rivelati dettagli, non è stata ancora ascoltata dagli investigatori, mentre chi lo ha accompagnato all'ospedale si è dato alla fuga. (AGI)

16/03/2016 11:38

Roma - Finisce la caccia all'uomo in Belgio: arrestati i due fuggitivi, protagonisti della sparatoria di ieri a Forest, quartiere di Bruxelles. Lo scrive il quotidiano belga 'Le Derniere Heure'. La procura belga non ha confermata la notizia dell'arresto ma è attesa a Bruxelles una conferenza stampa. Secondo il sito web VTM Nieuws, un sospetto terrorista è stato arrestato la scorsa notte, proprio a Forest; l'altro stamane. Una fonte giudiziaria ha riferito a De Standaard che effettivamente ci sono stati due fermi, ma che per il momento non è chiaro se abbiamo legami con la sparatoria a Forest.

Ieri pomeriggio quella che si presentava come una perquisizione di routine nell'ambito dell'attacchi di Parigi si è rapidamente trasformata in una sparatoria. Nel mirino degli investigatori francesi e belgi, c'era una casa che si ritiene sia stata utilizzata per la preparazione degli attentati del 13 novembre scorso: un appartamento ritenuto 'freddo', ovvero nel gergo della polizia non più occupato, a rue Dries un quartiere densamente popolato vicino la stazione meridionale a Forest. Ma quando gli agenti hanno sfondato la porta dell'appartamento con un ariete sono finiti sotto il fuoco degli occupanti. Nella sparatoria sono rimasti feriti quattro agenti, tra i quali una donna; di essi solo due rimangono in ospedale ma in condizioni grave.Nel conflitto a fuoco è morto un sospetto terrorista - non si tratta del presunto 'cervello' della strage di Parigi, Salah Abdeslam - mentre altri due si sono dati alla fuga sui tetti. Secondo la stampa locale potrebbe trattarsi dei fratelli Khalid e Ibrahim El Bakraoui, entrambi ricercati per terrorismo e crimini comuni (rapine). 

(AGI)

08/01/2016 21:48

Roma - Tre giubbotti da kamikaze, tracce di esplosivo e le impronte digitali di Salah Abdeslam, principale latitante ancora ricercato in relazione agli attacchi terroristici del 13 novembre scorso a Parigi. Secondo quanto reso noto da fonti della Procura Federale belga, e' cio' che la polizia ha trovato in un appartamento di Bruxelles, nel sobborgo di Schaerbeek, nel corso di una perquisizione risalente al 10 dicembre. Anche per tale motivo le autorita' hanno stabilito di mantenere ulteriormente in vigore lo stato di allerta in Belgio, proclamato all'indomani delle stragi parigine, e di confermarlo al livello 3 su una scala di 4 gradi.

Il procuratore federale Frederic van Leeuw aveva comunque gia' indicato il 15 gennaio prossimo come scadenza del periodo potenzialmente piu' critico, seppure sul piano "simbolico", coincidendo con il primo anniversario dello smantellamento della cellula jihadista di Verviers, presso Liegi. Il 26enne Salah, che nel frattempo sarebbe riparato in Siria, avrebbe preso in affitto l'abitazione da un individuo sospettato di complicita', attualmente in custodia. Un vero e proprio covo-laboratorio, dove i membri della cellula jihadista guidata da Abdelhamid Abaaoud avrebbero fabbricato le cinture esplosive poi usate nella capitale francese. "La Procura Federale ha confermato la scoperta di materiale per la preparazione di ordigni e tracce di Tstp (perossido di acetone, un esplosivo altamente instabile utilizzato il 13 novembre; ndr) durante una perquisizione il 10 dicembre", si legge in un comunicato. "L'appartamento e' stato affittato sotto falso nome, che potrebbe essere stato impiegato da una persona attualmente indagata", prosegue la nota. Rilevata altresi' un'impronta digitale di Salah, ma non e' ancora chiaro se sia anteriore o successiva ai massacri del 13 novembre. "Abbiamo trovato l'impronta ma non abbiamo idea di quando sia stata lasciata", ha precisato il portavoce degli inquirenti, Eric van der Sypt. "Puo' darsi che Abdeslam sia andato nel nascondiglio per prendere una cintura prima degli attacchi, o puo' darsi che sia tornato dopo. Credo che siano possibili entrambe le opzioni", ha aggiunto il portavoce.

Van der Sypt non ha invece voluto commentare alcune notizie circolate sui mass media belgi, secondo cui l'appartamento era stato setacciato e ripulito dopo gli attacchi, dettaglio che spiegherebbe perche' e' stata trovata un'impronta di un'unica persona, e che indicherebbe come il covo sia servito da rifugio ad Abdeslam anche in seguito, durante la fuga. Subito dopo la carneficina, il super-ricercato si fece aiutare da due amici, Mohamed Amri e Hamza Attou, che lo prelevarono nella notte a Parigi e lo riportarono a Bruxelles la mattina seguente. Da allora si sono perse le sue tracce mentre gli 'autisti' sono stati arrestati. Frattanto l'Ocam, il centro di coordinamento anti-terrorismo che dipende dai ministeri della Difesa e dell'Interno belgi, ha avvertito che il pericolo di un attentato rimane "possibile e verosimile" sull'intero territorio nazionale. Da qui il prolungamento ulteriore dello stato di allerta. Il provvedimento comporta un inasprimento delle misure di prevenzione e la presenza costante di poliziotti e militari nelle strade. Fu innalzato al massimo fra il 21 e il 26 novembre, quando si temeva una "minaccia grave e imminente" a Bruxelles e dintorni.(AGI)

(8 gennaio 2016)

29/12/2015 09:04

Bruxelles - In Belgio due persone sono state arrestate nell'ambito di un'inchiesta per terrorismo, non collegata agli attentati di Parigi: i due, secondo gli inquirenti preparavano attentati. Lo riferisce la stampa locale. Tra domenica e lunedi' sono state compiute perquisizioni nella regione di Bruxelles, nel Brabante Fiammingo e a Liegi. L'inchiesta, ha reso noto l''ufficio del procuratore federale, ha permesso di "portare alla luce gravi minacce di attacchi per colpire luoghi emblematici di Bruxelles e che sarebbero stati commessi durante le feste di fine anno".

Spari a un posto di blocco a Bruxelles

Nel corso delle perquisizioni, sono state fermate sei persone e due poste n stato di arresto; non sono state trovate armi ed esplosivi, ma materiale informatico, attrezzature di addestramento militare e materiale di propaganda dell'Isis. Secondo alcuni media, nel mirino dei presunti attentatori c'era la polizia, in particolare il commissariato generale situato in prossimita' della Grand Place. La procura non ha confermato questa informazione, ma il livello di allerta dei commissariati di polizia a Bruxelles e' stato elevato da 2 a 3.

Ministro dell'Interno "tolleranza zero contro i terroristi" - Tolleranza zero e più misure contro i combattenti stranieri, rafforzamento della presenza della polizia federale, intensificazione del monitoraggio dei fatti di criminalità, lotta contro l'economia sommersa. Queste le misure che il governo federale belga intende mettere in atto per rispondere alla minaccia terroristica. Il giro di vite in Belgio è stato annunciato dal ministro dell'Interno, Jan Jambon, dopo gli arresti delle ultime ore. Si tratta, come li ha definiti, dei "quattro assi" attorno a cui ruoterà l'azione di contrasto. In particolare, ha spiegato Jambon, "si predisporranno azioni specifiche a partire da Molenbeek", la municipalita' di Bruxelles dove si ritiene viva la parte più integralista della comunità islamica di Bruxelles, e da dove proveniva Salah Abdeslam, uno dei principali responsabili degli attacchi di Parigi del 13 novembre. Misure di controllo e contrasto, ha assicurato Jambon, verranno prese, anche nei comuni di Anderlecht, Saint-Gilles, Molenbeek, Schaarbeck, Saint-Josse e il centro di Bruxelles.

Tra gli islamici del Belgio i terroristi riscuotono più simpatie del previsto, ha sottolineato Jambon, parlando ai media nazionali. "Il sostegno per i terroristi, nelle comunità, è maggiore di quanto pensassi" rispondendo a una domanda sulla fuga di Salah Abeslam, l'uomo ricercato per gli attentati di Parigi del 13 novembre. Per Jambon "se Salah ha potuto nascondersi per così tanto tempo è perché ha sostegno nelle comunità". (AGI) 

(29 dicembre 2015)